Insegnare Coding con LibreOffice, il LibreLogo

di Antonio Faccioli
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In principio era il Logo e la tartaruga. Il termine coding è divenuto talmente di uso comune nella didattica che lo ritroviamo spesso anche su testate giornalistiche nazionali.

Tanto utilizzato che alcune settimane fa ci eravamo interrogati se tutto questo non fosse che una pura moda.

Oggi vorrei andare alle origini di questa modalità di apprendimento e parlare di Seymour Papert, del suo linguaggio Logo e di una delle sue tante varianti, il LibreLogo.

Papert, matematico, informatico e pedagogista che ci ha lasciato lo scorso anno, sosteneva l’uso del computer come supporto all’istruzione e come ambiente d’apprendimento. Per questo sviluppò un nuovo linguaggio di programmazione, comprensibile ed usabile anche da bambini, che permetteva di creare grafica manovrando il movimento di una “tartaruga”, un robot che si muoveva e disegnava grazie ad opportuni comandi che gli venivano impartiti. Con l’arrivo dei personal computer, il robot si trasformò in software, ma il linguaggio di programmazione rimase.

Il Logo è talmente radicato che gli stessi strumenti moderni ne replicano in parte le basi. Il linguaggio Python, lo stesso che l’Università Bocconi intente utilizzare per i suoi corsi di coding nelle lauree triennali, ha un modulo denominato “turtle” e pure Scratch, ideato da Mitchel Resnick, ha una sezione “Penna” che simula appunto i concetti di base della grafica della tartaruga. Non a caso lo stesso Resnick, nel commiato a Papert, definiva l’informatico pedagogista come il nonno di Scratch.

Per utilizzare il Logo abbiamo diverse alternative ed una di queste è LibreOffice. Fin dalla versione 4.0 è stato integrato nella suite libera un plugin, realizzato da Laszlo Nemeth, che permette di utilizzare una variante di questo linguaggio in maniera molto semplice.

Basta aprire un nuovo documento e scrivere alcune righe di codice di questo linguaggio, come stessimo facendo una classica lettera. Per vedere il risultato finale basterà aprire la barra degli strumenti Logo e premere sull’opportuno pulsante, che manderà così in esecuzione quanto scritto. Apparirà quindi una piccola tartaruga che disegnerà sul nostro foglio una figura e che potrà poi essere utilizzata come una qualsiasi immagine inserita in un documento.

Nell’immagine qui sopra, possiamo vedere un piccolo fiocco di neve disegnato con alcune righe di codice di facile interpretazione. L’esempio è tratto dal blog di Andreas Formiconi, autore del “Piccolo manuale LibreLogo”, un bellissimo strumento messo a disposizione gratuitamente dall’autore, che attraverso una metodologia orientata agli aspetti pedagogici, spiega l’utilizzo del linguaggio Logo.

Per tutti i curiosi e appassionati di pensiero computazionale basterà installare LibreOffice, aprire il manuale di Formiconi e riscoprire le radici del coding.

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