Insegnanti solo lamenti, rassegnati a subìre. Lettera

di redazione
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Libero Tassella – La stupidità nostra sta nella rassegnazione e nel subire tutto opponendo solo lamenti su lamenti. Poi nel non vedere i problemi se non sono a un millimetro da noi e solo e soltanto se ci riguardano personalmente, la teoria dei c.. miei.

Gli insegnanti sono sempre pronti alla rivoluzione , ma se la fanno altri  poi abbassano la testa e scelgono il lamento e la rassegnazione sul loro ponte sventola una perenne bandiera bianca..

Questo ogni governo lo sa, sa delle nostre visioni così divide e governa da sempre imponendoci di tutto. Guardate la 107 è una legge contro gli insegnanti ma gli insegnanti potevano neutralizzarla nelle scuole, non l’hanno fatto , correndo dietro incarichi su incarichi salvo poi lamentarsi ex post di essere retribuiti in modo insoddisfacente, il piano di immissioni in ruolo su posti farlocchi poteva essere neutralizzato, ma i precari gae non l’hanno fatto salvo lamentarsi dopo un anno di essere trasferiti lontano una volta in ruolo, avendo creduto a improbabili sanatorie.

Siamo pronti a rivendicare diritti anche se questi calpestano diritti di altri insegnanti e ancora non conosciamo tra noi due parole vincenti: solidarietà e unità, siamo sempre gli uni contro gli altri e sempre divisi tra noi disponibili a spaccare a parole tutto se la cosa ci tocca ma indifferenti ai problemi altrui.

I  contrastivi sono una minoranza che invece di seguire per creare aggregazione e mobilitazione sono isolati come rompiscatole che ci fanno perdere tempo nei Collegi dei docenti.

Mi dispiace dirlo proprio io che ho speso anni a difendere la categoria a volte difendendo l’indifendibile, ma se non cresce tra di noi la coscienza di categoria saremo vittime in primis di noi stessi.

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