Insegnanti di seria A e B, esistono?

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Sì, come apprendiamo dalla storia di Francesco, docente di Italiano ma di serie B.

Non stiamo parlando di docenti curricolari e di potenziamento o di docenti di ruolo o precari, ma di insegnanti che lavorano presso i centri di accoglienza, come Francesco.

La storia è raccontata su Repubblica nella rubrica “Il luogo delle vostre storie di Concita De Gregorio”.

Francesco, come suddetto, è un insegnante di italiano a tutti gli effetti presso un centro di accoglienza a Roma. Sin qui niente di anomalo, tuttavia le anomalie riguardano la retribuzione e il non riconoscimento da parte del Miur.

Francesco, infatti, guadagna 900 euro lorde, ben lontano dagli stipendi dei docenti delle scuole statali, anche supplenti, e il Miur non riconosce il loro ruolo, pur essendo i centri obbligati dal Ministero dell’Interno a svolgere i corsi di Italiano.

Il reclutamento nei suddetti centri, infine, avviene ad opera non del Ministero ma delle cooperative che decidono chi far lavorare e chi no.

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