Insegnanti precari di religione risarciti dal giudice, ma esclusi dal piano di immissioni in ruolo del Governo

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Il giudice del lavoro di Avezzano ha condannato il Ministero a 10 mensilità dell'ultima retribuzione di un insegnante, oltre agli interessi legali maturandi.

Il giudice del lavoro di Avezzano ha condannato il Ministero a 10 mensilità dell'ultima retribuzione di un insegnante, oltre agli interessi legali maturandi.

Una sentenza in linea con quelle emanate in queste settimane da altri giudici, solo che in questo caso il lavoratore è un docente di religione. Stabilizzazione negata anche dal Governo.

I legali, gli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia della Uil Scuola commentano la sentenza "tali pronunciamenti fanno venire meno una discriminazione ormai non più compatibile con i parametri normativi dell'Europa e che, come insegna il caso del professor in oggetto, deve riferirsi anche ai docenti di religione, i quali hanno parità di diritti e di doveri rispetto a tutti gli altri insegnanti".

E infatti anche dagli insegnanti di religione ha avuto inizio il processo che ha portato alla storica sentenza della Corte di Giustizia europea del 26 novembre 2014, che condanna l'Italia per l'abuso dei contratti a tempo determinato. Ce lo ricordava qualche tempo fa l'Avv. Miceli del Foro di Palermo "Questa condizione di inconsapevolezza dei propri diritti, tuttavia, è stata spazzata via per l'azione, prima isolata e poi corale, di alcuni avventurosi soggetti. Anzitutto un grande merito l'hanno avuto talune solitarie denunce pubbliche, come per esempio l'iniziativa del radicale Maurizio Turco in merito all'attribuzione degli scatti stipendiali soltanto in favore dei docenti di religione".

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Risarcimento dunque, ma non ancora stabilizzazione. I giudici italiani sono guardinghi nell'estendere i benefici della sentenza, soprattutto in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, che potrebbe invece dare una direttiva più univoca all'interpretazione della sentenza europea.

Dunque, risarcimento anche per gli insegnanti di religione, i quali risultano però esclusi dal piano straordinario di immissioni in ruolo previsto dal Governo per l'a.s. 2015/16 e già finanziato nella Legge di Stabilità 2015.

La mancanza è stata messa in evidenza dal sindacato SNADIR al sottosegretario Faraone "Il Prof. Ruscica ha riferito al Sottosegretario che la nostra organizzazione sindacale ha accolto con favore il piano di stabilizzazione dei 148.100 docenti precari al 1° settembre 2015 (svuotamento delle GAE e della graduatoria del concorso 2012). Tuttavia, ha poi precisato che il suddetto piano di assunzione ignora totalmente gli insegnanti precari di religione della scuola statale italiana. Ricordando che la collocazione giuridica del personale docente di religione è stata definita dalla legge n. 186/2003 e dal successivo concorso pubblico, con il quale sono stati immessi in ruolo i docenti fino alla quota del 70% delle cattedre allora disponibili nell'organico individuato, ha precisato che  da quella data non si sono svolti altri concorsi, né altri docenti di religione sono stati immessi in ruolo sui posti che nel frattempo si sono resi vacanti per pensionamenti o per altri motivi, in quanto la graduatoria del citato concorso non è stata mai trasformata in graduatoria ad esaurimento come, invece, avviene per i docenti di altre discipline. "

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