Insegnanti precari fuori sede costretti a risparmiare su tutto per non dover chiedere prestiti

Stampa

Storie di ordinaria precarietà: un’altra testimonianza dei tempi difficili che stanno vivendo alcuni supplenti a causa del ritardo nel pagamento degli stipendi. E’ il cosiddetto “organico COVID”, docenti e ATA per un supporto in più alle istituzioni scolastiche (ma veramente ne potremo fare a meno dal prossimo anno scolastico?).

Ma non è tutto rose e fiori. Ecco cosa ci racconta un nostro lettore

“1) ho trovato 2 classi , alle soglie del diploma, come QUINTO insegnante, di una lunga serie di supplenti. Lascio immaginare lo stato di depressione delle classi. Ed anche in uno stato di lontananza da normali standard di preparazione
2) per quanto sopra ho dovuto impostare una Didattica, a Distanza (sic!), che tenesse conto dello stato di abbandono in cui si trovavano le classi
3) In tutto questo, lavoro GRATIS, dal Novembre scorso, pur accingendomi a percorrere 100 km al giorno, con la ripresa della Didattica in presenza.
Ai politici che si riempiono la bocca con la retorica del Diritto allo Studio, consiglio di informarsi meglio sulla situazione di migliaia di insegnanti precari, che, come me, sono costretti a risparmiare su tutto per non trovarsi a chiedere prestiti per vivere.
PS alla segreteria del MEF mi dicono che se va bene, se ne parlerà a fine febbraio
Un insegnante che vuole restare anonimo a scanso di vergogne”

Storie di ordinaria precarietà: una docente fuori sede alle prese con le misure Covid e la mancanza di stipendio

Stampa

Didattica inclusiva attraverso alcune figure del mito greco. Corso online riconosciuto dal Ministero dell’istruzione