Insegnanti: non si abbassano gli stipendi, ma neppure aumentano. Lettera

di redazione
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Libero Tassella – Contratto per il 2019, il copione si ripete. Si conferma il perequativo e quindi non si abbassano gli stipendi, ben magra consolazione, mentre abbiamo un ministro che sogna aumenti consistenti per gli insegnanti come altri ministri in precedenza,

avremo la sola vacanza contrattuale a partire da Aprile 2019, dopo tre mesi dalla scadenza del contratto 2018 come dice la norma, calcolati in 14 euro.

A mio avviso il contratto si chiuderà tra la fine del 2020 e 2021, proprio come il contratto che scadrà il 31 dicembre prossimo e che è stato firmato dai sindacati nell’aprile 2018 con arretrati per il 2016 e 2017 e che è partito da gennaio 2018.

Nel Def 2019 hanno messo hanno messo poco. A mio avviso il contratto si chiuderà tra la fine del 2020 o l’ inizio del 2021.

Come più volte ho sottolineato, per gli insegnanti ci vorrebbe un contratto di risarcimento e trovare nei prossimi due Def risorse aggiuntive per il rinnovo del contratto dei docenti.

Ma più in generale bisogna superare la norma che oggi prevede che gli aumenti contrattuali non superino l’inflazione programmata, una politica che ha determinato la stagnazione delle retribuzioni, mentre sono aumentati gli oneri e gli impegni degli insegnanti in questi anni.

La logica é questa: meno retribuzione più impegni o se volete, a parità di retribuzione, crescono gli impegni degli insegnanti oggi caricati di burocrazia pedagogica e costretti a continui mutamenti per la schizofrenia riformistica dei governi che si sono succeduti in questi anni.

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