Insegnanti, la loro qualità prevalga sulla quantità

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Favorire la qualità e non la quantità. Il concetto base è applicabile anche nella scelta degli insegnanti.

Tradotto: non servono tanti insegnanti, ma servono insegnanti di qualità, cioè ben preparati, in grado di personalizzare le didattiche in base alle necessità degli alunni.

Ad esternare questo concetto è Luisa Ribolzi, docente di sociologia dell’educazione all’università di Genova. La professoressa parte dalla notizia sui dati Istat di dispersione scolastica, per arrivare alla considerazione che la qualità dell’insegnamento debba prevalere sulla quantità anche degli insegnanti.

Ascoltata dal quotidiano Il Mattino per un’intervista, Ribolzi dubita che l’assunzione di 2mila docenti nel Sud per favorire il tempo pieno possa fare molto contro la dispersione scolastica. “Non esiste nessuna correlazione – dice Luisa Ribolzi – fra quantità degli insegnanti assunti e minore o maggiore dispersione. Si tratta piuttosto del metodo di insegnamento prescelto“. Meglio, secondo la sociologa, favorire una didattica personalizzata e tenere in considerazione il contesto sociale in cui il ragazzo si trova a vivere la sua realtà.

Critiche anche sul reddito di cittadinanza in funzione del recupero sociale a contrasto della disoccupazione. Secondo Ribolzi, distribuire soldi a casaccio senza concentrarsi, invece, sulla formazione solleva dubbi sulla validità dell’iniziativa di cui comunque ancora si conosce poco o nulla.

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