Insegnanti dovrebbero protestare contro Invalsi per Esame di Stato. Lettera

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Libero Tassella – Il ministro Bussetti ogni giorno vorrebbe aumentare qualcosa nella scuola, ora é la volta della Geografia che la Gelmini tagliò. Io sono tra quelli che crede che la Geografia, il diritto, l’economia e la Storia siano indispensabili a leggere la realtà, figuriamoci.

Ma forse sarebbe meglio togliere le cose inutili e fare bene l’essenziale e soprattutto non far passare il messaggio della promozione di massa come accade da qualche decennio.

Snellire i programmi e contrarre soprattutto la scuola dei progetti e quella scuola burocratica dove tutti gli insegnanti devono fare la stessa cosa, le stesse verifiche, dove gli alunni non si educano al parlare, al leggere, allo scrivere e all’ascoltare ma a compilare test e a mettere crocette.

In questa sottrazione devono sparire Asl e Invalsi, la scuola non può essere asservita alla logica delle aziende a a inculcare negli alunni una concezione di soggezione al mercato e finalizzare gli apprendimenti alle verifiche standardizzate.

Studenti e insegnanti della scuola secondaria avrebbero dovuto fare le barricate contro l’introduzione delle prove Invalsi propedeutiche all’esame di stato.

Un’imposizione autoritaria di cui il Ministro, sposando le logiche del governo precedente, dovrebbe fare ammenda. Mi auguro che docenti e studenti sappiano dare una risposta significativa praticando la disobbedienza civile al fine di dimostrare che c’è ancora uno spirito critico e non rassegnato a tutto nelle aule dei Licei e degli Istituti italiani.

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