Insegnanti di religione cattolica, Anief fa risarcire i precari sfruttati

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Anief – Arriva una nuova soddisfacente vittoria targata Anief nella battaglia in favore di tutti i lavoratori precari della scuola. Questa volta sono i docenti di religione cattolica precari ad aver trovato, grazie al nostro sindacato, la giusta tutela dei propri diritti.

Il Tribunale del Lavoro di Torino, infatti, con una sentenza esemplare ottenuta dai legali Anief Giovanni Rinaldi, Fabio Ganci e Walter Miceli dà piena ragione a una docente precaria “storica” di IRC della provincia e condanna il Ministero dell’Istruzione a un risarcimento danni che supera i 30mila euro. Marcello Pacifico (Anief): “Orgogliosi di dare voce e tutela a tutti i precari sfruttati”. Ancora possibile aderire gratuitamente allo specifico ricorso promosso dall’Anief per i precari IRC.

Una buona notizia per i precari sfruttati arriva dalla sentenza del Tribunale del Lavoro di Torino ottenuta dall’Anief nei giorni scorsi a conferma che anche i docenti di Religione Cattolica non possono essere sottoposti a reiterati contratti a termine senza una vera e concreta prospettiva di stabilizzazione. La sentenza, impeccabile nella ricostruzione della normativa interna e nel condannare senza mezzi termini l’evidente sfruttamento del lavoro precario posto in essere dal Ministero dell’Istruzione anche nei confronti dei docenti di Religione Cattolica, applica la procedura sanzionatoria massima prevista dalla normativa, con condanna dell’Amministrazione responsabile a risarcire la docente interessata con un ammontare che, tra risarcimento danni, interessi legali e condanna alle spese, supera i 30.000 Euro.

“Siamo davvero soddisfatti dei successi ottenuti dal nostro sindacato in favore dei lavoratori precari da troppi anni sfruttati dal Ministero dell’Istruzione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e ribadiamo il nostro impegno anche su tutti i tavoli di confronto e contrattazione per far sì che finalmente i docenti di Religione Cattolica, come i tanti lavoratori precari, docenti e ATA, che da anni sono impegnati con professionalità a dare piena attuazione al diritto all’Istruzione dei nostri figli, ottengano la giusta e immediata stabilizzazione e il giusto corrispettivo economico anche per il servizio svolto durante il precariato. Non ci sono e non ci possono essere lavoratori di serie B nel sistema nazionale di istruzione ed è giunto il momento che questo sia messo nero su bianco nel contratto e nella normativa interna nel pieno rispetto della normativa e della giurisprudenza comunitaria”.

Nella sentenza di pieno accoglimento targata Anief, infatti, il Giudice del Lavoro evidenzia come non risultino “significative differenze, sotto il profilo della compatibilità con i principi comunitari, rispetto al sistema di reclutamento ordinario del personale scolastico e, in definitiva, pertanto, appare possibile applicare, anche ai docenti di religione, i medesimi principi che hanno condotto a precedenti decisioni favorevoli ai ricorrenti sotto il profilo dell’accertamento dell’illegittimo utilizzo del contratto a tempo determinato” ribadendo che la reiterazione di contratti a termine oltre i 36 mesi “costituisce inequivocabile indice sintomatico dell’uso distorto” e abusivo, cui fa riferimento anche la Corte di Cassazione, del precariato che l’Amministrazione pone in essere in evidente “assenza di esigenze realmente temporanee”.

Il nostro sindacato ricorda che è ancora possibile aderire ai ricorsi specifici pensati per i precari di Religione Cattolica per ottenere ragione contro l’illegittima reiterazione di contratti a termine oltre i 36 mesi di servizio.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi, clicca qui.

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