Insegnanti del sud costretti ad andar via dalla propria terra. Lettera

di redazione
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Linda Ciano – Stamattina mi sono svegliata e, navigando nel web, per puro caso, mi sono imbattuta nelle parole che il nostro Ministro dell’Istruzione ha amorevolmente rivolto agli insegnanti del Sud: “Vi dovete impegnare di più, vi dovete IMPEGNARE FORTE! Impegno, lavoro e sacrificio; impegno, lavoro e sacrificio”. Sento il dovere morale di condividere con voi alcune considerazioni: 

1. Io, insegnante del Sud, insieme a tantissimi colleghi ed amici, sono stata COSTRETTA ad andare via dalla mia terra per mancanza di opportunità lavorative significative e sono giunta qui a Monza, ormai nove anni fa, impegnandomi costantemente, lontana da parenti, amici e compagno; sedimentando, giorno dopo giorno, il mio sentimento di appartenenza alla scuola, che considero, nonostante i nostri governi lo dimentichino di continuo, un luogo in cui la sacralità educativa non può essere profanata.

2. Io, insegnante del Sud, che dopo la laurea per tre anni ho trascorso la mia vita in un pullman per frequentare a Napoli la scuola di specializzazione per l’insegnamento ed un master post-universitario, per poi andare via dalla propria terra natia, credo che di lavoro, impegno e sacrifici, ne abbia fatti e ne faccia abbastanza, mio caro Ministro Bussetti…

3. Egregio Ministro, ha pronunciato queste entusiasmanti parole dopo aver visitato una scuola del napoletano, che vive quotidianamente il degrado di una terra in cui SOLO LA CULTURA può sradicare certe dinamiche sociali ed individuali purtroppo incancrenite… Quelle persone hanno bisogno di aiuto e di supporto, ora più che mai ed uno Stato etico ha l’obbligo di far sentire la sua presenza, lì dove le istituzioni sono offuscate da un Sistema che ne fa le veci in maniera integrale. Nel 2005/2006 ho avuto l’onore e il privilegio di conoscere la referente di uno dei tanti progetti attivati da docenti di scuola superiore ed universitari per attenuare la dispersione scolastica nella delicatissima realtà di Scampia. Il progetto si chiamava “Scampiamoci” ed era stato realizzato da professori che lottavano e lottano ancora, con tutte le proprie forze e con un impegno talmente devastante da distruggere completamente le proprie esigenze personali per una dedizione agli altri, che rasenta lo spirito di abnegazione. Per non parlare di maestri che, mettendo coraggiosamente a repentaglio la propria salute psichica, per uno stipendio ridicolo, hanno salvato alcuni dei ragazzi della scuola di Arzano. Lo conosce Marcello D’Orta? Beh, prenda queste mie citazioni come suggerimenti di ricerca e di lettura. E tutto sarà un po’ più chiaro nella cortina di nebbia delle sue considerazioni…

4. E in ultima analisi… Lei è Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca… Possibile che il massimo sintattico e lessicale della sua capacità espressiva sia “VI DOVETE IMPEGNARE FORTE”? Vogliamo imparare ad utilizzare in maniera appropriata i diversi registri linguistici???
Solo uno sfogo..

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