Insegnante tenta di sedare rissa tra alunni, ne guadagna frattura costale e trenta giorni di prognosi

di redazione
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In pochi giorni l’Ipia “Enrico Fermi” di Gela in Sicilia, ha portato alla ribalta una problematica che interessa numerose altre scuole in Italia e nella quale spesso si tralascia di considerare il ruolo dell’insegnante.

Un insegnante tenta di sedare una rissa scoppiata tra due alunni di primo anno, e ne guadagna una frattura costale con prognosi di trenta giorni. Così come il suo collega pochi giorni, aggredito da un alunno di classe terza per essere intervenuto durante una rissa tra ragazzi.

“C’è stata una nuova lite tra ragazzi – commenta la dirigente, Carmelinda Bentivegna – Il professore ne ha risentito ma non era lui l’obiettivo. La nostra utenza non è semplice. La scuola si sta attivando. Sono sicura che riporteremo il rispetto delle regole.

” E’ un’utenza difficile – denuncia la dirigente dell’Ipia – diversa dalle altre scuole. Qui anche le famiglie si sentono sconfitte. Dobbiamo lavorarci con progetti mirati. Chiederò al Comune di istituire uno sportello di ascolto per dare voce ai soggetti più difficili, ma siamo pronti a farlo anche con le nostre risorse”.

Probabilmente l’espulsione (max 15 giorni) degli alunni non risolverà la situazione, il problema è più profondo e le cause vanno ricercate insieme ad altri professionisti. La scuola non può essere lasciata da sola ad affrontare questa emergenza.

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