Insegnante di sostegno per poche ore: TAR riconosce danno, ma Miur vince appello

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Il Tar per la Campania, con sede a Napoli, riconosce il danno non patrimoniale a Gaia Giannotti per le poche ore di sostegno riconosciute alla minore dall’Amministrazione scolastica.

Il Tar per la Campania, con sede a Napoli, riconosce il danno non patrimoniale a Gaia Giannotti per le poche ore di sostegno riconosciute alla minore dall’Amministrazione scolastica.

La domanda di risarcimento al Tar è stata presentata dai genitori della minore, quali esercenti della potestà genitoriale, ed è stata accolta per la somma di 3000 euro liquidata in via equitativa, a titolo di danno non patrimoniale per l’omissione da parte dell’Amministrazione della corretta determinazione delle ore di sostegno da attribuire alla minore con disabilità. Alla giovane erano state attribuite soltanto 11 ore settimanali, ritenute insufficienti rispetto alle 25 di frequenza scolastica.

Proprio da qui è nato il riconoscimento del risarcimento da parte del TAR per il danno subito dalla studentessa per la lesione al suo diritto fondamentale alla persona e allo “sviluppo educativo, terapeutico e riabilitativo”.





Il Ministero, però, si è appellato al Tar lamentando che una simile sentenza non può essere emessa in assenza di prove sostanziali che comprovino il danno subito dalla minore e evidenziando l’erroneità della sentenza.

L’appello del Ministero è stato accolto poiché, è stato fatto notare, che per ottenere un risarcimento bisogna presentare le prove del danno subito e nel caso del danno non patrimoniale, e quindi di danni ai diritti della persona, ci deve pur sempre essere una ipotesi di conseguenza dovuta al danno che sia visibile concretamente e quindi, anche in questo caso provato da chi chiede il risarcimento.

Nel caso della minore in oggetto i genitori non avevano allegato nessuna prova che comprovasse il danno non patrimoniale subito dalla figlia minore né sulle conseguenze subite dalla stessa a causa delle ore di sostegno minori assegnate rispetto a quelle dovute.

Il Tar in questo caso avrebbe assegnato il risarcimento sena prove e quindi la liquidazione nei confronti della minore non può essere liquidata poiché il danno non patrimoniale, in assenza di prove, non può essere determinato nel suo ammontare preciso.

Si arriva quindi alla sentenza del 26 settembre 2014, n. 4781 del Consiglio di Stato: tutte queste considerazione hanno portato, quindi ad accogliere l’appello del Ministero, pur continuando a riconoscere l’illegittimità dell’Amministrazione scolastica nel determinare le ore di sostegno attribuite alla minore si accoglie l’appello del Ministero e si respinge il ricorso di primo grado.

 

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