Insegnante all’estero e tasse sulla pensione: quali sgravi fiscali con il cumulo

di Consulente Fiscale

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L’insegnante che passa dalla scuola pubblica a quella privata, una volta in pensione, avrà diritto alle agevolazioni fiscali qualora decidesse di trasferirsi all’estero (in uno degli Stati che ha firmato l’accordo contro le doppie imposizioni con l’Italia)?

Salve sono un’insegnante di inglese. Mio marito, dipendente privato, andrà in pensione nel 2021. A me invece mancano ancora almeno 7-8 anni. In questi giorni ho ricevuto una proposta di assunzione presso una scuola privata. La sede sarebbe più comoda come posizione e orari rispetto a quella pubblica per la quale ho lavorato negli ultimi 10 anni. Mi chiedevo se questo passaggio  potrà anche permettermi, qualora chiedessi il cumulo, di godere della detassazione pensione in Portogallo. Trasferirsi a Lisbona quando io smetterò di lavorare è il nostro sogno“.

Come giustamente lasciato intendere tra le righe, la detassazione della pensione all’estero nei Paesi in cui, come in Portogallo, vigono accordi per evitare la doppia imposizione, è una possibilità riservata ai dipendenti del comparto privato.

Nel caso di cumulo dei contributi per la pensione, quindi, occorrerà conteggiare la quota derivante da lavoro nel comparto privato. Solamente su questa si applicheranno le agevolazioni fiscali per i pensionati all’estero eventualmente previste. Il riferimento legislativo è al messaggio Inps numero 4029 del 30 ottobre 2018. L’Ente ha chiarito che la detassazione per la pensione all’estero sarà riconosciuta solamente per la quota che corrisponde ai contributi versati in qualità di lavoratore privato. La quota che invece inerisce ai contributi da lavoratore pubblico resterà soggetta a tassazione ordinaria in Italia.

Ad oggi le uniche eccezioni di Paesi in cui gli ex dipendenti INPDAP hanno diritto a ricevere la pensione usufruendo degli sconti fiscali previsti sono: Australia, Senegal, Costa d’Avorio e Tunisia. Non stupisce, vista la vicinanza, che quest’ultima sia tra le destinazioni più gettonate dai pensionati pubblici che si trasferiscono all’estero. In Tunisia si paga il 20% di tasse sul lordo della pensione. Spagna e Portogallo restano le mete preferite dai lavoratori privati anche se alle Canarie i pensionati italiani hanno cercato di intraprendere una class action contro quella che viene vissuta come una diversità di trattamento fiscale sulle pensioni discriminante.

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