Insegnamento lavoro usurante? Maurizio Costanzo “Maestre si dimettano”. Lodolo D’Oria “no battute che liquidano problema serio”

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“Lavoro usurante? – si chiede Maurizio Costanzo durante la trasmissione ‘Strada facendo’ andata in onda giorno 30 gennaio su Isoradio – si dimettano, stanno a casa a fare la calza”. Il riferimento era alle maestre accusate di presunti maltrattamenti.

Durante la trasmissione sono giunti anche dei messaggi da parte degli ascoltatori che contenevano alcune affermazioni “sconvenienti”, probabilmente sulla scia dell’onda emotiva che casi del genere possono suscitare per il coinvolgimento di bambini, scatenando anche polemiche sui social. Secondo chi ha seguito la la trasmissione sarebbero state pronunciate anche oscenità che hanno hanno indotto moltissimi insegnanti a protestare con email a [email protected]

Tra quanti sono sobbalzati dalla sedia alle parole pronunciate durante la trasmissione c’è anche Vittorio Lodolo D’Oria, medico che da 30 anni si occupa delle malattie professionali degli insegnanti, nonché della loro usura psicofisica. Dal 2014 si occupa anche dei “Presunti Maltrattamenti a scuola”, argomento sul quale il 28 gennaio ha presentato a Montecitorio in conferenza stampa i risultati di una indagine che analizza i dati sul fenomeno dal 2014 al 2016, pubblicata per intero dalla nostra testata.

Lo studio ha dimostrato come, stranamente, l’Italia sia l’unico paese occidentale a far registrare questo fenomeno, come i metodi d’indagine presentano numerose perplessità e come l’età anagrafica media delle maestre inquisite è di 56,4 anni mentre l’anzianità di servizio di 33, inducendo a focalizzare l’attenzione sull’esaurimento psicofisico del corpo docente femminile.

Per Lodolo D’Oria, (autore tra l’altro di numerosi articoli sul burnout degli insegnanti pubblicati sulla nostra rivista, nonché di una lettera aperta inviata anche allo stesso Costanzo) si rischia ancora una volta di scadere nella banalità e nei “luoghi comuni sessisti a carico di donne, lavoratrici che si trovano obtorto collo a dover giustifiare il loro comportamento professionale“.

A colpire il medico è stata anche la superficialità con la quale è stata liquidata, durante la trasmissione, la questione delle indagini sui presunti maltrattamenti che vengono eseguite da personale che, secondo il medico, necessiterebbe di adeguata formazione. Metodi d’indagine che, purtroppo, si legge nella lettera, “non sono mai tempestivi (occorrono mesi per fermare una maestra potenzialmente violenta) a differenza di quello attuabile dal dirigente scolastico che viene però cortocircuitato dall’Autorità Giudiziaria“.

E il dolore – continua – aumenta sapendo che nel solo 2019 due maestre di 56 e 58 anni (Reggio Emilia e Roma) sono decedute a causa del dispiacere per le accuse ricevute. Per non parlare dei tentati suicidi di alcune delle 56 maestre che seguo come medico nel loro Calvario.” Insomma, il medico si sarebbe atteso una maggiore attenzione da chi, come Costanzo, ha scritto “recentemente la prefazione a un volume dal titolo eloquente ‘Giù le mani dalle donne’

Materia complessa e delicata – sottolinea Lodolo D’Oria – che non può essere liquidata con battute”. Basti pensare, continua, “che l’80% delle diagnosi per le inidoneità all’insegnamento sono di tipo psichiatrico“.

Delicata – continua il medico – anche la questione della tutela dallo stress lavoro correlato. Quando un lavoratore presenta esaurimento psicofisico (fenomeno non raro tra gli insegnanti) viene sottoposto ad accertamento in Collegio Medico di Verifica per accertarne l’idoneità al servizio ed eventualmente ricollocarlo in altre mansioni“. Fuori luogo, quindi, sempre secondo il medico, la richiesta di “dimissioni della maestra che torni a casa a fare la calza”.

Affermazioni che rischiano di scatenare pericolose generalizzazioni, e, difatti, Lodolo D’Oria conclude affermando con decisione che è necessario far passare il messaggio che la scuola “è, e resta, il posto più sicuro per un bambino“.

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