Insegnamento della cittadinanza economica, dai programmi scolastici a corsi per gli adulti

di redazione
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Scade oggi alle 12 il termine per la presentazione dei subemendamenti agli emendamenti della relatrice (Francesca Puglisi, Pd) al disegno di legge sulla cittadinanza economica, a prima firma del presidente della commissione Finanze Mauro Maria Marino (Pd), a cui ha aggiunto la firma anche un senatore di Forza Italia (Salvatore Sciascia).

Il ddl intende sviluppare la “pratica educativa della cittadinanza economica”, sotto il profilo formativo della gioventù in età scolare, che educativo della collettività in età adulta.

DEFINIZIONE

Si intende per cittadinanza economica un “insieme di capacità e competenze” che permetta al cittadino di essere anche “agente economico” e “rispettoso del vivere civile”, in grado di contribuire al benessere economico “individuale” e “sociale”.

GARANZIA

Il ddl prevede l’istituzione di un comitato tecnico-scientifico presso il Miur che, con la collaborazione del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha il compito di monitorare gli interventi in materia, nonché garantirne l’attuazione e valutare gli effetti delle politiche educative.(Segue) ZIT

Il ddl intende promuovere un “programma formativo di educazione alla cittadinanza economica rivolto ai giovani”, con l’obiettivo di accrescere le capacità, le conoscenze e le competenze per formare i giovani sulle future scelte economiche.

Per far ciò, il Miur si servirà della collaborazione delle direzioni scolastiche regionali, attraverso la realizzazione di un programma di educazione alla cittadinanza economica, che includa anche l’insegnamento “cittadinanza e costituzione”.

Il programma verrà monitorato da un gruppo di ricerca presso il Miur.

Inoltre, il ddl si rivolge anche ai cittadini adulti che, attraverso un programma di educazione rivolto soprattutto alle donne, ai giovani alla ricerca di una prima occupazione e agli anziani, intende educare alla gestione delle risorse economiche, della ludopatia e del salario.

Anche in questo caso, verrà istituito un gruppo di ricerca presso il Miur e il ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Il ddl è a costo zero. Per le attività del comitato tecnico-scientifico si provvede mediante la destinazione dell’0,1% dei proventi delle concessioni dei giochi pubblici.

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