Insegnamento della Chimica nei Licei – richiesta modifica bozza classi di concorso

di Lalla
ipsef

Gruppo docenti di chimica e tecnologie chimiche – Lettera aperta al Signor Presidente della Repubblica, sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, sig. Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Onorevoli Parlamentari,sig. Presidente del Consiglio di Stato, sigg. Membri del Consiglio Nazionale della P.I.

Gruppo docenti di chimica e tecnologie chimiche – Lettera aperta al Signor Presidente della Repubblica, sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, sig. Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Onorevoli Parlamentari,sig. Presidente del Consiglio di Stato, sigg. Membri del Consiglio Nazionale della P.I.

facendo seguito

1. all’appello “per la valorizzazione dei docenti abilitati nella classe A013 (futura A-34) nei nuovi licei ed istituti tecnici e professionali” del 16/3/11 pubblicato in http://www.soc.chim.it/files/doc/appello_03_2011.pdf ed

2. alla lettera “nuove classi di concorso per l’insegnamento – la Conferenza dei Presidenti degli Ordini Territoriali dei Chimici è contraria all’esclusione dai nuovi Licei della classe di concorso A013 – futura A-34 (docenti laureati in discipline chimiche)" del 7/5/11), pubblicata in http://www.chimicimarche.it/doc/LETTERA%20PRESIDENTI%20ORDINI%20DEI%20CHIMICI%20TERRITORIALI.pdf e in http://www.chimicimessina.it/wp-content/uploads/2011/09/LETTERA-PRESIDENTI-ORDINI-DEI-CHIMICI-TERRITORIALI.pdf

ed in seguito alle “risposte” (che non possono essere condivise) del dott. Max Bruschi pubblicate in http://www.didichim.org/download/Consigliere_M_Bruschi_risposta_ad_appello_congiunto.pdf
riteniamo necessario tornare a ribadire la nostra proposta relativa all’insegnamento della chimica nei licei, confermando in pieno le richieste contenute nei documenti di cui ai punti 1. e 2., ed aggiungendo quanto segue:

È nostra convinzione che la Chimica rivesta un ruolo fondamentale per il futuro del nostro Paese.

Questa affermazione si fonda su una serie di evidenze quali la tipologia e il numero delle imprese del settore chimico, o che necessitano di tecnologie chimiche, che occupano in Italia una quantità rilevante di addetti; la domanda generalizzata di tecnologie pulite e sicure che non possono prescindere da una approfondita conoscenza chimica, (necessità divenute ancor più evidenti per esempio nel comparto energetico dopo l’esito del referendum di giugno dove abbiamo assistito ad un rifiuto delle tecnologie nucleari e alla richiesta di forme differenti, soprattutto "chimiche", di produzione e conservazione dell’energia. La presenza del Chimico è irrinunciabile nella ricerca, nella sanità, nella qualità, nella produzione, nella protezione dell’ambiente, nella logistica, nella consulenza e quant’altro, quindi il suo ruolo risulterà sempre più essenziale ed imprescindibile nella società futura, come d’altronde viene affermato, tra l’altro, nel rapporto pubblicato nel 2010 da Goldman Sachs (Global Markets Institute), in cui si conclude sottolineando la necessità per la crescita dei Paesi più industrializzati di effettuare sempre maggiori investimenti nell’educazione scientifica, e si avverte che si tratta, necessariamente, di investimenti a medio-lungo termine.

Le scelte compiute oggi avranno conseguenze (positive e negative) anche e soprattutto sulle generazioni future.
Per questo è necessario che la chimica sia una scienza comprensibile per i futuri cittadini del nostro Paese, e per essere tale ha bisogno che chi la insegna loro abbia le conoscenze e le competenze per farlo. Una delle conseguenze perniciose del fatto che la chimica nei licei non viene generalmente insegnata da chimici riaffiora nelle Università italiane, dove un numero sempre minore di studenti sceglie la chimica come riferimento del proprio percorso di studi; una spiegazione è da ricercarsi nel fatto che gli studenti non vengono adeguatamente messi nelle condizioni di capirne il potenziale e le prospettive professionali che ne derivano (di fatto i laureati in chimica trovano ancora oggi un lavoro adeguato alle loro aspettative in percentuale molto elevata ed in tempi ravvicinati rispetto al momento della loro laurea).

Non può sfuggire, ancora, la profonda contraddizione tra il sistema di selezione utilizzato per l’accesso ad alcune Facoltà nelle Università italiane, basato su domande inerenti la Chimica, come la Fisica e la Matematica (sistema che implicitamente ammette il basso livello conoscitivo in tali materie e l’importanza delle stesse) e le scelte operate che ne abbassano ancora il livello qualitativo.
La diminuzione del numero delle ore di insegnamento della Chimica o addirittura la scomparsa della stessa dai Corsi di studio in alcune tipologie di istituti superiori o ancora l’affidamento degli incarichi a laureati non Chimici, porteranno ad una incrinazione della formazione scientifica degli studenti italiani. In tutti dovrebbe essere ormai evidente la consapevolezza che Scienza e Tecnologia svolgono un ruolo determinante nella evoluzione dell’economia e del benessere della società moderna.

Per quanto esposto, nel rispetto dei ruoli, invitiamo a volere riconsiderare la politica scolastica italiana, fermando quella deriva di conoscenza chimica e scientifica in generale. Lo sviluppo e la separazione delle Scienze non è compatibile con l’aggregazione generica delle stesse, aggregazione che è manifestamente anti-storica rispetto all’aumento della mole di conoscenze scientifiche avvenute negli ultimi decenni. Molte sono le soluzioni possibili e pertanto chiediamo che si istituisca un tavolo specifico di confronto tra chi è chiamato legiferare ed i soggetti interessati a vario titolo al mantenimento ed implementazione della cultura scientifica che vede nella ricerca la sua massima espressione.

Si allega proposta minimale, elaborata dalle di seguito riportate aggregazioni disciplinari di docenti cofirmatarie della presente e condivisa dal Consiglio Nazionale dei Chimici, e si rimane disponibili ad una leale collaborazione istituzionale per una soluzione condivisa anche dal CNC e dai cofirmatari della presente, e che sia più aderente ai tempi ed alle necessità del Paese.
Distinti saluti.

CONSIGLIO NAZIONALE DEI CHIMICI – Prof. chim. Armando Zingales
ASSOCIAZIONE INSEGNANTI CHIMICI – Prof. Giorgio Cucciardi
COORDINAMENTO DOCENTI DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE – Prof. Rosario Saccà
GRUPPO DOCENTI DI CHIMICA E TECNOLOGIE CHIMICHE – Prof. Michele Borrielli

ALLEGATO
FACENDO RIFERIMENTO ALLE BOZZE DI NUOVE CLASSI DI CONCORSO PER L’INSEGNAMENTO PRESENTATE IL 15/3/11 ALLE OO.SS., SI PROPONGONO LE SOTTO RIPORTATE MODIFICHE:

Per i nuovi Licei:

– TORNANDO A SOLLECITARE una revisione dei regolamenti del 04/02/10 nella quale si disponga che nei nuovi licei scientifico tradizionale, scienze applicate e classico l’insegnamento “scienze naturali” venga scisso in due distinti insegnamenti “scienze naturali (Chimica)” [da affidare ai soli docenti chimici A013-futura A-34] (2° e 4° anno), e “Scienze naturali (Scienze della Terra e Biologia)” [docenti naturalisti e biologi A060-futura A-50] (1°, 3°e 5° anno),

– CHIEDIAMO che, nell’immediato, le bozze di nuove classi di concorso per l’insegnamento, (anche nell’eventuale attesa che, in tempi successivi, la revisione di cui sopra venga attuata dal Ministero), vengano modificate con l’affidamento dell’insegnamento “scienze naturali” limitatamente al secondo e quarto anno dei licei scientifico tradizionale, scienze applicate e classico, ai soli docenti chimici A013-futura A-34, risultandone in questo modo la certezza di organici liceali in cui sia presente a tutti gli effetti la classe A013-futura A-34, e conseguentemente docenti chimici di ottimo livello internazionale, peraltro non privi di competenze anche nelle scienze della terra e biologiche.
Per gli Istituti Tecnici e Professionali:

– NEL RIBADIRE LA NECESSITÀ che tutti gli insegnamenti con contenuti a carattere chimico siano affidati solo ai docenti laureati in discipline chimiche della classe A013-futura A-34,

– CHIEDIAMO che negli Istituti Tecnici Tecnologici, indirizzo “Chimica, Materiali e Biotecnologie”, articolazione “biotecnologie ambientali”, limitatamente al solo 5° anno, l’insegnamento “biologia, microbiologia e tecniche di controllo ambientale”, venga assegnato, con modifica alle bozze di tabelle di classi di concorso, ai soli docenti della classe A013-futura A-34, gli unici a possedere le competenze chimico fisiche ed impiantistiche previste sia dal profilo in uscita dei diplomati che dai contenuti della disciplina previsti per il 5° anno di tale insegnamento.

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