Insegnamenti di Arabo, Cinese e Giapponese: ancora poco diffusi in Italia

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DALiCO Docenti Abilitati di Lingue e Civiltà Orientali – Scriviamo in relazione alla lettera aperta inviata alla Ministra Giannini dal Segretario Generale SISA Davide Rossi, pubblicata recentemente sul vs sito, e per informare opinione pubblica, colleghi, rappresentanti sindacali e politici circa la situazione delle Lingue e Civiltà Orientali nella scuola pubblica.

DALiCO Docenti Abilitati di Lingue e Civiltà Orientali – Scriviamo in relazione alla lettera aperta inviata alla Ministra Giannini dal Segretario Generale SISA Davide Rossi, pubblicata recentemente sul vs sito, e per informare opinione pubblica, colleghi, rappresentanti sindacali e politici circa la situazione delle Lingue e Civiltà Orientali nella scuola pubblica.

Riguardo al primo punto, vogliamo sottolineare che la collaborazione con il SISA è per il ns giovane coordinamento, motivo di soddisfazione. E' ns aspirazione infatti avviare il dialogo e il confronto con tutte le forze che animano la vita scolastica e culturale del nostro Paese.

Vogliamo però precisare, rispetto alla posizione del SISA, che il ns coordinamento raccoglie docenti abilitati in Arabo (AD46), Cinese (AA46) e Giapponese (AB46). Tuttavia, non è per spirito corporativo, ma sulla base della ferma convinzione che anche lo studio della lingua (e della cultura) giapponese possa contribuire in modo decisivo alla crescita degli studenti italiani, che auspichiamo che l'avvio nelle scuole superiori di lingue/civiltà 'nuove', per così dire, riguardi pure questa CDC.

In relazione al secondo punto, intendiamo attirare l'attenzione sulla paradossale situazione delle nostre CDC nell'istruzione pubblica. Nelle scuole secondarie di secondo grado, il numero minimo di insegnamenti di Lingua e Civiltà Araba, Cinese e Giapponese finora attivati, si distribuisce in maniera disomogenea sul territorio nazionale, principalmente in Lombardia. L'esiguità degli insegnamenti è estremamente grave, in quanto contribuisce a limitare pesantemente le prospettive degli studenti, ovvero quella "priorità per il futuro delle ragazze e dei ragazzi" a cui, giustamente, fa rifermento Davide Rossi.

La situazione delineata va innanzitutto contro l'interesse pubblico. Se l'ampliamento dell'offerta didattica e la piena realizzazione dell'autonomia scolastica sono sancite dalla normativa italiana, la Strategia di Lisbona 2020
ribadisce che l'UE debba avere tra le sue priorità una crescita basata sulla conoscenza come fattore di ricchezza. Ebbene, tutto ciò è disatteso da troppo tempo dalle scelte della politica.

Inoltre, i diritti dei singoli docenti sono stati ripetutamente lesi. Gli insegnanti di Arabo, Cinese e Giapponese che – ormai anche da abilitati con TFA e PAS dal 2013 – hanno la "fortuna" di insegnare come precari, si trovano in una paradossale condizione: essere SUPPLENTI DI LORO STESSI. Le GAE delle discipline in questione sono infatti VUOTE.

Quello delle Lingue e Civiltà Orientali, che sembrerebbe a prima vista un caso limite, conferma invece le storture del processo generale di selezione e stabilizzazione del corpo docente nella scuola.

Richiediamo con forza un riconoscimento delle nostre professionalità attraverso una risoluzione tempestiva ed equa della situazione di precariato e, ancora peggio, di non occupazione, che colpisce pesantemente la nostra categoria di docenti abilitati.

per il Coordinamento DALiCO

Isabella Garofali, Daniele Sestili

DALiCO

Docenti Abilitati di Lingue e Civiltà Orientali

ARABO (AD46), CINESE (AA46), GIAPPONESE (AB46)

Comunicato SISA Insegnare arabo, cinese e russo nelle scuole superiori italiane

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