Inps chiarisce i criteri del ‘lavoro gravoso’. I docenti delle elementari e secondarie sono esclusi

di Elisabetta Tonni
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L’Inps ha precisato con un documento quali sono i criteri con cui vengono considerati gravosi i lavori che danno poi diritto ad alcune agevolazioni ai fini dell’età pensionistica.

Lo rende noto anche il sito Pensioni Oggi, che precisa la fonte della notizia: il messaggio 1481/2018 dell’Ente previdenziale pubblico.

Come è già noto, per accedere ai vari benefici previsti per legge occorre che il lavoro gravoso venga svolto per sei o sette anni. La novità consiste nel fatto che il lavoro usurante può essere stato svolto in passato e che l’accertamento può avvenire anche a ritroso rispetto al raggiungimento dell’età pensionabile o al raggiungimento dei versamenti contributivi previsti.

Il documento contiene alcuni chiarimenti importanti in merito alla verifica delle condizioni di accesso ai benefici previsti per le mansioni gravose di cui all’articolo 1, commi 179 e 199, lettera d), della legge n. 232 del 2016.

Nei lavori gravosi rientrano anche le attività svolte dai maestri d’infanzia e gli educatori che operano negli asili nido, come già disciplinato dall’articolo della legge appena citata.

E’ bene ricordare che nell’elenco dei lavori gravosi continua a non risultare quello svolto dai docenti che si occupano della formazione culturale dei giovani dai sei anni in poi.

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