Inizio scuola, una preside: “Lezioni in spazi che sono sgabuzzini e pochi collaboratori scolastici per la sorveglianza”

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Non solo cattedre vuote. I dirigenti scolastici in questo inizio di anno scolastico devono fare i conti anche con la carenza di personale ATA, particolarmente i collaboratori scolastici e con spazi spesso non sempre adeguati all’attività didattica.

A La Nazione, la dirigente scolastica di una scuola di Empoli, il “Virgilio” lamenta proprio la “difficoltà di sorveglianza” nei plessi diretti: “Sono sedi articolate su più piani con vari ingressi. L’edificio di via Giovanni Da Empoli è un labirinto. Purtroppo, queste sono tutte caratteristiche che non vengono prese in considerazione quando vengono assegnate le dotazioni organiche di personale. Ma al Virgilio, oggettivamente, avremmo bisogno di più collaboratori scolastici per garantire un adeguato controllo“.

Ma i problemi, osserva la preside, sono anche altri, ovvero gli spazi a disposizione: “È un grosso problema per la nostra scuola che ha tre indirizzi molto diversi tra loro. All’artistico la situazione è drammatica. Il laboratorio di scultura, per esempio, è inadeguato. Le aule sono ricavate in ambienti che avevano un’altra precedente funzione: erano abitazioni, uffici. Ci ritroviamo a collocare classi piuttosto numerose in spazi che sono degli sgabuzzini“.

Per l’indirizzo artistico – prosegue la preside – sono stata costretta a fare tre rientri pomeridiani perché altrimenti non ce la faremmo. Al triennio sono sei terze, cinque quarte e cinque quinte, sedici classi in tutto che devono ruotare mattina e pomeriggio nei laboratori. E poi ho dovuto trasferire alcune classi del triennio nella sede di via Giovanni Da Empoli perché in quella di via Fucini mancano gli spazi. Edifici convertiti e riadattati a plessi scolastici generano anche un altro problema“.

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