Inizio scuola, in Sicilia non sarà facile: classi pollaio, trasporti insufficienti e 14 mila docenti e Ata senza Green pass

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Non sarà facile l’inizio del nuovo anno scolastico in alcune regioni come la Sicilia: fra classi pollaio e ancora una quota significativa di personale scolastico non ancora vaccinato e quindi senza Green pass, il ritorno a scuola sarà con ogni probabilità in salita. Se consideriamo anche il problema trasporti, la situazione si complica ulteriormente.

In Sicilia ci sono ancora 13-14mila fra docenti e collaboratori scolastici non vaccinati. Circa l’80 per cento del personale ha completato il ciclo di vaccinazione, su una platea complessiva di 136mila persone, si legge sulla pagina siciliana de La Repubblica.

I dirigenti scolastici hanno già iniziato i controlli della certificazione verde tramite l’app ministeriale che dovrebbe essere attivata entro dieci giorni. Poi si attende la procedura automatizzata. All’istituto superiore Odierna di Palma di Montechiaro, dieci docenti su 57 erano senza Green Pass e si sono dovuti sottoporre al tampone: “Sarà un anno complicato“, prevede la preside Annalia Todaro.

C’è poi la questione classi pollaio ed edifici scolastici: cento alunni dell’istituto comprensivo Sciascia dello Zen sono senza aule. Il plesso dell’infanzia è chiuso dallo scorso novembre per infiltrazioni d’acqua. E anche nel vicino istituto Falcone le aule della primaria e delle medie sono destinate ad allagarsi alle prime piogge autunnali: si attendono i lavori per impermeabilizzare il tetto. “Non so più cosa dire ai genitori, i lavori non partiranno prima di fine dicembre“, spiega Stefania Cocuzza, preside della Sciascia.

Ci sono poi tanti presidi delle scuole secondarie di secondo grado che si inventano nuovi spazi per le lezioni, come al liceo classico Umberto, dove sono stati trasformati in aule i laboratori e i magazzini, oltre che l’aula magna. “La popolazione scolastica è cresciuta negli anni, ma i locali sono sempre gli stessi“, dice Vito Lo Scrudato, preside del liceo.

C’è poi la questione classi pollaio: all’istituto comprensivo Carlo Amore di Modica si contano alle scuole medie trenta alunni in classe: l’anno scorso gli studenti delle prime erano suddivisi in quattro classi, quest’anno devono essere aggregati in tre. “Dovrò cercare aule più grandi“, dice il preside Rosario Biazzo. L’organico aggiuntivo per l’emergenza, infatti, al momento è garantito soltanto fino a dicembre e non deve essere utilizzato per sdoppiare le classi, ma per il potenziamento dell’apprendimento.

E poi l’altro nodo spinoso, ovvero quello dei trasporti: si utilizzerà il modello dello scorso anno, ovvero 300 bus aggiuntivi per un totale di 600 corse in più in tutta l’Isola. Il problema è che lo scorso anno era stato tarato il tutto per il 75% di studenti in presenza e  quest’anno, invece, si avrà il 100%.

Insomma, a voler essere ottimisti, la scuola in Sicilia sarà nuovamente sotto pressione.

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