Inizio scuola, ancora in panne le graduatorie per le supplenze e problemi per lo sdoppiamento delle classi con l’organico covid. Bianchi però resta ottimista

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L’ottimismo di Bianchi non è in realtà condiviso da tutti: gli insegnanti saranno in cattedra per l’avvio delle lezioni, nella maggior parte dei casi. Tuttavia l’inizio scuola porterà ancora problemi: su tutti quello delle graduatorie Gps piene di errori in molte province e quella delle aule che, nonostante il covid, in molti casi restano sovraffollate. E al momento non possono essere sdoppiate tramite l’organico aggiuntivo covid.

La questione graduatorie Gps ancora non è risolta: sugli esiti si è creato un vero e proprio caos. I docenti e i sindacati hanno immediatamente riscontrato alcuni maxi errori, che hanno portato gli uffici a ritirare i bollettini per verificare gli errori e ripubblicarli.

Già i sindacati avevano chiesto una richiesta di incontro con l’amministrazione per avere dei chiarimenti. Ma i problemi persistono. Su tutti, il caso di Roma e del Lazio, dove sono partite le pubblicazioni delle graduatorie degli incarichi annuali “e abbiamo verificato diversi errori, in buona parte dovuti al sistema; non è stata presa ancora la decisione in merito alla rimodulazione delle procedure“, fa notare la numero uno della Cisl Scuola, Maddalena Gissi.

Anche Fratelli d’Italia punta il dito contro i problemi delle supplenze: “Le segreterie non riescono a gestire situazioni deliranti come cattedre assegnate su posti inesistenti, tantissimi sono gli errori nelle graduatorie Gps, i docenti sono scavalcati o sbattuti da un posto all’altro. E a pagare questa ennesima inefficienza di un ministero che va a tentoni sono sempre i docenti supplenti, gli studenti e le loro famiglie“, è l’accusa che arriva anche da Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabili del dipartimento Scuola e Istruzione di FdI.

I segretari regionali in Sicilia di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Anief, e Fgu Gilda Unams, dal canto loro, sottolineano “incongruenze che hanno generato dubbi e perplessità nell’assegnazione delle supplenze annuali“.

Eppure Bianchi resta positivo: “quest’anno per la prima volta ci sono tutti i professori di ruolo e con incarico annuale pronti”, ha detto il Ministro dell’Istruzione, aggiungendo che “mancano solo le supplenze brevissime che dipendono dai presidi”. 

La sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia ammette gli errori ma ridimensione il problema: “È innegabile che il sistema, nella gestione di migliaia di supplenze, ha creato dei problemi. L’importante è riuscire a rettificare subito lì dove si è creato un problema“.

Ma a proposito di supplenti, tiene banco la questione organico aggiuntivo covid: una nota ministeriale in merito ai 442 milioni per il personale docente e Ata aggiuntivo, fornisce indicazioni tranne la più importante, ovvero quello dello sdoppiamento delle classi:  “Le assegnazioni dei 422 milioni per l’organico docente e Ata definito ‘Covid’ sono state inviate agli Uffici scolastici regionali ma in alcune regioni non sono state date dagli Uffici scolastici indicazioni in merito ai possibili sdoppiamenti o alla formazione di gruppi di apprendimento come è avvenuto lo scorso anno“, dice ancora la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, che rileva anche un grave ritardo nella consegna, da parte di diversi enti locali, di aule che dovevano essere completate già dallo scorso anno. “I dirigenti sono in un limbo di incertezze. Questa situazione non ha permesso di stabilizzare la gestione dello scorso anno e speriamo che ci siano i tempi per rivedere l’impostazione generale“, conclude.

Secondo quanto riferisce l’Ansa, una conferma in tal senso arriva dalla protesta dei genitori di una nota scuola romana, l’Istituto Comprensivo Dante Alighieri della capitale, dove le sezioni quest’anno sono passate da 6 a 4 di fatto procedendo allo smembramento di due sezioni aggiunte l’anno scorso per rispettare le disposizioni ministeriali in piena emergenza Covid. “Per anni si è denunciata la pratica delle “classi pollaio” e se c’è stata una cosa positiva, in questo periodo drammatico, è stata proprio la possibilità di ridurre il numero degli alunni per classe, dando anche la possibilità ai docenti di tenere conto delle singole esigenze. Oggi lo Stato ci chiede di tornare a prassi passate nocive e di non tenere conto dell’aumento di probabilità di contagio a cui andremo incontro in classi con numeri di alunni così aumentati ed in gran parte ancora non vaccinati“, scrivono i genitori degli alunni al provveditore del Lazio, Rocco Pinneri, chiedendo di tenere inalterato il numero delle sezioni.

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