Inizio scuola 2023/2024: docente tutor, percorsi abilitanti, concorsi e nuove regole per l’uso dei social a scuola. Tutte le novità [LO SPECIALE]

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Manca poco all’inizio dell’anno scolastico 2023/2024: il 1° settembre ci sono stati i primi collegi docenti e dopo qualche giorno inizieranno le lezioni. Ecco tutte le novità previste.

Quando inizia la scuola: le date regione per regione

Il 5 settembre gli studenti tornano in classe in Alto Adige. Poi la campanella suonerà per la prima volta in Piemonte, Trentino e Valle d’Aosta l’11 settembre 2023. I giovani lombardi seguiranno il giorno successivo, l’12 settembre.

Il 13 settembre si aggiungono alla lista diverse regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche, Sicilia, Umbria e Veneto. Il ritorno sui banchi per gli studenti della Calabria, Liguria, Molise, Puglia e Sardegna è fissato al 14 settembre. Concludono l’inizio dell’anno scolastico l’Emilia Romagna, la Toscana e il Lazio, il 15 settembre.

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Dal voto in condotta ai lavori socialmente utili: le direttive del Ministero sul bullismo

Fra le novità previste bisogna ricordare le direttive emanate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sul tema del bullismo.

In particolare sono stati stabiliti interventi sui criteri di valutazione del voto di condotta nelle Scuole secondarie, sulla misura della sospensione e sull’istituzione di attività di cittadinanza solidale.

Questi interventi daranno vita a una revisione normativa che riguarderà il D.P.R 22 giugno 2009 n.122, relativo alla valutazione degli apprendimenti e del comportamento, e del D.P.R 24 giugno 1998 n. 249, che reca lo Statuto delle studentesse e degli studenti.

“Al fine di ripristinare la cultura del rispetto, di contribuire ad affermare l’autorevolezza dei docenti e di riportare serenità nelle nostre scuole abbiamo deciso di intervenire su tre direttrici”, ha dichiarato il Ministro Valditara.

Voto in condotta

Il voto assegnato per la condotta ora fa riferimento all’intero anno scolastico, dando un peso maggiore a eventuali atti violenti o di aggressione sia nei confronti degli insegnanti e del personale scolastico, sia nei confronti degli studenti. Inoltre, per le scuole secondarie di I grado, viene ripristinata la valutazione del comportamento, che sarà espressa in decimi e avrà un impatto sulla media generale dello studente, modificando così la riforma del 2017. La valutazione del comportamento influenzerà anche i crediti per l’ammissione all’Esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di secondo grado.

I DETTAGLI

Stop alle sospensioni

Il Ministero ha stabilito che le sospensioni fino a 2 giorni comporteranno più impegno scolastico, coinvolgendo lo studente sospeso in attività di riflessione e approfondimento sui comportamenti che hanno condotto alla sospensione.

Tali attività saranno assegnate dal consiglio di classe, e culmineranno nella produzione di un elaborato critico da parte dello studente, che sarà poi oggetto di valutazione da parte del consiglio di classe.

Inoltre, in caso di sospensioni superiori ai 2 giornilo studente sarà chiamato a svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate, garantendo così una copertura assicurativa adeguata.

Sempre nel caso di sospensione superiore ai 2 giorni, se verrà ritenuto opportuno dal consiglio di classe, l’attività di cittadinanza solidale potrà proseguire oltre la durata della sospensione, e dunque anche dopo il rientro in classe dello studente, secondo principi di temporaneità, gradualità e proporzionalità.

I DETTAGLI

Piano di semplificazione scuola: ecco le prime azioni e il cronoprogramma

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha lanciato un piano di semplificazione della scuola che vedrà già diversi obiettivi iniziare già dall’anno scolastico che sta per iniziare.

Gli obiettivi strategici sono: migliorare i servizi scolastici per studenti e famiglie; garantire più cattedre coperte dal primo giorno di scuola; rafforzare l’alleanza tra i vari protagonisti del sistema scolastico; liberare gli istituti scolastici da eccessivi adempimenti burocratici.

L’avvio del Piano prevede le prime 20 misure di semplificazione, riconducibili al primo livello di intervento (organizzativo/tecnologico). Vengono inoltre assicurate adeguate forme di trasparenza sullo stato degli interventi previsti, che verranno pubblicati sul sito web del Ministero.

Di seguito, alcuni interventi:

  • da fine 2023 sarà attiva un’unica piattaforma online, che consentirà a famiglie e studenti l’accesso agli strumenti e alle informazioni utili per la scelta della scuola (per esempio dove sono localizzati gli istituti, quali sono gli indirizzi disponibili, i programmi e i piani formativi), in modo da procedere direttamente all’iscrizione e successivamente ai pagamenti richiesti nel corso degli studi.
  • garantire maggiore copertura delle cattedre sin dall’avvio dell’anno scolastico. Si prevedono diversi interventi, come la velocizzazione degli adempimenti per i pensionamenti, l’individuazione di soluzioni procedurali, organizzative e tecnologiche per poter effettuare le nuove nomine in tempi utili all’avvio dell’anno scolastico e una più veloce gestione delle supplenze brevi.
  • velocizzare i contributi statali alle famiglie meno abbienti per l’acquisto dei libri di testo.
  • semplificare la gestione degli acquisti, ridurre il contenzioso. Attraverso una nuova piattaforma per il sistema degli acquisti e la realizzazione di soluzioni digitali di classificazione delle sentenze e di standardizzazione di modelli istruttori, le scuole verranno sollevate da eccessi di burocrazia.

CRONOPROGRAMMA

  1. Nuova piattaforma per famiglie e studenti: Rilascio entro novembre 2023
  2. Welfare per le famiglie: Rilascio soluzione digitale entro ottobre 2023
  3. SPID e CIE – Piena integrazione per i servizi della scuola: Rilascio soluzione centralizzata del Ministero entro giugno 2023
  4. PagoPa e AppIO – Ampliamento dei servizi disponibili: Nuova release Pago In Rete entro dicembre 2023
  5. Velocizzazione avvio anno scolastico: Rilascio primo set interventi entro luglio 2023
  6. Internazionalizzazione e gemellaggio: Rilascio soluzione tecnologica entro giugno 2023
  7. Scuole paritarie: Studio di fattibilità entro dicembre 2023
  8. Fascicolo digitale del dipendente: Studio di fattibilità entro marzo 2024
  9. Nuova piattaforma per il sistema gestione acquisti per le scuole: Rilascio nuovo Sistema entro dicembre 2023
  10. Incarichi individuali affidati dalle scuole ad esperti: Soluzione tecnologica entro dicembre 2024
  11. Supplenze brevi e saltuarie: Rilascio primo set interventi entro marzo 2024
  12. Gestione delle cessazioni: Proposta ad INPS entro dicembre 2023
  13. Gestione del contenzioso: Studio di fattibilità entro settembre 2023
  14. Revisori dei conti: Nuova documentazione entro giugno 2023
  15. Accompagnamento PNRR: Conclusione attività entro dicembre 2023
  16. Strumenti digitali di finanziamento per le scuole: Rilascio primo set interventi entro dicembre 2023
  17. Contributi per libri di testo: Studio di fattibilità entro settembre 2023
  18. Firma Elettronica Avanzata: Rilascio nuove funzionalità entro dicembre 2023
  19. Cruscotti Dati per gli Uffici del Ministero: Rilascio strumento di reporting entro dicembre 2023
  20. Interventi di Semplificazione sul sistema informativo: Rilascio primo set interventi entro aprile 2023

I DETTAGLI

Dipendenti pubblici green

In seguito alle recenti modifiche tecnologiche e alla crescente consapevolezza della sostenibilità ambientale, si è resa necessaria una revisione dell’attuale versione del D.P.R. 62/2013.

Il nuovo schema di decreto, pubblicato il 29 giugno in Gazzetta Ufficiale il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (dpR n. 62/2013), offre un nuovo set di normative che promuovono un’etica di lavoro più equa, ecologica e responsabile. Il decreto, attuato in linea con le previsioni del decreto legge ‘Pnrr 2’ (dl n. 36/2022), ha per obiettivo principale il raggiungimento della Milestone M1C1-58 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Questa milestone si concentra sulla riforma della Pubblica amministrazione, che dovrebbe essere completata entro il primo semestre del prossimo anno (30 giugno 2023). Le modifiche principali includono l’introduzione del divieto di discriminazione sul lavoro basata sulle condizioni personali, l’adozione di comportamenti ‘green’ rispettosi dell’ambiente e regole più stringenti per l’uso dei social media da parte dei dipendenti pubblici.

Fra le varie misure, ricordiamo infatti l’art. 3, comma 4, è stato modificato per enfatizzare i principi di economia, efficienza ed efficacia nel contesto di un consumo energetico sostenibile e di un rispetto dell’ambiente durante le attività amministrative.

Inoltre, in vista della crescente digitalizzazione del lavoro, l’art. 11-bis e l’Art. 11-ter sono stati introdotti. Questi nuovi articoli disciplinano l’utilizzo delle tecnologie informatiche e dei social media, introducendo regole per la sicurezza dei sistemi informatici, la protezione dei dati, l’uso dei dispositivi elettronici personali e l’utilizzo appropriato dei social media.

TUTTE LE MODIFICHE

Docente tutor e docente orientatore

Grande attesa per quanto riguarda l’introduzione dei docenti tutor e i docenti orientatori, una della novità fortemente volute dal Ministro Valditara.

Da settembre infatti saranno operativi circa 50.000 docenti tutor e orientatori, che aiuteranno gli studenti di circa 70.000 classi dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di II grado.

Lo scopo, come più volte sostenuto dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è quello di aiutare gli studenti in difficoltà e a tirar fuori i loro talenti.

I docenti interessati a ricoprire l’incarico hanno presentato la propria candidatura tramite la scuola di titolarità entro lo scorso 31 maggio.

Circa 56mila le domande pervenute. Nello specifico, su 2.734 istituzioni scolastiche interessate, ben 2.728 (il 99,8% del totale) hanno inoltrato la richiesta di partecipazione ai moduli formativi per queste nuove posizioni, che comprendono 52.176 tutor e 4.252 docenti orientatori.

I requisiti per diventare docente tutor e orientatore indicati dal Ministero sono:

  • essere in servizio con contratto a tempo indeterminato con almeno cinque anni di anzianità maturata con contratto a tempo indeterminato o determinato;
  • aver svolto compiti che rientrano nelle funzioni del tutor scolastico e del docente orientatore (tra cui funzione strumentale per l’orientamento, per il contrasto alla dispersione scolastica, nell’ambito del PCTO);
  • e avere manifestato la disponibilità ad assumere la funzione di tutor e di docente orientatore per almeno un triennio scolastico.

Attenzione: il Ministero consiglia di attenersi a tali requisiti che non sono obbligatori: i criteri per selezionare i docenti tutor e orientatore sono stabiliti dal collegio docenti che possono riproporre in parte o completamente i criteri suggeriti dal Ministero oppure possono anche discostarsene del tutto. 

Naturalmente i criteri dovranno essere utilizzati qualora ci sia un numero di insegnanti formato superiore al numero minimo di docenti tutor previsto dal Ministero nell’allegato B, in quanto legato alla retribuzione considerata ottimale rispetto al lavoro da svolgere.

I DETTAGLI

Vincoli di mobilità docenti: il blocco entra nel contratto scuola

I docenti di ruolo devono sapere che adesso il nuovo CCNL prevede il vincolo triennale per gli insegnanti neoassunti.

L’art. 30 dell’IPOTESI DI CONTRATTO afferma

Sono oggetto di contrattazione integrativa:
a) a livello nazionale:
a1) le procedure e i criteri generali per la mobilità professionale e territoriale, incluse le modalità di l’applicazione dell’art. 58 del D.L. 73/2021, convertito in Legge 106/2021, fatte salve le disposizioni di legge;

Con l’indicazione del DL 73/2021 si richiama il vincolo oggi delineato nel CCNI sulla mobilità come blocco sui trasferimenti interprovinciali su qualsiasi sede espressa.

Con “fatte salve le disposizioni di legge” si richiama invece il DL 44/2023, che ha reintrodotto il vincolo triennale di permanenza per i docenti neoassunti.

Deroghe al vincolo

  • Il vincolo non si applica nei casi di sovrannumero o esubero e ai docenti con grave disabilità ovvero che assistono un soggetto con grave disabilità, a condizione che la situazione di disabilità personale ovvero di assistenza a soggetto con grave disabilità si verifichi successivamente al termine di presentazione delle domande di partecipazione al relativo concorso;
  • durante i tre anni di blocco, i neoassunti possono comunque presentare domanda di assegnazione provvisoria e/o utilizzazione nella provincia di titolarità. I predetti docenti, inoltre, possono accettare supplenze al 30/06 e al 31/08 per una classe di concorso o tipologia di posto diverse da quella di titolarità, per le quali abbiano titolo.

Ai docenti assunti da GPS sostegno prima fascia ed elenco aggiuntivo  si applica un vincolo ancora più restrittivo, non essendo prevista la deroga per legge 104.

TUTTO QUELLO DA SAPERE

Carta docenti anche ai precari

Per quanto riguarda la carta del docente, il bonus 500 euro per la formazione, bisogna ricordare che da quest’anno sarà disponibile anche per i supplenti annuali e per chi ha ottenuto una sentenza favorevole.

Nello specifico, il numero di insegnanti interessati è notevole, ovvero sono 67.497 docenti impiegati fino al 31 agosto.

La restante quota di precari interessati al bonus docente 500 euro è quello relativo ai docenti di religione, che vengono conteggiati con 16.470 unità.

Come accennato in apertura, anche gli insegnanti che hanno ottenuto una sentenza favorevole di riconoscimento degli anni pre-ruolo quest’anno potranno avere il bonus 500 euro. Per questi docenti le cifre ottenute in seguito alla sentenza saranno disponibili per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024 o comunque per i due anni scolastici a partire da quello di accredito.

Si tratta per lo più di precari con contratto al 30 giugno che procedendo con un ricorso hanno poi ottenuto il riconoscimento delle annualità perdute di bonus 500 euro per la formazione.

I DETTAGLI

Percorsi abilitanti docenti

Il 2023/2024 sarà anche l’anno che segnerà il ritorno dei percorsi di abilitazione all’insegnamento. In attesa della pubblicazione del DPCM che regolerà diversi aspetti dei corsi, si attendono notizie certe per quanto riguarda l’inizio dei corsi. Al momento non c’è alcuna indicazione ufficiale, ma molto probabilmente, come spiegato in precedenza, i corsi dovranno partire fra la fine del 2023 e i primi mesi del 2024.

La conclusione dei percorsi è stimata per l’anno accademico 2023/24, con una prova finale composta da una prova scritta e una lezione simulata.

Tipologie di corsi previsti:

  1. Corsi abilitanti da 60 CFU: Destinati a chi intende insegnare una disciplina specifica nella scuola secondaria, con riserve di posti per docenti con una certa esperienza o per coloro che hanno sostenuto determinate prove concorsuali. Questi corsi offrono un’ampia formazione, inclusa l’acquisizione di almeno 10 CFU/CFA di area pedagogica e tirocinio diretto e indiretto.
  2. Percorsi formativi transitori da 30 CFU per docenti abilitati su altro grado/classe di concorso o specializzati in sostegno: Offre ai docenti già abilitati l’opportunità di acquisire competenze aggiuntive nella loro disciplina di riferimento.
  3. Percorsi formativi transitori da 30 CFU: Destinato ai docenti con tre anni di esperienza o che hanno sostenuto la prova del concorso “straordinario bis”.
  4. Percorsi formativi transitori da 30 CFU per neo-laureati o chi non ha acquisito 24 CFU: Pensato per i laureati recenti o coloro che non hanno soddisfatto i requisiti dei CFU entro ottobre 2022.
  5. Percorsi formativi post-concorso da 30 o 36 CFU/CFA: Progettato per i vincitori di concorso che non sono ancora abilitati.

TUTTE LE INFORMAZIONI UTILI SUI CORSI ABILITANTI

Concorsi: ecco quelli previsti per il 2023/2024

Ma l’anno scolastico 2023/2024 sarà ricco di concorsi sia per docenti che per dirigenti scolastici.

Concorso educazione motoria alla primaria

Si parte con il concorso per l’educazione motoria alla scuola primaria. Nelle scorse settimane è stato pubblicato il bando per la procedura concorsuale per 1740 posti di docente di educazione motoria per l’anno scolastico 2023-24.

La presentazione delle domande è prevista dall’8 agosto ore 9 al 6 settembre (ore  23:59).

TUTTI I DETTAGLI

Concorsi docenti PNRR

In autunno è previsto il via al primo concorso della fase straordinaria per l’assunzione di circa 35mila docenti, che abbiano maturato 36 mesi di servizio o che siano in possesso dei 24 crediti formativi universitari è dunque atteso a breve. 

Nei mesi successivi, a partire dall’inizio del 2024, è previsto un altro concorso della fase straordinaria

Questo concorso è legato a doppio filo ai percorsi abilitanti, che ancora non sono partiti e presumibilmente non potranno concludersi prima del prossimo anno accademico.

In particolare, questa procedura concorsuale dovrebbe “accogliere” i primi docenti abilitati con 30 CFU, che nel frattempo dovrebbero essere stati avviati.

Il concorso docenti si articola in:

  • prova scritta
  • prova orale
  • graduatoria di merito

Requisiti per i posti comuni

  • laurea coerente con la classe di concorso oggetto del concorso + abilitazione per la specifica classe di concorso oppure
  • tre anni di servizio negli ultimi cinque, entro il termine di presentazione della domanda, svolti presso le scuole statali, anche non continuativi, di cui almeno uno specifico oppure
  • laurea coerente con la classe di concorso oggetto del concorso + 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022

Gli ITP (tabella B del DPR 19/2016) possono accedere con

  • laurea di primo livello + abilitazione oppure
  • diploma di accesso alla classe di concorso (il requisito sarà in vigore fino al 31 dicembre 2024).

Per i posti di sostegno

Sarà necessario avere diploma di specializzazione conseguito ai sensi del DM n. 249/2010 per il grado richiesto.

COSA SAPERE SUI CONCORSI PNRR

Concorso ordinario e straordinario religione cattolica

Il decreto PA bis contiene dà una spinta anche al concorso per insegnanti di religione cattolica, o meglio, ai concorsi, dato che sono previsti due bandi: uno straordinario e uno ordinario. Complessivamente vengono messi a bando 6.442 posti.

Con il decreto PA bis, pertanto, la quota percentuale alle assunzioni da realizzarsi con procedura straordinaria viene innalzata dal precedente 50% al 70%, rispetto a quelle previste con concorso ordinario, che invece avrà una quota del 30%.

Concorso ordinario e riservato per dirigenti scolastici

I bandi arriveranno entro i primi di settembre.

I requisiti richiesti per la partecipazione al concorso ordinario Dirigenti Scolastici sono i seguenti:

  1.  appartenere al personale docente delle istituzioni scolastiche statali ovvero al personale educativo delle istituzioni educative statali;
  2. essere assunto con contratto a tempo indeterminato nelle istituzioni scolastiche ed educative statali;
  3. essere stato confermato in ruolo (quindi con anno di prova superato);
  4. essere in possesso di una delle seguenti lauree:
  • laurea magistrale;
  • laurea specialistica;
  • diploma di laurea conseguito secondo gli ordinamenti didattici previgenti al DM n. 509/1999;
  • diploma accademico di II livello rilasciato dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica;
  • diploma accademico di vecchio ordinamento congiunto con diploma di istituto secondario superiore.
  • aver svolto5 anni di servizio Approfondisci
  • essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso all’impiego nelle pubbliche amministrazioni.

N.B. I titoli di studio  conseguiti all’estero sono considerati validi per l’ammissione al concorso se dichiarati equipollenti o equivalenti a titoli universitari italiani secondo la normativa vigente.

Pubblicato il decreto del concorso riservato per dirigenti scolastici. La procedura di selezione in questione è specificatamente rivolta ai candidati del concorso ordinario del 2017.

Per essere ammessi alla prova d’accesso al corso intensivo di formazione, questi candidati devono rispettare determinati criteri stabiliti dal regolamento.

Al 28 febbraio 2023, i potenziali partecipanti devono trovarsi in una delle seguenti situazioni:

I candidati che hanno presentato ricorso, nei tempi stabiliti dalla legge, e che attualmente hanno un contenzioso giuridico in corso a causa del mancato superamento della prova scritta del concorso del 2017 sono ammissibili.

Inoltre, i candidati che hanno superato sia la prova scritta che quella orale grazie a un provvedimento giurisdizionale cautelare possono partecipare, anche se tale provvedimento è successivamente decaduto o non è più in vigore.

Infine, i candidati che, nei tempi previsti dalla legge, hanno presentato ricorso e attualmente hanno un contenzioso giuridico a causa del mancato superamento della prova orale del concorso del 2017 sono anch’essi ammissibili.

I DETTAGLI

TUTTI I CONCORSI SCUOLA PREVISTI NELL’ANNO SCOLASTICO 2023/2024

Docenti abilitati all’estero possono ottenere una supplenza

Quest’anno scolastico i docenti abilitati e/o specializzati all’estero, in attesa del riconoscimento del predetto titolo, possono ottenere una supplenza al 30/06 ovvero al 31/08.

I docenti inclusi nella prima fascia delle GPS posto comune e/o sostegno  in attesa di riconoscimento del titolo estero  sono collocati in un secondo elenco aggiuntivo alla GPS di prima fascia detto 1C e 1D, secondo quanto disciplinato dal DM n. 119/2023, attuativo del DL n. 44/2023.

Nel suddetto secondo elenco aggiuntivo sono inclusi nell’ordine:

  1. gli aspiranti che si sono iscritti con riserva nella I fascia delle GPS dall’anno scolastico 2022/23;
  2. coloro che si sono iscritti negli elenchi aggiuntivi alla prima fascia delle GPS con riserva (elenchi disciplinati dal DM n. 51 del 17 marzo 2023).

Tali docentiprima dell’intervento di cui al DL n. 44/2023 e all’attuativo DM n. 119/2023, ai sensi dell’OM 112/2022, non potevano essere destinatari di contratti di supplenza.

Adesso invece gli interessati potranno ottenere un incarico a tempo determinato al 31 agosto o 30 giugno, presentando la relativa istanza entro il 31 luglio 2023 ore 14.

Gli aspiranti sono graduati nel secondo elenco aggiuntivo sulla base dell’ordine di priorità spettante in graduatoria, previsto dalla disciplina delle GPS.

Dunque, prima sono ineriti i docenti in I fascia GPS (secondo il rispettivo punteggio) e poi (indipendentemente dal punteggio) quelli inclusi nell’elenco aggiuntivo (secondo il rispettivo punteggio).

LE INFO UTILI

Docenti assunti in ruolo cancellati da tutte le graduatorie

Da quest’anno scolastico, inoltre, i docenti neo immessi in ruolo, a decorrere dall’a.s. 2023/24, saranno cancellati da tutte le graduatorie di assunzione a tempo determinato e indeterminato subito dopo il superamento dell’anno di prova.

Nello specifico, “ai docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato su ogni tipologia di posto, si applicano, a decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2023/2024, le disposizioni di cui all’articolo 13, comma 5, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59″.

In caso di superamento del test finale e di valutazione finale positiva, il docente è cancellato da ogni altra graduatoria, di merito, di istituto o a esaurimento, nella quale sia iscritto ed è confermato in ruolo presso la stessa istituzione scolastica ove ha svolto il periodo di prova.

APPROFONDISCI

Piano agenda Sud

Ridurre i divari territoriali; innalzare le competenze di base e quelle trasversali; contrastare la dispersione scolastica e l’abbandono precoce a cominciare dalla scuola primaria; introdurre metodi didattici inclusivi e innovativi; sperimentare modelli replicabili da estendere nei territori: sono gli obiettivi del Piano Agenda Sud.

Il progetto pilota, rivolto alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, avrà durata biennale, anni 2023/2024 e 2024/2025, e verrà applicato inizialmente in 150 scuole individuate dall’Invalsi.

I 10 PUNTI DEL PIANO

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