Rientro a scuola 2021, lezioni e orari di docenti e Ata possono cambiare in funzione dei trasporti. Emendamento Decreto Sostegni bis

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Si avvicina il nuovo anno scolastico e il governo è al lavoro per permettere un rientro in classe in piena sicurezza. Come già accaduto precedentemente, l’esecutivo istituisce un tavolo di coordinamento per la definizione delle misure per quanto riguarda i trasporti. 

La misura è contenuta in un emendamento al Decreto Sostegni bis approvato dalla Commissione Bilancio alla Camera.

L’articolo 4-sexies recita così:

“Ai fini dell’avvio dell’anno scolastico 2021/2022, presso ciascuna prefettura – ufficio territoriale del Governo e nell’ambito della conferenza provinciale permanente di cui all’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è istituito un tavolo di coordinamento, presieduto dal prefetto, per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto a tale fine utilizzabili, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti. Al predetto tavolo di coordinamento partecipano il presidente della provincia o il sindaco della città metropolitana, gli altri sindaci eventualmente interessati, i dirigenti degli ambiti territoriali del Ministero dell’istruzione, i rappresentanti del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano nonché delle aziende di trasporto pubblico locale.

All’esito dei lavori del tavolo, il prefetto redige un documento operativo sulla base del quale le amministrazioni coinvolte nel coordinamento adottano le misure di rispettiva competenza, la cui attuazione è monitorata dal medesimo tavolo, anche ai fini dell’eventuale adeguamento del citato documento operativo. Nel caso in cui tali misure non siano adottate nel termine indicato nel suddetto documento, il prefetto, fermo restando quanto previsto dall’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ne dà comunicazione al presidente della regione, che adotta, ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, una o più ordinanze, con efficacia limitata al pertinente ambito provinciale, volte a garantire l’applicazione, per i settori della scuola e dei trasporti pubblici locali, urbani ed extraurbani, delle misure organizzative strettamente necessarie al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità di cui al presente comma.

Le scuole modulano il piano di lavoro del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, gli orari delle attività
didattiche per i docenti e gli studenti nonché gli orari degli uffici amministrativi sulla base delle disposizioni del presente comma.

Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; le amministrazioni interessate vi provvedono nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente”.

Si tratta di una misura già prevista nello scorso anno scolastico. Le scuole, dunque, potranno modulare il piano di lavoro e la didattica in base alle proprie esigenze e dopo le determinazioni del tavolo di coordinamento diretto dal Prefetto.

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