Inizio scuola 2021, cattedre vuote, classi pollaio e vaccino: il governo a lavoro per evitare il caos

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L’anno scolastico 2020-21 si è praticamente concluso in tutta Italia. Entro la settimana in tutte le regioni italiane si completeranno le lezioni.

Poi ci sarà spazio per gli esami di terza media (già iniziati in alcuni territori) e soprattutto per la maturità. Poi due mesi di stop anche se, novità di quest’anno, ci sarà la Scuola d’Estate, il piano fortemente voluto dal governo Draghi per il recupero della socialità.

La vera sfida dell’esecutivo, però, è avere un ordinato inizio dell’anno scolastico 2021-22. Ci ricordiamo tutti le polemiche sul distanziamento, sulle mascherine e soprattutto sui banchi a rotelle. La scuola, lo scorso settembre, fu terreno di campagna elettorale con uno scontro senza precedenti tra governo e opposizione.

VACCINO

Il quadro, però, allo stato attuale è in chiaroscuro. La pandemia è sotto controllo, il piano vaccinale ha subito una decisa accelerazione e il governo punta alla vaccinazione dei bimbi e degli adolescenti per un pieno ritorno alla didattica in presenza. Non sarà facile, però: perché permangono dubbi sull’effettiva utilità della vaccinazione per le fasce d’età più piccole (su questo la comunità scientifica è ancora divisa). Intanto, nelle scorse ore, il commissario Figliuolo ha detto: “Il vaccino è uno dei pilastri della lotta al virus, ma per me nessuno mai deve essere discriminato. Finche ci sono le leggi che permettono la non obbligatorietà, chi organizza l’attività scolastica deve mettere in campo tutto quello che è possibile” per garantire a “coloro i quali, per scelta personale o dei propri genitori, abbiano pensato legittimamente di non vaccinarsi, di rendere sicura la loro permanenza negli istituti scolastici”.

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CATTEDRE VUOTE

Altro problema riguarda le cattedre vacanti: oltre 112mila quelle previste dopo gli esiti della mobilità. Il piano di assunzioni previsto dal Decreto Sostegni bis (oltre 70mila) non è ancora partito e le forze politiche mirano a cambiare l’impianto del provvedimento durante il passaggio in Parlamento. Il rischio del boom di supplenze con oltre 200mila cattedre da assegnare è elevato.

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CLASSI POLLAIO

Ulteriore tema sul tappeto è quello che riguarda le classi pollaio e si lega a filo doppio agli altri due. Con le regole attualmente in vigore (dal distanziamento agli ingressi scaglionati fino alle mascherine) il problema sembra sotto controllo (anche grazie all’organico Covid, circa 80mila tra docenti e Ata). Molto probabilmente, però, si continuerà con il distanziamento anche a settembre e bisognerà capire se il governo confermerà il personale scolastico impegnato per l’emergenza.

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SINDACATI IN PIAZZA

Intanto i sindacati manifestano contro il Decreto Sostegni bis. Oggi saranno in oltre 35 piazze italiane, da Asti ad Agrigento.

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