Inizio anno scolastico, Mattarella: “Grazie ministra Azzolina per il suo impegno. Subito più docenti di sostegno”

“Oggi è un giorno importante! L’inaugurazione dell’anno scolastico, mai come in questa occasione, ha il valore e il significato di una ripartenza per l’intera società. Lo avvertono i ragazzi, lo comprendono gli adulti e le istituzioni”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico a Vo’ Euganeo.

“Ci troviamo di fronte – ha ricordato il Capo dello Stato – a una sfida decisiva. Ripartire da Vò Euganeo, dà ancor più il senso di come questa sfida riguardi l’intero Paese. Così come qui a Vò la vita, dopo l’angoscia e le chiusure, è ripresa a pieno ritmo, così la riapertura delle scuole esprime la piena ripresa della vita dell’Italia”.

E ancora: “E’ stata dolorosa la decisione di chiudere le scuole. Necessaria e dolorosa. La scuola ha nel suo dna il carattere di  apertura, di socialità, di dialogo tra persone, fianco a fianco. Avete sofferto, ragazzi – e abbiamo sofferto tutti, per gli impedimenti e per le limitazioni. La scuola è specchio della società, e ne riflette  difficoltà e aspettative. Ecco perché questi giorni, in cui le scuole  riaprono e si popolano dei loro studenti e insegnanti, sono giorni di speranza”.

“La chiusura delle scuole, e tante altre rinunce che sono costate molto sul piano sociale, economico, affettivo hanno  contribuito a salvare vite umane e a evitare più gravi angosce e dolori. Le misure di precauzione sono diventate  una prova che il popolo italiano ha saputo affrontare, come in altri momenti difficili della sua storia”.

“Rivolgo un saluto molto  cordiale a tutti i presenti e a quanti ci seguono da lontano. Alla  presidente Alberti Casellati. Alla ministra, che ringrazio per il suo  intervento e per il suo impegno. Al presidente della Regione. Al  sindaco di Vò, al preside della bella scuola che ci accoglie, ai  sindaci degli altri Comuni di riferimento di questo Istituto, Lozzo  Atestino e Cinto Euganeo”. 

“Il saluto più grande e affettuoso – ha aggiunto il Capo dello Stato –va alle scolare e agli scolari, alle studentesse e agli studenti di ogni parte d’Italia”.

“So bene, cari studenti, che la scuola vi è mancata quando, ai primi del marzo scorso, le sue porte sono state chiuse e avete avvertito quanto valesse l’incontro quotidiano con i vostri insegnanti, la vicinanza dei vostri compagni,  quanto la convivenza fosse fattore di crescita e fondamentale  strumento di socialità. Quel che è accaduto è stato come una lezione  di vita che vi ha fatto comprendere, in modo chiaro, come la scuola  sia indispensabile allo sviluppo personale di ciascuno di voi”, aggiunge ancora.

“A subire le conseguenze più  pesanti del lockdown sono stati gli studenti con disabilità. Per tanti di loro le rinunce hanno avuto un costo altissimo, a volte non  sopportabile. E di queste sofferenze si son fatte carico le famiglie.  Nella ripartenza della scuola l’attenzione a questi studenti deve  essere inderogabile, a cominciare dall’assegnazione degli insegnanti di sostegno”.

 “Mentre prepariamo il domani, sentiamo il bisogno di ricordare chi è stato colpito dalla malattia, le tante vite spezzate e il dolore patito da molti. Non dimenticheremo. E cercheremo di trarre insegnamento dagli eventi eccezionali e drammatici che hanno coinvolto tutti i Continenti, e che ci tengono ancora impegnati, richiedendoci responsabilità e prudenza”. 

Il Capo dello Stato sottolinea che “la scuola, la cultura, il confronto continuo sono anche antidoti al virus della violenza e dell’intolleranza, che può infettare anch’esso la comunità se viene ridotta l’attenzione”.

“In coerenza con questi valori occorre spiegare il massimo impegno per contrastare chi pratica una violenza vile e brutale che più volte si è manifestata anche nei giorni scorsi. Chi la predica o la eccita nei social”.

“Questo periodo ha sottolineato, con grande evidenza, l’urgenza e la necessità assoluta di disporre della banda larga ovunque nel nostro Paese”.

“Il lockdown – ha aggiunto – ci ha mostrato che hanno sofferto pesanti esclusioni i ragazzi senza computer a casa, quelli che erano privi di spazi sufficienti, coloro che già vivevano una condizione di marginalità. Dobbiamo evitare che il divario digitale diventi una frattura incolmabile”.

Infine: “Siamo sconvolti per la morte di Willy, pestato a morte per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un’icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell’intera nostra comunità. La scuola, la cultura, il confronto continuo sono anche antidoti al virus della violenza e dell’intolleranza, che può infettare anch’esso la comunità se viene ridotta l’attenzione”.

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