Inizio anno scolastico, desideriamo una scuola né 2.0 né all’avanguardia ma “normale”. Lettera

di redazione
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Carissimi ragazzi, come ogni anno il suono della campanella squilla puntale e sempre con la stessa intensità, con lo scopo di ricordavi che la scuola ricomincia, anzi in realtà ci ricorda che la scuola che educa non è mai finita, non è mai andata in vacanza, e che continua sempre ad esistere e a resistere nonostante i tanti problemi che l’affliggono.

Come ben sapete, la scuola, come la vita, ha un compito e poiché la vita senza un compito non funziona anche la scuola senza un compito è destinata a fallire. La scuola ha un grande compito educativo.

C’è chi dice che la scuola deve fare di più e c’è chi dice che la scuola non può andare oltre. C’è invece chi, come la stragrande maggioranza dei professori, degli alunni e dei genitori, desidera una “scuola normale”, una scuola che non si definisce né speciale, né all’avanguardia, né 2.0, né buona, ma semplicemente una “scuola-comunità”. Una scuola che ha come compito prioritario quello di costituirsi come luogo di “costruzione di senso” per edificare un progetto d’uomo che aiuti ognuno di voi alla “decodificazione” dei valori della vita. Magari questa definizione di scuola vi fa un po’ paura, ma vi assicuro che il mondo che vi attende fuori ha bisogno di giovani capaci di pensare, giovani capaci di sognare, capaci di correre nel buio dell’esistenza, capaci di fuggire dalle insicurezze, dalle storie sbagliate, dalle passioni tristi per rincorre le passioni gioiose che la vita vi riserva.

La scuola come la vostra famiglia vi vuole educare all’essere semplicemente voi stessi, perché anche voi in un futuro prossimo sarete chiamati a educare e a invitare l’altro a intraprendere con impegno e passione un determinato cammino. La vostra dignità di persone e di studenti vi rimanda a un sano impegno affinché edificando la vostra vita possiate collaborare all’edificazione della vita di tutti gli altri che si faranno vostri compagni di viaggio.

Ogni scuola, la nostra scuola, la scuola italiana, come la scuola europea, è chiamata a servire il sempre, a interrogarsi sulle proprie radici e sull’avvenire nostro e del mondo intero, e come ha fatto da sempre è chiamata a umanizzare gli spazi della convivenza civile, a lavorare per la giustizia, per il bene comune, per il rispetto della natura e per il rispetto della dignità del prossimo. Ognuno di voi è chiamato, in un mondo globale, ad edificare una personalità etica, una personalità capace di mobilitare le coscienze del mondo, di seminare speranza, di offrire opportunità a chi vive spesso il problema del futuro come un’incognita. Vi prego, imparate non per forza o sotto la minaccia di un voto ma per amore di crescere come uomini e cittadini.

Sappiate sviluppare in voi adeguate capacità critiche e di valutazione, sapendo che questo mondo a volte triste e inadeguato va trasformato e migliorato grazie alla vostra passione culturale e civile.

Cari ragazzi, voi siete il fermento di una scuola che cambia, di una scuola che ha bisogno di voi, delle vostre idee, della vostra creatività, dei vostri sogni, della vostra intelligenza e del vostro cuore. A volte noi adulti non abbiamo la pazienza di aspettare il ritmo lento e sereno della vostra crescita, vi vogliamo subito maturi e pronti alla vita, magari senza difetti o se volete quasi perfetti. Di rado la visione distorta che ci siamo fatti di voi ci ha allontanato sempre di più e come spesso accade in tante situazioni ci separa un vero deserto di comunicazioni e un sordo analfabetismo emotivo che a volte ignoriamo.

Da educatore vi chiedo di condividere con me, con i miei colleghi e con i vostri genitori tutta la ricchezza di verità e di bellezza che portate dentro, solo insieme restituiremo alla vera educazione la sua fondamentale finalità formativa, solo insieme trasformeremo il futuro da minaccia a promessa, solo insieme la vita in vera vocazione.

Felice e sereno anno scolastico a tutti voi! Con affetto e stima a tutti i miei alunni passati e presenti, vicini e lontani!

Giuseppe Cataudella

 

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