Iniziare le lezioni più tardi può migliorare il rendimento scolastico? Le reazioni: “Dobbiamo cambiare, non siamo più negli anni 70”. “I ragazzi devono abituarsi alla vita reale e ai sacrifici, non rendiamo sempre tutto facile”

WhatsApp
Telegram

Posticipare l’ingresso a scuola per migliorare il rendimento scolastico. Non è la prima volta che si riflette su questo punto. Adesso però, una ricerca dell’Università di Pisa ha affrontato la questione confermando l’orientamento. E sui social infiamma il dibattito.

Lo studio conferma, come riportato in precedenza, gli effetti negativi della mancanza di sonno cronica e del Social Jetlag, cioè il disallineamento tra gli orari preferiti di sonno, definiti su base biologica, e quelli effettivi dovuti ad impegni sociali come il dover andare a scuola.

In verità già diverse scuole hanno iniziato da anni a sperimentare nuovi orari e rimodulazione del tempo scuola  proprio per provare ad andare incontro a tali indicazioni. Non si ha al momento una raccolta veramente sistematica di tali esperimenti.

Ma cosa ne pensano gli insegnanti? Sulla posta pagina Facebook sono arrivati oltre 1500 commenti sul tema.

Sono in molti che auspicano un cambio di orario proprio come suggerisce la ricerca in questione:

La scuola deve modificarsi, non può rimanere agli anni 70, e con lei tutta l’ organizzazione lavorativa italiana“;

È ora di cambiare gli orari delle scuole, se penso che per entrare a scuola alle 8:00 un alunno, che non vive in città, deve prendere la corriera alle 6:30 del mattino credo che non ci sia nessuna ora da 60/50/40 minuti che tenga. Arrivano in classe e dopo 2 ore sono addormentati perché già sono in piedi dalle 5:40/6:00 del mattino svegli“.

Sempre pensato, ma anche anticipare l’ uscita. Tenere alunni della scuola primaria sino alle 13.30/14.00 significa solo portare avanti un lavoro approssimativo di fronte ad una stanchezza evidente …“.

Diversi utenti però legano tale questione ad altre più prettamente pratiche, come il ritorno a casa con treni e pullman:

Il problema però poi si pone per il ritorno pomeridiano dove ci sono meno treni e meno pullman“;

Da noi le scuole hanno dovuto ridurre gli orari con ore di cinquanta minuti perché l”azienda dei trasporti ha diminuito il numero di corse. E non si fa scuola il sabato mattina sempre perché non si vogliono mantenere le stesse corse rispetto ai giorni “lavorativi”. Al di là che i ragazzi giustamente al pomeriggio hanno i loro impegni”:

Ci sono anche altre riflessioni sul tema. Alcune decisamente contrarie ad una riduzione di orario: “Dovessero, non sia mai, le nuove generazioni capire che la vita non è fare il cavolo che gli pare, ma che esistano i doveri oltre i diritti, il divertimento, lo svago e lo sballo“; “Diamo direttamente diploma e laurea, senza frequenza, senza compiti, verifiche, esami, così facciamo prima“; “La vita è fatta di sveglie che suonano presto, lavoro e sacrifici ed è bene che questi ragazzi comincino ad abituarsi sin dalla scuola! Mi raccomando sempre a rendere tutto più facile, poi quando sbatteranno il muso con la vita vera ne riparleremo!”; “Lasciamo stare. Quando dovranno andare a lavorare non potranno fare di queste proposte. È necessario abituali alla vita reale“.

C’è chi commenta l’esito della sperimentazione avvenuta nella propria scuola: “La mia scuola lo ha già fatto posticipando l’ingresso ..ma i risultati scolastici non sono cambiati…

E chi invece riflette in generale sul tempo scuola: “la scuola non può occupare tutta la giornata di un ragazzo. Al pomeriggio devono poter andare a fare sport o uscire con gli amici. Al tempo del covid, con le entrate posticipate, abbiamo avuto grandi lamentele perché i ragazzi tornavano a metà pomeriggio

La soluzione alternativa, comunque, già piuttosto battuta, potrebbe essere l’adozione dell’orario da 50 minuti: “Io insegno alle medie, il problema sono le ore di 60 minuti ! I periodi dovrebbero essere più brevi per garantire una maggiore attenzione e concentrazione da parte degli alunni“.

WhatsApp
Telegram

Storia di Giacomo Matteotti che sfidò il fascismo: una grande lezione di educazione civica per tutti. Webinar gratuito