Iniziano le assunzioni docenti: Anief: contro supplentite un decreto d’urgenza

Con la fine di luglio prende avvio la stagione del reclutamento per il  prossimo anno scolastico. Secondo l’Anief fa scalpore che l’esplosione del precariato scolastico si venga a determinare negli stessi giorni in cui il nostro Stato dovrà preparare una risposta valida alla lettera di costituzione in mora all’Italia, prodotta dalla Commissione dell’Unione Europea. 

Dalle indagini svolte da Bruxelles risulta infatti che nel nostro Paese “i lavoratori del settore pubblico non sono tutelati contro l’utilizzo abusivo della successione di contratti a tempo determinato e la discriminazione come previsto dalle norme dell’UE (direttiva 1999/70/CE del Consiglio)”.

E per dire basta a questo fenomeno non serve attivare altre selezioni o replicare i concorsi riservati – scrive l’Anief – come invece sta facendo il Miur.

La dimostrazione dell’inefficacia di questa logica – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – sta tutta nei decenni di attesa, anche 60 anni che in più di una regione serviranno per smaltire le attuali graduatorie vigenti e utili per le immissioni in ruolo. Sono talmente tanti i vincitori, oltre mille solo in Campania nella scuola dell’infanzia e primaria, che il Governo è costretto a reiterarne di anno in anno la cancellazione“.

Lo ripetiamo ancora una volta. Per dare una svolta alla supplentite, bisogna approvare un decreto urgente utile a cambiare da subito le condizioni per permettere la stabilizzazione a chi è già stato individuato: trasformare i posti in deroga, ad iniziare dal sostegno, in cattedre vere; riaprire le GaE e il doppio canale reale di reclutamento, con possibilità di attingere dalla seconda fascia d’istituto; assumere tutti gli idonei dei concorsi, anche in altre regioni rispetto a quella dove hanno partecipato.

Altre strade – conclude il sindacalista – non fanno che allungare l’agonia delle supplenze a tempo indeterminato ed esacerbare la battaglia in tribunale, come accaduto con le 50 mila maestre con diploma magistrale, rispetto alla cui situazione Anief si sente tutt’altro che vinta

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