Iniziamo dalla scuola. Facciamolo nel nome di Giulia. Lettera

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Inviato da Maria Grazia Bonica – Cara Presidente, cara mamma Giorgia. Oggi siamo in tanti a soffrire. Oggi soffre un intero Paese e non potrebbe essere altrimenti.

Nessuno mai, però, soffrirà come e quanto la famiglia di Giulia, alla quale, siamo vicini con il pensiero o con la preghiera, ma certamente tutti col cuore spezzato.
Siamo tanto turbati e straziati dal dolore e personalmente, credo che a niente servirà fare ” piena luce” su questo ultimo infinito orrore.
Ne’ servirà inasprire le pene.
Lo sappiamo in fondo cosa serve, ma più di ognuno lo sanno i docenti e tutti coloro che hanno a che fare con scuola e famiglie.
Siamo chiamati in prima persona a fare qualcosa e non possiamo più girare la testa dall ‘altra parte.
Perché siamo noi, i primi ad assistere ogni giorno, ormai inermi e spaventati, al declino di un sistema che funzionava bene un tempo e che ha perduto più di ogni cosa l’ autorevolezza che la scuola aveva e non ha più.
La scuola, ahime’, ha smarrito la capacità di educare, nel senso proprio del termine latino “educere”, del “tirar fuori” cio’ che sta dentro i nostri studenti.
In moltissimi casi, non è piu in grado di formare ragazzi che sappiano relazionarsi con gli altri, specie se alle spalle hanno, genitori inadeguati a vario titolo.
Presidente, è arrivato il momento.
Urge ripensare e adeguare questa nostra istituzione fondamentale per far fronte alle problematiche poste dalla società attuale.
Un primo passo potrebbe essere l ‘introduzione permanente di uno psicologo, dentro la scuola, per ogni ordine e grado di istruzione.
Sono troppi i casi evidenti di difficoltà, di problemi comportamentali che rappresentano il primo segnale di disagio, spesso emotivo , che in tanti, fingono di non vedere; in primis i genitori!
Guai a far notare che c’e’ bisogno di aiuto; guai al docente che grazie alla propria competenza, si accorga e si permetta di chiedere collaborazione alle famiglie e tante volte anche allo stesso sistema scolastico!
Non verrà ascoltato o peggio, sara’ ripreso e invitato ad “evitare”.
Se introduciamo questa figura di supporto in TUTTE LE SCUOLE DI ITALIA, ne trarremmo tutti un gran beneficio.
Diventerebbe un punto di riferimento fondamentale per discenti e anche per i docenti che spesso sono chiamati ad affrontare casi davvero difficili e problematici.
E in più, Presidente,
accanto alle varie educazioni: motorie, tecniche, musicali, all ‘ immagine, sarebbe opportuno aggiungere anche l ‘Educazione sentimentale.
Perché si inizia dalla primaria e spesso anche prima, ad avere bisogno di ” carezze emotive”, ma anche e soprattutto, a imparare come si esercita il “rispetto reciproco”.
Spesso ai bambini e agli adolescenti manca proprio quell’ argine emotivo, quel “contenimento” che in casa non trovano.
Allora, troviamo il modo di “contenerli” noi, questi ragazzi.
Di indicargli la strada per sostenere e reggere le emozioni quando queste diventano dirompenti .
E soprattutto, facciamo in modo che i genitori non si oppongano, quando è evidente che “l’aiuto ” è necessario!
Magari così, riusciremo a prevenire, in parte, ciò che vediamo esplodere dopo, in questo modo tragico, nei nostri giovani, quando è troppo tardi e si sono gia’ incamminati nel mondo, senza guida e senza sostegno.
Sono certa che possiamo farcela insieme, ma col suo aiuto e delle Istituzioni.

P.s Cara e dolce Giulia, per tanti giorni sei stata un pensiero costante per tutta l’ Italia che ha sperato sino alla fine non andasse così.
Ti sia lieve la terra e possa tu riposare, ora, tra le braccia della tua dolce mamma.

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