Iniqua penalizzazione della scuola secondaria di I grado sostegno Torino

Di Lalla
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Comitato docenti sostegno Torino – Sempre con l’intento di far chiarezza, come giustamente auspicato dalla collega, riteniamo necessario un ulteriore intervento, in modo da illuminare definitivamente il percorso che ha portato all’assegnazione compensativa di 41 cattedre al sostegno delle scuole secondarie di II grado.

Comitato docenti sostegno Torino – Sempre con l’intento di far chiarezza, come giustamente auspicato dalla collega, riteniamo necessario un ulteriore intervento, in modo da illuminare definitivamente il percorso che ha portato all’assegnazione compensativa di 41 cattedre al sostegno delle scuole secondarie di II grado.

Si tratta di una conquista frutto esclusivamente della lotta e delle denunce condotte per mesi dai precari di sostegno di Torino autorganizzatisi in comitato, con l’appoggio “esterno”, in diversa misura, di COBAS e FLC-CGIL, e non del risultato di una “contrattazione sindacale” che, tra l’altro, a livello provinciale non esiste; del ripristino di una condizione di legalità e di equità ottenuto con le stesse pratiche che portarono, nello scorso settembre, alla riconvocazione dei docenti di sostegno delle superiori di II grado a causa delle irregolarità con le quali esse si erano svolte precedentemente; anche allora nessun sindacato, ad eccezione dei COBAS, volle sostenere apertamente le nostre giuste rivendicazioni, ma la nostra opera di pressione ebbe ugualmente successo.

L’equivoco sta nel fatto che, probabilmente, la collega scambia la riunione del gruppo GLH alla quale fa riferimento con un tavolo di contrattazione. Ripetiamo, nessuna contrattazione è possibile a livello provinciale e i COBAS furono convocati, in quella occasione, semplicemente per essere informati dell’esito delle decisioni prese dalle istituzioni, in risposta ad una richiesta di appuntamento precedente, e non certo per partecipare alla predetta riunione. Una delegazione del Comitato docenti sostegno Torino e delle associazioni in difesa dei disabili che appoggiarono la nostra iniziativa fu ricevuta il giorno successivo, in seguito ad un sit-in che vide la partecipazione di 150 persone tra colleghi e familiari di disabili, e ricevette le stesse informazioni, durante un’altra riunione del gruppo GLH provinciale, e con le stesse identiche modalità.

Confermiamo che, in quella occasione, la dott.ssa D’Alessandro ci disse di aver recuperato le cattedre tramite ricomposizioni di spezzoni orari, trasferimenti e pensionamenti, senza far cenno a questo o quell’ordine di scuola. D’altra parte, nelle nostre richieste era chiaramente specificato che, in quest’opera di riequilibrio tra le varie province e i vari ordini di scuola, le istituzioni avrebbero dovuto prioritariamente spingere per ottenere dal ministero un allargamento del contingente di diritto complessivo, e non togliere posti a questo o quell’ordine di scuola, se non in ultima ratio. Il riequilibrio tra i vari ordini di scuola è però, ovviamente, del tutto legittimo. La circolare ministeriale n. 25 del 29 marzo 2012 che la collega potrà trovare a questo indirizzo (http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/circolare%20MIUR.pdf , leggere a pagina 4 in fondo) ne costituisce uno dei riferimenti normativi.

 

Concordiamo invece pienamente con la collega quando solleva il problema dell’iniqua penalizzazione della scuola secondaria di I grado rispetto agli altri ordini di scuola, anzi la ringraziamo per averci segnalato il problema, e la invitiamo a contattarci e a unirsi a noi per continuare la nostra azione in difesa della qualità dell’insegnamento di sostegno e per la trasparenza dell’operato delle istituzioni.

Ricordiamo, infatti, che questa è stata soltanto una delle battaglie condotte con successo dal Comitato docenti sostegno Torino. Il prossimo anno ci vedrà impegnati su tanti fronti, locali e nazionali, dalla lotta contro la riconversione dei sovrannumerari sul sostegno e per la ricerca di soluzioni alternative al loro riassorbimento, a quella contro il rischio di sottrazione delle ore di sostegno ai disabili con ritardo mentale lieve o medio, fino al rispetto delle normative circa il corretto rapporto tra insegnanti di sostegno e ragazzi disabili e circa l’obbligo di assegnazione delle ore indicate nel PEI ai ragazzi disabili. Questo è l’unico modo di evitare la guerra tra poveri.

Abbiamo dunque bisogno che tutti i docenti di sostegno diano il loro contributo e si compattino coerentemente intorno ai principi della difesa dei diritti dei nostri ragazzi.

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