Inglese nella scuola primaria: garantire la qualità dell’insegnamento

di redazione
ipsef

CISL – I "tagli" agli organici condotti senza criterio incidono inevitabilmente sulla qualità dell’offerta formativa, con scarso rispetto per la dignità professionale degli insegnanti. Duemila docenti di scuola primaria, nel prossimo settembre, saranno chiamati ad insegnare l’inglese anche se non avranno ancora completato il percorso di formazione con cui dovranno acquisire il livello di competenza minima previsto dagli standard internazionali (livello B1).

CISL – I "tagli" agli organici condotti senza criterio incidono inevitabilmente sulla qualità dell’offerta formativa, con scarso rispetto per la dignità professionale degli insegnanti. Duemila docenti di scuola primaria, nel prossimo settembre, saranno chiamati ad insegnare l’inglese anche se non avranno ancora completato il percorso di formazione con cui dovranno acquisire il livello di competenza minima previsto dagli standard internazionali (livello B1).

Pur di perseguire gli obiettivi di contenimento della spesa, il "piano di formazione linguistica" – predisposto dal MIUR e gestito dall’ANSAS – che coinvolgerà, in totale, cinquemila unità di personale, ipotizza che una parte dei docenti in formazione (duemila circa) si possa considerare idonea all’insegnamento dell’inglese con la sola frequenza di 50 ore di formazione integrata (parte on line e parte in presenza).

Sono evidenti i rischi di un abbassamento dei livelli di qualità dell’insegnamento, qualora non siano assicurate alcune precise condizioni.

In termini più chiari, non basta che il possesso di un livello A1 di competenza sia indicato come requisito di priorità nell’accesso al contingente dei duemila corsisti "accelerati": questo deve essere indicato come requisito essenziale e imprescindibile.

Devono, poi, essere puntualmente e rigorosamente rispettati gli impegni che l’Amministrazione ha dichiarato di voler assumere (formazione in esonero dal servizio; presenza di figure di supporto; opportunità di formazione all’estero).

L’efficacia e la qualità della didattica non possono continuare ad essere l’ultima preoccupazione di chi governa la nostra scuola pubblica!

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione