Inganni e trappole linguistiche. Lettera

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inviata da Massimo Locci –  L’imbarazzo di scrivere in italiano e quando scriviamo in italiano …… fischi per fiaschi  Il mio è solo un passatempo provocatorio e spero “culturale” parliamo di :
“Media” “ Cyberbullismo” “Cheating” “Smart working “ “Mascherina”

Cari Colleghi vorrei soffermarmi sul significato delle parole che usiamo,oramai invasi da neologismi inglesi, alcuni ibridizzati e/o tradotti all’italiana a piacimento o pronunciati a piacere , come per esempio il caso dal latino “Media” e dunque chi dice “midia” e c’è chi dice “media” questo è noto a tutti , oppure la nuova di qualche anno parola “Cyberbullismo” pronunciata diffusamente ( Saiberbullismo ) che in realtà si dovrebbe pronunciare “Ciberbullismo” se si parla in italiano (da cibernetica ) ma se qualcuno pronuncia “Ciberbullismo” in un collegio dei docenti come capitato a me nel volerlo pronunciare così , venni addirittura corretto dal docente di Inglese , che riuscì a suscitare decine di sorrisini di colleghi distratti , ma prontamente feci notare al collegio che il suo intervento era sbagliato, spiegandogli in diretta collegiale che mai ho sentito si potesse pronunciare una parola per metà in inglese e per metà in Italiano, dunque o “Ciberbullismo” italiano o “Saiberbullism” o CiberBullyng “ in Inglese e non certo Saiberbullismo , si creò il silenzio, tale fu l’imbarazzo per il collega e per i colleghi sorridenti , tale episodio è rimasto stampato nei ricordi del collegio e quando si parla di “Cyberbullismo” ai collegi ed io presente , si incespica sempre sulla pronuncia e mi sento gli sguardi addosso, mi tolsi un sassolino dalla scarpa in una platea di distratti .

Cheating negli INVALSI parola imbarazzante da tradurre la troviamo nei report INVALSI ripetuta tutti gli anni almeno dal 2013 , nel 2013 11 volte , nel 2014/15 21 volte, nel 2016 14 volte nel 2017 11 volte , nel 2018 3 volte nel 2019 1 volta parola che se tradotta in italiano vuol dire IMBROGLIO , ma scrivere Imbroglio in Italiano su qualcosa che ha a che fare con la scuola e in luogo pubblico sa di reato e dunque avrebbe svegliato Ispettori e forse qualche giudice su come spendere i soldi pubblici per rilevazioni “imbrogliate e dunque per magia si trovano termini in inglese che siccome pochi traducono se non i “romponi” come me , nessuno si accorge di tali sotterfugi che per rimanere nascosti in quanto imbarazzanti vengono pronunciati in Inglese e se dici Cheating ha anche un suono musicale ed intonato se invece scrivi e dici Imbroglio non suona bene alle orecchie e dunque Cheating per tutti come dice Cetto un mio caro amico.

Recentemente ho ascoltato l’interpretazione del Prof Sabatini emerito Presidente dell’Accademia della Crusca alcuni giorni fa, è intervenuto in merito alle varie disquisizioni sul termine “ Smart “ utilizzato in questi giorni in alternativa al “Lavoro Agile” o “Smart Working”
• Se cerco nei dizionari e traduttori la parola “Agile” viene tradotto con

Agile,nimble, quick, sprightly, slender, trim, lively, ready, simple, friendly, flexible,light, lissom , lithe, lively,slippy dexterous ,skilful ,tripping.

• Se cerco nei dizionari e traduttori la parola “ Smart ” viene tradotto con

accorto, furbo, scaltro, astuto, arguto,spiritoso, brillante,elegante, in ghingheri,ben tagliato, bello,alla moda, sofisticato, acuto, lancinante,forte, duro, svelto, vivace, energico, vigoroso, sveglio, pronto, intelligente,aspro, mordace, caustico, pungente,impertinente, sfacciato, insolente, arrogante.

Dunque, cerco una corrispondenza tra le due parole non la trovo , dunque “Agile” non vuol dire “Smart” in Inglese e “Smart” in Inglese non vuol dire “Agile” in Italiano , ma Agile in italiano ha la sua traduzione in inglese “Agile” che ha lo stesso significato e si scrive allo stesso modo che in Italiano e si pronuncia a·jail, dunque perché cercare un termine diverso per Agile ripetendoci in tutti i modi fino alla nausea “Smart working “ qualcuno ci vuol convincere che Smart è uguale ad Agile , ma SMART ≠ AGILE , ma AGILE in italiano = AGILE in inglese
Bene, il Professor Francesco Sabatini linguista Presidente emerito dell’accademia della Crusca ammonisce e afferma che la traduzione più appropriata di “Smart” sia il termine “Furbo”, dunque si tratterebbe di “Lavoro Furbo” se fosse tradotto dall’ inglese, ma scrivere “furbo” in un contratto di lavoro o in una legge e soprattutto pronunciarlo è imbarazzante , darebbe una accezione sicuramente negativa almeno in Italia e dunque meglio usare “Agile” termine molto più elegante, immaginate se scrivesse una legge che ha per titolo “ Il lavoro furbo” e che questa si discutesse in parlamento sarebbe paradossale e quasi un ossimoro , in quanto “ il furbo è noto per non lavorare” chissà avrebbe potuto far storcere il naso ai Sindacati magari nel capire da che parte sta il “Furbo” se è il Lavoratore a dovere essere furbo o se debba esserlo il Datore di Lavoro “ furbo” peggio del dilemma “essere o non essere” , perciò meglio non rischiare , con la parola SMART come il Jolly al Rischiatutto dove lo metti suona sempre bene , un po’ come il Parmigiano la aggiungiamo e risolviamo tutto, se poi qualcuno come me provinciale decide di pronunciarla in Italiano , pazienza meglio Agile che furbo o meglio Furbo che Agile ?

I Politici i Ministeri ed anche i Ministri ed i Dirigenti Apicali in particolare quelli della Pubblica Istruzione dovrebbero precisare ciò, ed adeguare i termini ai veri significati , dovremmo decidere in italia di parlare scrivere e comunicare prima con termini in Italiano appropriati e poi semmai trovare la traduzione in Inglese che in questo caso sarebbe stata : “Agile Working” semplice coincidente ed appropriata.

Ma per “SMARTellarci” si continua a ripetercelo.

Ora arriviamo ai giorni nostri , vorrei soffermarmi sul termine “Mascherina” che a furia di sentire ripeterlo mi ha intrigato di più , parola che si pronunciava qualche giorno a carnevale ora invece almeno 100 volte al giorno se basta.

Ovviamente come ognuno di noi ha un suo pensiero sull’efficacia del Bavaglio , eh si , ho scoperto l’acqua calda che non è una “Mascherina” ma è un “Bavaglio” , voi direte tu ne vuoi farne un discorso politico, No assolutamente No, semmai potremmo farlo dopo, per ora mi limito ad informarvi della mia scoperta.

Chiamiamo “Mascherina” ciò che non è Mascherina che è invece un “Bavaglio” ma questa volta non lo dico e scrivo Io , ma il fior fiore dei Dizionari , anche qui come passatempo mi sono messo a indagare e credo di aver trovato la soluzione all’Imbroglio linguistico ( Cheating in Inglese ) istituzionalizzato, mi accorgo che tutti ci inganniamo a vicenda nel ripetere un termine inappropriato che addirittura inseriamo all’interno di Leggi , DPCM , circolari del Ministero della Sanità e della Istruzione e dappertutto.

Parto con la mia ricerca Dal Dizionario
Mascherina
(Treccani )
Piccola maschera; in partic., mezza maschera di seta, velluto, carta (detta anche bautta) che copre parte del volto, lasciando libera la bocca.
Altri dizionari di primaria importanza
1) Piccola maschera, per lo più nera, che copre solo la parte superiore del volto; detta anche bautta.
2) Piccola maschera che copre solo la parte superiore del viso, fino al naso
3) Mezza maschera che copre la metà superiore del volto
4) Mezza maschera di seta, velluto, cartone e sim., che copre solo la parte superiore del volto ed è provvista di due fori per gli occhi

Bavaglio
( Treccani )
Fazzoletto o cencio che, soprattutto da malfattori, viene stretto alla bocca di persone cui si vuole impedire di parlare o gridare; fig., mettere il b. (a qualcuno, alla stampa), impedire di parlare, di manifestare la propria opinione.

Altri dizionari
1) Pezzuola, fazzoletto o altro panno stretto sulla bocca che impedisce di parlare o di gridare
Mettere il bavaglio a qualcuno, a qualcosa, impedire la libertà di espressione
2)Striscia di stoffa o fazzoletto che viene legato strettamente sulla bocca per impedire di gridare || fig. mettere il b. a qlcu., impedirgli di esprimersi liberamente
3)fazzoletto o striscia di stoffa che si applica alla bocca di persone cui si vuol impedire di gridare
4) striscia di stoffa o fazzoletto che si preme o si lega sulla bocca di qcn. per impedirgli di gridare o parlare .

Leggendo i significati di “mascherina” non trovo corrispondenza nella descrizione di ciò che invece mi hanno consegnato e che devo mettere sulla bocca infatti da nessuna parte si legge che la mascherina copre la bocca ,mentre invece nella descrizione di “bavaglio” si copre proprio la bocca .

Per questo motivo mi sono detto, avranno sbagliato? Forse intendevano darmi qualcosa per coprirmi il volto, ricordo che sin dalle elementari per coprirmi la bocca ( fatti accaduti 50 anni fa oramai prescritti ) usavano mettere un “ bavaglio” le mascherine erano solo a carnevale ricordi lontani, mi son detto fammi andare a controllare nel vocabolario se ancora esiste la parola che viene data a cio che serve per coprire /tappare/chiudere la bocca , con mia profonda sorpresa scopro che ancora esiste , che non è stata abrogata , non è andata in prescrizione e che ancora è di moda ed in uso come mai accaduto e si chiama “ bavaglio” e “bavaglino” per i piu’ piccoli e la sua origine viene da bava ed ecco qui la parola giusta per quel pezzo di tessuto non tessuto che appeso alle orecchie dobbiamo metterci perché no anche in bagno suggerirei per essere ancora più sicuri.

Voglio precisare a scanso di equivoci che io non sono contrario al suo uso (magari modico), sono contrario al nome in quanto Noi non ci mettiamo una “maschera” ma un “bavaglio” e dunque bisogna correggere subito in quanto è un grave errore lessicale secondo me doloso ,anzi per dirla in Inglese Cheating , che certamente e volutamente hanno ribattezzato con “ maschera” ciò che è un “bavaglio”, provate ad immaginare se ripetessero in continuazione come fanno “mettete il bavaglio” “obbligo di bavaglio in stada” , “si suggerisce il Bavaglio anche in casa” sarebbe devastante in quanto uno comincia a riflettere e si accorge che il bavaglio è diverso dalla mascherina entrambe coprono ma luoghi diversi del viso è un pò come dire che la “supposta” si chiama “pastiglia” entrambe entrano nel nostro corpo ma da orifizi diversi , perciò traete voi le conclusioni, mi sembra corretto saperlo prima in questo particolare caso se meglio entrare dalla porta di ingresso o dal garage , andate per esempio in farmacia vi danno la medicina che vi dovrete somministrare e che il Medico per esempio Conte o la Dott.ssa Azzolina vi abbiano ordinato per il vostro bene la cura e sopra leggete “pastiglia” (Mascherina) da prendere una al giorno , poi arrivati a casa trovate un bella “supposta” ( bavaglio ) da prendere una al giorno.

La cosidetta Mascherina alias Bavaglio cosi come Pastiglia alias Supposta non metto in dubbio che facciano bene alla salute, ma diamo il nome giusto alle cose così le persone sono consapevoli e fischi non sono fiaschi

Il Docente spendi tempo, passatempo, perditempo ma sempre a distanza.

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