Infortuni a scuola, effetto lockdown: per studenti meno 70%, docenti meno 53%. Tutti i dati

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Proponiamo di seguito un’analisi accurata sul livello di sicurezza negli istituti scolastici, alla luce dell’ultimo report dell’INAIL, l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, sull’andamento degli infortuni e delle malattie professionali a scuola nell’anno 2020 e 2021. Scopriamo come si è evoluta la situazione alla luce dell’emergenza pandemia che abbiamo attraversato.

La cultura della sicurezza.

La gestione della salute e sicurezza in ambito scolastico richiede molta attenzione da parte del Dirigente e dello specifico servizio di prevenzione e protezione nonché l’adozione di una serie di adempimenti non sempre di facile attuazione. La cosa importante dovrebbe essere far comprendere agli studenti quali sono i comportamenti e le azioni da mettere in atto per la sicurezza propria e altrui, anche insegnando ad individuare i pericoli e i conseguenti rischi attraverso un processo di valutazione del rischio.

La sicurezza a scuola in numeri.

I dati dell’Inail sugli infortuni denunciati nel 2020 per gli studenti delle scuole pubbliche statali, mostrano chiaramente come gli effetti della pandemia e della conseguente chiusura delle scuole per buona parte dell’anno, abbiano influito in maniera importante sul numero di denunce registrate, rendendo il 2020 difficilmente comparabile con gli anni precedenti.

Nel 2020, infatti, sono state presentate complessivamente 23.512 denunce, registrando una diminuzione del 70,2% rispetto ai 12 mesi precedenti.

L’incremento delle denunce nel complesso, rispetto al 2019, è il risultato di tendenze leggermente diverse a livello di genere. Infatti, gli infortuni occorsi agli studenti maschi sono stati pari al 56,5% del totale. Nonostante questo, la diminuzione percentuale dei casi di infortunio rispetto all’anno precedente, è stata molto simile sia per i maschi che per le femmine, attestandosi in entrambi i casi poco oltre il 70%, in linea con l’andamento generale.

Il numero maggiore di denunce (7.886) è concentrato nelle regioni del Nord-Ovest, seguite da Nord-Est (6.430), Centro (4.405), Sud (3.200) e Isole (1.588). È il Sud a registrare il decremento più importante con il 74,7% in meno rispetto al 2019. Seguono il Nord-Ovest e le Isole con -70,4%, il Nord-Est con -69,6% ed il Centro con -66,2%.

Quali tipi di infortunio.

I dati relativi agli infortuni accertati positivamente mostrano una prevalenza di lussazioni, distorsioni e distrazioni (38,5% del totale), seguite dalle fratture (29,7%), le contusioni (28,6%), e le ferite (2,8%), mentre tra le sedi delle lesioni prevalgono gli arti superiori (48,9% del totale), seguiti da arti inferiori (40,5%), testa (5,4%), torace ed organi interni (3,1%) e colonna vertebrale (2,1%).

Infortuni del personale docente.

Anche per gli infortuni occorsi agli insegnanti delle scuole pubbliche statali, gli effetti delle misure di contenimento adottate in tutto il Paese a causa della pandemia da Covid-19 hanno portato a una notevole diminuzione del numero complessivo delle denunce anche se con proporzioni più contenute rispetto a quanto registrato per gli studenti. Con 6.393 denunce, si registra un decremento del 53,7% rispetto al 2019, anno in cui era stato, invece, osservato un aumento del 3,3% in confronto al 2018.

Nella maggior parte dei casi (84,8%) le denunce riguardano infortuni occorsi a insegnanti di genere femminile, in diminuzione del 55,2% rispetto al 2019. Anche tra i maschi, il numero di denunce è in diminuzione con un calo pari a 43,0%. Il maggior numero di casi (1.526) si concentra ancora nelle regioni del Nord-ovest, seguite dal Centro (1.383), dal Nord-Est (1.377), dal Sud (1.312) e dalle Isole (795). Rispetto al 2019, tutte le macroregioni hanno registrato un forte decremento. La diminuzione più importante si è rilevata al Sud (-61,4%), seguito dalle Isole (-57,0%), dal Nord-Ovest (-52,5%), dal Centro (-48,4%) e dal Nord-Est (-48,3%). Per quanto riguarda la natura delle lesioni, i dati relativi agli infortuni accertati positivamente mostrano una prevalenza di contusioni (35,8% del totale), seguite da lussazioni, distorsioni e distrazioni (34,3%), fratture (25,1%) e ferite (3,5%), mentre tra le sedi delle lesioni prevalgono gli arti inferiori (40,6% del totale), seguiti da arti superiori (20,2%), colonna vertebrale (14,9%), testa (13,8%) e torace ed organi interni (10,5%).

La copertura assicurativa degli studenti.

Gli studenti delle scuole statali di ogni ordine e grado godono della copertura assicurativa Inail, erogata mediante la gestione diretta per conto dello Stato, solo per gli infortuni avvenuti nel corso delle attività di laboratorio e di educazione motoria, durante i viaggi di integrazione della preparazione di indirizzo e nelle esperienze di scuola-lavoro. Gli infortuni degli studenti in itinere, ovvero quelli occorsi durante il tragitto di andata e ritorno tra la casa e la scuola, non sono invece tutelati, così come quelli che si verificano durante il percorso dall’abitazione a quello in cui si svolge l’esperienza di lavoro. Sono invece tutelati quelli che si verificano tra la scuola e il luogo in cui lo studente svolge l’esperienza di lavoro, che è considerato prolungamento dell’esercitazione pratica, scientifica o di lavoro e quindi riconducibile all’attività protetta svolta durante tale esperienza.

Anche la didattica a distanza (DaD), che per esigenze sanitarie l’anno scorso si è imposta come forma di insegnamento privilegiata per molti studenti, è tutelata dall’Istituto come le esperienze tecnico-scientifiche o le esercitazioni pratiche e di lavoro effettuate “in presenza”, in quanto prevede l’utilizzo da parte di studenti e insegnanti di dispositivi elettronici che costituiscono, di per sé, fonti di esposizione al rischio, come avviene per esempio per l’apprendimento di lingue straniere attraverso l’utilizzo di macchine elettriche, già coperte dall’assicurazione Inail.

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