Informatica alla primaria, sì: corsi di riqualificazione degli insegnanti. Come si fa in Europa? Un quadro di confronto

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L’analisi condotta dalla rete Eurydice “Informatics education at school in Europe” ha posto un focus anche sui risultati dell’apprendimento e sulle metodologie didattiche utilizzabili nei diversi ordini e gradi della scuola in relazione all’insegnamento dell’informatica.

È, infatti, cambiato il paradigma dell’approccio formativo all’insegnamento dell’informatica: da una sua percezione come disciplina iper-specialistica legata ai percorsi universitari, l’insegnamento dell’informatica, oggi, abbraccia una serie di aree tematiche di più ampio respiro (l’interazione tra l’uomo e le tecnologie, la sicurezza dei sistemi informatici e dei dati, la comunicazione pubblica e molti altri aspetti sociali) pur mantenendo costante l’attenzione sugli aspetti più scientifici della disciplina.

Questo nuovo approccio ha comportato la necessaria rivalutazione dei processi educativi e formativi, mettendo al centro la profonda comprensione, da parte degli studenti, dei fondamentali aspetti di questa disciplina al fine di formare cittadini consapevoli dell’era digitale.
Si tratta, chiaramente, di un percorso formativo graduale che può partire già dalla scuola primaria grazie a un approccio esplorativo (discovery-oriented), in cui gli alunni siano incoraggiati a scoprire i modelli di base dell’informatica attraverso la sperimentazione concreta, anche unplugged (senza l’utilizzo di tecnologie digitali). Guidati dagli insegnanti nella ricerca delle risposte, inclusi momenti di riflessione collettiva e la stimolazione del pensiero laterale, gli alunni avranno l’opportunità di sperimentare e sperimentarsi nelle trasformazioni digitali, senza subire la pervasività dei device ma comprendendone il funzionamento e l’applicabilità.

Quali strumenti per gli insegnanti?

L’insegnamento dell’informatica non può prescindere dalla formazione delle comunità educative alla comprensione dei necessari aspetti teorici, pratici e pedagogici integrati all’informatica. Si tratta di un percorso lungo legato a nuovi investimenti economici nella formazione di base degli insegnanti.
In questa fase transitoria, alcuni sistemi educativi europei (Lettonia, Grecia, Ungheria, Slovenia, Montenegro, Turchia, Bulgaria, Polonia e Slovacchia) propongono percorsi di riqualificazione professionale degli insegnanti e altri, come ad esempio quello estone o quello croato, consentono temporaneamente a professionisti informatici (pur non in possesso di qualifiche per l’insegnamento) o ai professori dei Politecnici di insegnare informatica nelle scuole primarie.

Differiscono da Paese a Paese anche l’organizzazione e la durata dei percorsi di formazione e di riqualificazione professionale: per esempio, in Croazia e in Bulgaria gli studi durano un anno, mentre in Slovacchia durano almeno due anni accademici e in Lettonia è sufficiente completare un corso di riqualificazione professionale.

Il report di Eurydice, inoltre, fa un passo avanti e analizza le misure di supporto agli insegnanti di informatica previste nei vari Paesi europei, suggerendo sia lo sviluppo di un training costante (attraverso corsi di formazione, conferenze e workshop), che l’organizzazione di network territoriali per la condivisione di buone pratiche e di strumenti didattici e pedagogici utili in modo da permettere all’insegnante di scegliere i più appropriati per i propri studenti. Ad esempio, il Ministero dell’Istruzione spagnolo ha implementato un progetto (“Escuela de Pensamiento computacional e Inteligencia Artificial”) con l’obiettivo di sviluppare nuove competenze e condividere metodologie didattiche tra gli insegnanti attraverso la diffusione di risorse e di corsi di formazione. Soluzioni simili sono state realizzate anche in Austria e in Polonia.

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