Informatica a scuola: disciplina a sé stante o integrata? Situazione in Italia e le riforme europee dei curricula scolastici

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Il recente rapporto della rete Eurydice “Informatics education at school in Europe” ha riacceso l’attenzione verso il tema del ruolo delle politiche educative europee in materia di competenze digitali.

In particolare, nel rapporto, focalizzato sull’insegnamento dell’informatica nelle scuole europee, si delinea un contesto eterogeneo, in relazione a ogni ordine e grado e in relazione ai diversi Paesi europei analizzati.

Vi è una distinzione di base da fare nell’osservazione condotta dalla rete Eurydice: l’insegnamento dell’informatica può realizzarsi sia attraverso l’inserimento nei curricula di una nuova materia, sia attraverso l’integrazione delle materie curriculari esistenti. Infatti, in alcuni Paesi europei, si è scelto di istituire una disciplina di insegnamento specifica sia nella scuola primaria che secondaria (Bulgaria, Grecia, Croazia, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Bosnia, Svizzera, Liechtenstein, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia). In altri Stati, come ad esempio Malta e Romania, l’informatica viene insegnata come disciplina a se stante soltanto a partire dalla scuola secondaria di primo grado. L’approccio integrato, invece, è più comune nei curricula didattici di altri Paesi come Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo, Austria, Portogallo, Svezia e Norvegia.

È importante notare come, alla luce dei bisogni formativi emergenti, i processi di trasformazione digitale nell’insegnamento siano frutto di recentissime riforme (a partite dal 2020) nei sistemi educativi di 28 Paesi europei. Si tratta di riforme approvate e in via di implementazione o di sviluppo, incentivate, soprattutto, dai PNRR presentati dai vari Stati.

Le riforme dei curricula scolastici in via di implementazione

Sono 17 i sistemi educativi europei in cui le riforme dei curricula didattici sono in fase avanzata, includendo l’insegnamento dell’informatica come disciplina specifica in più ordini e gradi e prevedendo misure dedicate alle metodologie didattiche orientate allo sviluppo di competenze (competence-oriented). Nel 2020, ad esempio, la Bulgaria ha deciso di introdurre la modellazione informatica (computer modelling) e l’IT (tecnologia dell’informazione) come materie scolastiche a partire dall’ultimo anno della scuola primaria. Nello stesso periodo l’Estonia ha introdotto corsi di digital art, coding e sicurezza digitale a partire dal primo anno della scuola primaria, prevedendo, inoltre, uno sviluppo organico delle competenze digitali in relazione all’avanzamento degli studi (digital media, programmazione e digital hygiene nella scuola secondaria di primo grado e cybersicurezza, web design e programmazione nella scuola secondaria di secondo grado). Anche Paesi come Malta, Svizzera, Germania, Lituania, Ungheria, Serbia, Spagna, Irlanda, Macedonia del Nord, Lettonia, Belgio e Repubblica Ceca hanno già inserito nei curricula scolastici l’insegnamento di diverse discipline informatiche, accompagnando questo processo con una formazione costante degli insegnanti.

Le riforme dei curricula scolastici in via di sviluppo

Negli altri 11 sistemi educativi europei, le riforme sono in via di sviluppo. Tra questi anche l’Italia con l’introduzione del coding e della didattica digitale sia nella scuola primaria che secondaria a partire dall’anno scolastico 2022/2023 e per un triennio (art. 24-bis Decreto Legge n. 152/2021 convertito dalla legge n.233/2021). Progetti simili di revisione dei curricula didattici e rafforzamento delle competenze digitali sono stati approvati in Danimarca, in Grecia, a Cipro, in Slovenia, in Slovacchia, in Romania, in Islanda e nei Paesi Bassi.

 

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