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Infanzia interdisciplinare attenta all’educazione civica: modello di curriculo da scaricare

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Durante questo periodo difficile di pandemia, tutti stiamo sperimentando alti e bassi nell’organizzazione della vita della scuola e del lavoro. Può essere noioso, solitario e frustrante e tutti abbiamo modi diversi di affrontare questi sentimenti, ma servono risposte. Modi e necessità che diventano ancora più evidenti e pressanti nei bambini piccoli della scuola dell’Infanzia. Una scuola sempre più aperta al territorio e alle sue istanze, ivi comprese quelle di una maggiore sinergia operativa interdisciplinare e al costante impegno formativo sul versante del civismo.

Anche in questo senso risulta assai esaustivo il contributo del dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Pietro Aldi” di Manciano (Gr) la professoressa Anna Maria Carbone e della docente della scuola dell’Infanzia l’insegnante Laura Termine, artefice quest’ultima, con i suoi colleghi, di alcune scelte educative, metodologiche e operative di particolare pregio: specie, tra i tanti, quelle per l’insegnamento dell’educazione civica. Docenti, questi, che rappresentano la punta di diamante dell’Italia che lavora e che produce: Insegnanti: Franca Rispoli, Termine Laura, Santi Mariella, Andreina del Piano, Francesca Mariotti (IRC). Le abbiamo volute intervistare a supporto del loro insostituibile contributo alla “Buona scuola”. Prima di illustrare i prodotti ci siamo confrontati con la DS Carbone e con la l’insegnante Termine.

Esiste una scelta metodologica e pedagogica, più esemplificativa di un’altra nel Vostro curriculo che mostra quanto migliore sia l’aver scelto la via dell’interdisciplinarietà?

Termine: «La scelta metodologica e pedagogica fondante nel nostro curricolo è senza dubbio l’approccio euristico, ludico, esplorativo e collaborativo a partire dall’esperienza di vita e dai diversi saperi dei bambini, di cui la didattica per problemi e l’apprendimento cooperativo rappresentano l’evoluzione nei gradi successivi. L’interdisciplinarità consente infatti, oltre all’interconnessione di conoscenze, abilità e competenze, anche la scelta di metodi comuni ai vari campi di esperienza, quali il metodo della ricerca una metodologia specifica a più campi di esperienza. Questo approccio olistico (Mantovani, 2010) favorisce sia degli aspetti socio-emotivi (soft skills) che cognitivi (hard skills), nell’incontro con i saperi interconnessi, in situazioni collaborative reali di ricerca e scoperta.

In questa prospettiva, si rinnova sia la visione dell’apprendimento che quella della competenza: in entrambe è forte la correlazione tra gli aspetti cognitivi e socio-emotivi. Molte le abilità e le competenze trasversali soft in gioco, attraverso esperienze sociali e personali, quali la consapevolezza di sé, l’autovalutazione, l’autonomia, il rispetto di sé e degli altri, la codifica, l’attribuzione di significato, la perseveranza nell’apprendere.
Questa prospettiva articolata e olistica consente di realizzare il potenziale specifico di ciascun bambino e garantirne il benessere, in una scuola in grado di andare oltre una visione puramente scolastica, per rispondere alla pluralità dei bisogni e dei diritti fondamentali dell’infanzia, così come fortemente sostenuto nei documenti europei. Non è un caso che il nostro Curricolo e la nostra Progettazione curricolare e didattica abbiano nel tempo fatto emergere la necessità di interconnettere e sviluppare percorsi concreti e finalizzati al Benessere e alla Cittadinanza».

Per esempio, come avete articolato il curriculo di educazione civica nella scuola dell’Infanzia?

Carbone: «La legge 20 agosto 2019 n. 92 prevede l’introduzione dell’educazione civica nella scuola d’infanzia come avvio ad esperienze di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile. Tuttavia, già le Indicazioni Nazionali riprendevano le fondamentali finalità della scuola d’infanzia, identità, autonomia, competenza, evidenziate negli Orientamenti del ‘91 e le ampliavano con l’esplicita volontà di promuovere anche l’avvio alla cittadinanza. Nel testo si evidenziava l’importanza di un ambiente qualificato di vita, di relazioni, di apprendimento, dove consolidare l’identità e sperimentare il riconoscimento dell’altro e il dialogo, per acquisire competenze in modo sempre più autonomo, anche mediante le prime esperienze di cittadinanza.

I traguardi di sviluppo per le competenze relative al sé e l’altro, interconnessi a quelli degli altri campi di esperienza, indicavano i punti di avvicinamento alla competenza di cittadinanza, con particolare attenzione per la scuola d’infanzia alla scoperta dell’altro da sé, con l’attribuzione progressiva di importanza ai suoi bisogni, al pieno esercizio del dialogo, fatto di ascolto e reciprocità, all’attenzione al punto di vista altrui, al primo riconoscimento di diritti e doveri e della diversità, nonché alle necessità di stabilire regole condivise, di rispettare gli altri, l’ambiente e la natura.

Anche il nostro Istituto ha pertanto sperimentato, dagli anni ’90, attività didattiche e di gioco volte a rafforzare i presupposti per la convivenza civile e democratica. Con estrema chiarezza le linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica che accompagnano la legge sostengono che tutti i campi di esperienza unitamente concorrono al graduale sviluppo della consapevolezza e del rispetto di se stessi, dell’altro e dell’ambiente oltre ad una inizializzazione virtuosa ai dispositivi tecnologici. Questo sostiene fortemente l’impianto del nostro curricolo integrato, che non prevedeva e non prevedrà un curricolo specifico di educazione civica o di cittadinanza neanche per la scuola dell’infanzia, ma la presenza nei nostri moduli e UU.DD. di traguardi di competenza ed obiettivi di apprendimento con coerenti attività didattiche e di gioco integrate e finalizzate anche al primo esercizio della cittadinanza. Questi traguardi di competenza e relativi obiettivi di apprendimento, sono stati ricavati interpretando le linee guida e integrati nel nostro curricolo per lo sviluppo delle competenze di base per l’educazione civica nella scuola d’infanzia».

Avete adottato, all’Infanzia, una rubrica di valutazione che tenga conto di queste scelte metodologiche e didattiche?

Carbone: «La scuola d’infanzia sembra essere il contesto d’apprendimento privilegiato per sperimentare l’osservazione e la rilevazione di apprendimenti, anche complessi e significativi mediante informazioni raccolte in contesti differenti e con strumenti diversi per una valutazione integrata di conoscenze, abilità e competenze trasversali, metodologiche, metacognitive, sociali e di problem solving. A questo scopo sono state elaborati per le UU.DD. e utilizzati nella pratica didattica strumenti di osservazione dei processi di apprendimento individuali e di gruppo, riferiti agli obiettivi cognitivi ed emotivo relazionali, nonché griglie per la rilevazione dei risultati/qualità del lavoro di gruppo. Oltre a tali strumenti, rispetto al compito di realtà sono state preparate ed utilizzate delle rubriche di “prestazione”, (con relative griglie), nelle quali sono indicati i traguardi di competenza coinvolti, utilizzati come “criteri/evidenze” dei comportamenti competenti attesi, a cui sono state collegate le relative macro-abilità cognitive ed emotivo-relazionali. Tali traguardi di competenza e macro-abilità sono, altresì, sottesi alle Competenze Europee e alle competenze trasversali (Fioroni, 2007). Questo consente una valutazione per ciascun alunno dei traguardi di competenza e delle macro-abilità cognitive e socio emotive correlate in ciascun compito di realtà, attivato per ogni modulo bimestrale. Questa valutazione, incrociata con quanto osservato, verificato e valutato nelle UU.DD., concorre alla valutazione di ciascun modulo e, successivamente, alla valutazione quadrimestrale e annuale delle competenze europee e trasversali raggiunte dagli alunni delle sezioni dell’infanzia dell’IC, realizzata mediante una Rubrica Valutativa Generale».

ESEMPIO CONTINUITà

Integrazione al curricolo (EdCivica) INFANZIA

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