Infanzia e primaria, oggi il test per Scienze della formazione primaria. Una laurea utile?

di redazione
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I posti a disposizione per l’anno accademico 2018/2019 sono 6.789, ripartiti tra le Università italiane che erogano i corsi.

La prova è composta da 80 quesiti, da svolgere in 150 minuti.

Scienze della formazione: una laurea ancora utile?

Il Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento ci informa che oggi saranno distribuiti migliaia di volantini agli aspiranti partecipanti attraverso una capillare rete di collaborazione tra studenti, laureandi, laureati e soci dell’associazione, al fine  di sensibilizzare gli studenti e  far conoscere la reale situazione ai ragazzi e ragazze che desiderano iscriversi a questo corso abilitante.

Il corso – afferma il Coordinamento – non garantisce più nulla.

A parlare sono i laureati in SFP che non potranno partecipare al concorso straordinario non selettivo per infanzia e primaria previsto dal Decreto Dignità in quanto non in possesso delle due annualità di servizio richieste. Dal concorso – che si volgerà per tutte le regioni – deriverà una graduatoria di merito regionale da utilizzare fino ad esaurimento per il 50% delle immissioni in ruolo destinate ai concorsi, dopo il concorso 2016.

Il volantino

“Abbiamo da poco terminato il Corso di Laurea quinquennale abilitante in Scienze della Formazione Primaria, titolo necessario per l’accesso all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria dal 1998, eppure vediamo sacrifci e fatiche degli ultimi anni rischiare di diventare vani.

Sappiamo infatti che con l’approvazione dell’articolo 4 del Decreto Dignità proposto dalla maggioranza di governo in questi giorni, di fatto una sanatoria attraverso un concorso non selettivo per gli abilitati con 24 mesi di servizio, verrà permesso ai diplomati magistrali ricorsisti, che avevano ottenuto l’inserimento in Gae con riserva dal 2014, di scavalcarci.

La sentenza del Consiglio di Stato, in seguito all’Adunanza Plenaria del 20 dicembre scorso, aveva portato chiarezza: il diploma magistrale ante 2001/2002 era da considerarsi abilitante, ma per accedere al ruolo, come per i laureati in Scienze della Formazione Primaria, come è previsto dall’Art. 97 della Costituzione, era necessario superare un concorso.

Con le sue scelte questo governo esclude invece i laureati del Nuovo Ordinamento di Scienze della Formazione Primaria, che diffcilmente hanno prestato 24 mesi di servizio, anche a causa delle minori possibilità di accedere a supplenze a lunga durata a causa delle posizioni illegittime in graduatoria.

Per noi la questione fondamentale non è il titolo posseduto (seppure questo argomento risulta ancora molto aperto e dibattuto), ma il sistema di reclutamento degli insegnanti, vittima della macchina dei continui ricorsi, a svantaggio dei giovani studenti/laureati in Scienze della Formazione Primaria che si vedono negato il diritto di accesso a scuola, nonostante la durata quinquennale degli studi e i quattro anni di tirocinio attivo svolto nelle scuole, ma soprattutto la selezione su fabbisogno nazionale.

Di fronte a questa inaccettabile ingiustizia, che colpisce noi, ma anche lo stato di diritto nel quale viviamo, come Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria pensiamo sia necessario continuare la mobilitazione e realizzare in tutte le sedi possibili confronti, assemblee, dibattiti che ci aiutino ad allargare il fronte di chi non vuole piegarsi e accettare passivamente lo status quo fnché un concorso selettivo per tutti gli abilitati, dm o sfp, non si affermi come unica soluzione che garantisca un servizio pubblico di qualità per tutti i bambine e le bambine che frequentano la scuola dell’infanzia e quella primaria.

Discutiamone insieme. Democrazia è partecipazione è scegliere. Non farlo fare agli altri per te”

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