Infanzia e primaria. Docenti universitari: no sanatorie, tuteliamo Scienze della formazione primaria

di Elisabetta Tonni
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La SIRD, Società Italiana di Ricerca Didattica vuole trovare una soluzione che riconosca il diritto a una scuola di qualità e le competenze dei dei laureati in Scienze della formazione primaria.

Per questo motivo ha lanciato la petizione da sottoscrivere a cui si può accedere da questo link.

L’iniziativa è stata promossa dal Coordinamento Nazionale Scienze della Formazione primaria Nuovo Ordinamento e serve a dire no a eventuali sanatorie per ammettere nelle Gae i diplomati magistrale interessati dalla sentenza plenaria del Consiglio di Stato.

Sird rappresenta docenti e ricercatori universitari impegnati nella ricerca in campo educativo e didattico. Le ragioni della petizione sono spiegate in maniera approfondita con un comunicato stampa di cui si riporta la parte iniziale.

“Insegnanti con titoli di studio abilitanti molto diversi (un diploma magistrale o una laurea magistrale quadriennale o quinquennale) e con un diverso numero di anni di anzianità di servizio sono oggi al centro di
una vorticosa questione giuridica che la sentenza dell’Assemblea Plenaria del Consiglio di Stato emessa lo scorso 20 dicembre ha finalmente risolto, stabilendo che solo un concorso pubblico può stabilizzare la posizione professionale degli aspiranti maestri in possesso di una abilitazione. Mentre le proteste e le polemiche imperversano è necessario chiedersi: “Quale è il mandato della scuola? Per chi opera? La sua funzione è formare i futuri cittadini di domani o quella di costituire un ammortizzatore sociale per i tempi di crisi? Se i bambini sono gli unici e veri fruitori di questo servizio, come garantire loro la miglior qualità? Questa è l’unica vera domanda che la politica di oggi e di domani deve porsi quando interviene sulla Scuola“.

Il comunicato si chiude con una dichiarazione chiara: “Al di là della solidarietà che possiamo esprimere nei loro confronti, pensiamo che le regole per garantire la qualità della scuola e la professionalità degli insegnanti siano un dicata da rispostare per tutti senza sconti e senza deroghe”.

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