Indicazioni sulle modalità di segnalazione degli alunni inadempienti all’obbligo di istruzione: un esempio di scheda

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L’abbandono precoce degli studi implementa quella che chiamiamo povertà educativa e che rappresenta uno degli indicatori fondamentali per misurare lo stato di salute della nostra Italia. Ancor di più se questa misurazione è letta e vista in termini di proiezione verso una “crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva”, se volessimo utilizzare le parole chiave della strategia lanciata nel 2010 dalla Commissione europea. I nostri alunni che si fermano dopo aver conseguito “al più un titolo di studio di istruzione secondaria inferiore hanno prospettive occupazionali limitate, non sono in grado di esercitare appieno una cittadinanza attiva, in ragione della fragilità delle competenze acquisite, sono a maggior rischio di povertà e di esclusione sociale, e tale situazione incide in modo rilevante sulle dinamiche collettive” come sottolinea il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania il dott. Ettore Acerra.

La dispersione scolastica in Italia: un’analisi multifattoriale

Le cause della dispersione scolastica in Italia (ma anche altrove, per la verità) sono molteplici, e spesso interconnesse, come è stato evidenziato qualche mese fa nel documento di studio e di proposta titolato “La dispersione scolastica in Italia: un’analisi multifattoriale” curato dall’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza: possiamo riportare, ma senza presunzione di esaustività, il background della famiglia e del contesto di appartenenza, il livello di coesione della comunità territoriale con i suoi valori alternativi o disvalori, i fattori di attrazione del mercato del lavoro, il rapporto con la scuola e con i programmi educativi offerti, le caratteristiche individuali e caratteriali della persona come sottolinea, brillantemente, nella sua nota alle scuole, il dott. Ettore Acerra.

Un fenomeno multidimensionale aggravatosi dopo la pandemia

Il fenomeno multidimensionale della dispersione scolastica si è aggravato, in modo particolare in determinati territori, dopo la pandemia: di conseguenza è urgente realizzare, come sta facendo l’USR Campania, ad esempio, e definire una apposita strategia di azione concertata, plausibile, coerente per contrastare la dispersione, ridurre la povertà educativa e i divari territoriali. È necessario assumere un approccio realmente sistemico, organico e multilivello per affrontare, in maniera compiuta e decisiva, la questione. Se è rilevante migliorare gli strumenti già utilizzati, i sistemi di relazioni già esistenti e funzionanti, le buone pratiche di partecipazione e co-progettazione, bisogna, congiuntamente, riuscire ad andare oltre, creare nuove regole di intervento e principalmente utilizzare, nelle nostre scuole e nelle nostre classi, linguaggi condivisi.

Il fil rouge di questa stagione di rinnovata lotta alla dispersione

La stretta collaborazione tra tutti gli attori istituzionali, educativi e sociali è definita dal direttore generale dell’USR Campania il dott. Ettore Acerra il fil rouge di questa stagione di rinnovata lotta, decisa e ben definita, progettata per step e seguita passo dopo passo, alla dispersione, sia essa esplicita che implicita. Tale lotta, come testimonia la puntualità dell’USR Campania, è indispensabile per ottimizzare l’uso delle risorse, tra cui quelle messe recentemente a disposizione dal PNRR.

Coinvolgere le famiglie

È opportuno, anche, rimarcare che sarà fondamentale coinvolgere le famiglie e le loro associazioni, e gli studenti, anche attraverso i loro rappresentanti nelle Consulte in questo percorso che vedrà tutti uniti contro questo male endemico della scuola, non solo italiana. Ci vuole determinazione e ci vuole coinvolgimento di tutti gli attori.

La procedura di segnalazione

Molte direzioni generali, compresa quella Campania a cui abbiamo fatto riferimento, hanno avviato incontri e consultazioni con le Prefetture, le Procure della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), aventi come obiettivo prioritario la costruzione di una rete di collaborazione, come già sopra accennato. Con tutti gli Enti istituzionalmente coinvolti nella lotta alla dispersione sarebbe necessario strutturare un piano di azioni coordinate, a partire dalle esigenze educative e sociali dei territori di riferimento e dalle proposte dei dirigenti scolastici. In particolare, sarebbe opportuno snellire da un lato e rendere più efficaci dall’altro le procedure di segnalazione degli allievi “a rischio”, coinvolgendo contestualmente tali soggetti, al fine di rendere tempestive ed efficaci le misure per la tutela dei minori.

Scheda di segnalazione per alunni inadempienti all’obbligo di istruzione.

In virtù delle indicazioni sulle modalità di segnalazione degli alunni inadempienti all’obbligo di istruzione nonché gli allievi completamente evasori dell’obbligo scolastico, il Dirigente Scolastico Prof.ssa Giovanna Mugione dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Afragola (NA), ha comunicato ai docenti con alunni inadempienti all’obbligo di istruzione che “dovranno consegnare al Dirigente Scolastico la scheda compilata nelle parti di loro competenza. Sarebbe utile compilare una scheda per ognuno degli alunni inadempienti”. Scheda che, per ogni buon fine, si allega come esempio di eccellete scuola.

SCHEDA-DI-SEGNALAZIONE per-alunni inadempienti-all’obbligo-di-istruzione

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