Indennità di disoccupazione dopo supplenza: è un diritto? Lettera

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Spettabile redazione, vi segnalo, da un’esperienza diretta, l’ennesimo sopruso dell’Inps ai danni dei disoccupati. Vi ringrazio molto se vorrete pubblicare quanto vi riporto di seguito.

Io, come tanti insegnanti precari, a luglio ho fatto domanda per avere la disoccupazione. L’Inps a cui afferisco è quella di via dell’Amba Aradam a Roma.

Dato che agli inizi di settembre, nonostante due miei solleciti, non avevo ancora ricevuto neanche una parte della disoccupazione che mi è dovuta, venerdì 9 settembre sono stata in sede a chiedere notizie. Mi è stato spiegato che a seguito dell’ordine di servizio (di quell’Inps? di tutte?) che prevede che tutte le pratiche uguali (in questo caso le richieste NASPI, l’indennità di disoccupazione) vengano lavorate da un’unica persona, l’impiegata in oggetto si trova impegnata a gestire da sola le circa mille richieste di disoccupazione che sono pervenute alla sede solo nel mese di luglio.

E si capisce che il numero sia considerevole, dato che la sede di via dell’Amba Aradam è una sede centrale. Del resto, io, come gli altri, non posso scegliere a quale sede Inps indirizzare la mia richiesta, essendo questa determinata dal nostro domicilio di residenza. Quindi, una sede centrale con un’utenza estremamente numerosa, quest’anno come quelli scorsi, a ridosso del 30 giugno, data di scadenza di grande parte dei contratti dei docenti della scuola pubblica, si trova a ricevere un numero variabile di 100-200 richieste di disoccupazione al giorno. Senza contare le fisiologiche domande di disoccupazione che provengono da altre categorie, visto e considerato che l’aumento del lavoro non è una realtà né sul territorio nazionale, né tanto meno, a Roma. E alla domanda: “Quindi la mia pratica? Quando riceverò i soldi che mi spettano?” Risponde l’impiegata Inps: “Non lo so, la collega oggi (9 settembre) sta lavorando le pratiche che abbiamo ricevuto in data 1 luglio. La sua, che ci è pervenuta il 4 luglio è ancora parcheggiata.”

Quindi, ricapitolando: quando verrà finalmente lavorata la mia richiesta non si sa. Quali saranno i tempi della sua lavorazione non si sa. Quanto tempo passerà prima che venga data l’ok per l’accredito non si sa. Quali saranno i tempi dell’accredito non si sa. E in questa condizione di sospensione e attesa ci sono i circa mille disoccupati che hanno inoltrato la loro richiesta di disoccupazione alla sede Inps di via dell’ Amba Aradam, la maggior parte dei quali hanno percepito il loro ultimo stipendio a fine giugno.

A distanza di qualche giorno dai fatti accaduti mi sono recata nuovamente all’Inps. Ho chiesto di parlare con il direttore, il dott. Palermo. “No, mica diamo appuntamenti per parlare con il direttore!”. Chiedo di parlare con una responsabile, la dott.ssa Livoli. “Non è possibile, è in ferie.” Allora chiedo di parlare con un suo sostituto o con un altro responsabile. “Non c’è un sostituto, nè altri con cui possa parlare, può andare allo sportello”. Rispondo che allo sportello mi hanno già detto che la mia domanda è parcheggiata e che verrà lavorata.

Quindi, anche oggi,15 settembre, nessuna notizia nè previsione di quando riceverò la mia indennità di disoccupazione richiesta il 4 luglio scorso.

Stucchi Elide Bernardina, Roma

Docente di lettere nella scuola secondaria

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