Incontrarsi nell’anima. Lettera

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Inviata da Teresita Possidente – Questo nostro tempo, condiviso con gli studenti, dovrebbe essere quello dell’ascolto, in cui cercare di anteporre l’attesa alla richiesta, la lentezza alla velocità, la riflessione alla definizione.

Consentire ai nostri ragazzi di avere più spazio per esprimere pensieri, bisogni, riflessioni, perché questo loro spazio di vita è più che mai serrato da confini, da barriere, da trincee protettive che allontanano i corpi e che bloccano slanci, con il rischio di
creare solitudini, quelle dell’anima, provata da ciò che mai avrebbe immaginato di poter vivere: l’essere privata della sua libertà.

È forse questo il momento più importante per lasciare spazio alla fantasia, al sogno, alla libera espressione creativa dei nostri ragazzi, affinché sia per loro possibile con la bellezza e l’infinità del pensiero poter volare sopra qualsiasi divieto, superando la frustrazione dell’immobilità.

Questo nostro e nuovo tempo non risparmia segni di dolore, di inquietudine, di tristezza, così come bisogni di condivisione, di espressione, di apertura. Le necessità vere dei nostri ragazzi a volte sono non percepibili, non immaginabili, ma più che mai reali, possibili e questo è un tempo che richiede a noi docenti di dare attraverso vie flessibili, motivanti, appassionanti, dove non si trascuri mai l’emozione, quella che attraversa, accompagna, cura, quella che entra nei cuori e seppur non visibile, fisica,
sa riscaldare più di un abbraccio.

Un mestiere il nostro che più che mai in questo momento ha il dovere di farci incontrare nell’ottica del darsi reciprocamente, non dimenticando che la priorità è quella di lasciare aperta l’unica via d’uscita dall’esilio della fisicità: i sentimenti.

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