Inclusione, Rapisarda: Indispensabile la formazione universitaria degli educatori dei disabili

di redazione
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Con diversi recenti interventi sulla stampa a proposito della riforma del sostegno, il Direttore scientifico dell’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (I.Ri.Fo.R.) Gianluca Rapisarda, ha sottolineato l’importanza di una formazione universitaria specifica e di una preparazione più adeguata dei docenti specializzati, degli assistenti alla comunicazione e degli educatori degli studenti con disabilità.

Secondo il Direttore dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda, “oggi tale esigenza è resa ancor più cogente e necessaria dal fatto che, pur assistendo a una crescita esponenziale del numero degli insegnanti specializzati, l’equazione “più sostegno = più inclusione” sembra non funzionare affatto nel presente “sistema scolastico” italiano.

Allo stato attuale, infatti, siamo ancora tristemente e desolatamente costretti ad imbatterci il più delle volte in educatori e docenti con un’inappropriata preparazione e una formazione inadeguata ad assicurare un’inclusione scolastica di qualità ai ragazzi con disabilità del Terzo Millennio.

Il messaggio della “normale” didattica inclusiva stenta ancora a decollare nelle nostre scuole e ci si scontra sovente con interventi didattici inclusivi esclusivamente “episodici”, che hanno soltanto il carattere dell’urgenza e dell’emergenza.”

“Proprio per sopperire e ovviare a tali gravi criticità formative -prosegue il Direttore scientifico dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda-, l’Università di Urbino “Carlo Bo” ha organizzato per il corrente anno accademico il Master di Primo Livello in Pedagogia Speciale e Didattica Inclusiva per alunni disabili sensoriali, che si è concluso proprio in questi giorni. L’iniziativa è stata attivata in collaborazione con l’I.Ri.Fo.R. della Sezione Provinciale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Pesaro e con l’ENS (Ente Nazionale Sordi).”

Precisa il Direttore dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda: “Il Corso è stato rivolto a coloro che desideravano acquisire specifiche conoscenze e competenze “speciali” sull’educazione e la rieducazione del bambino sordo e cieco e sulle pratiche inclusive (metodi, strategie, modalità operative ecc.), ovvero a dirigenti scolastici e docenti in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado, educatori (dei servizi per l’infanzia, professionali e sociali), animatori socio-culturali, assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, sociologi e a tutte le figure professionali che lavorano con le persone con bisogni educativi speciali, persone con disabilità comprese.

Hanno potuto per altro partecipare anche genitori con esperienze maturate nello specifico settore delle disabilità sensoriali, genitori con figli sordi e/o ciechi, operatori ed esperti delle ASL e delle Associazioni. Il titolo richiesto era la laurea triennale, specialistica, magistrale o di vecchio ordinamento o titolo equipollente. Per la partecipazione invece in qualità di uditore, non è stato richiesto il possesso dello specifico titolo di studio suindicato, ma solo il possesso del diploma di scuola secondaria superiore.”

”I qualificati docenti del Master -aggiunge Gianluca Rapisarda- provenivano sia dal mondo accademico (Patrizia Gaspari, Roberta Caldin, Patrizia Sandri, Manuela Valentini Piccolo), sia da quello delle Associazioni accreditate (Eleonora Borromeo, Rosanna Giovanditto, Ilaria Rosa Russo) e accanto a loro sono intervenuti pure due medici specialistici per le lezioni di competenza. In totale, tra il mese di Novembre 2016 fino allo scorso mese di maggio 2017, sono state attivate 1.500 ore di impegno complessivo, pari a 60 Crediti Formativi Universitari (CFU).”

“Il mio auspicio –conclude il Direttore scientifico Gianluca Rapisarda-  è che questo Master, voluto fortemente da Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI e da Maria Mencarini, consigliere nazionale dell’IRIFOR, possa diventare un “modello formativo” da esportare a tutti gli altri Atenei del nostro Paese al fine di promuovere un sempre più proficuo processo di inclusione degli alunni/studenti con disabilità.”

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