Inclusione, Rapisarda: Nuovo anno scolastico, ma solita emergenza e vecchi problemi di precariato

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Nei giorni scorsi, Orizzonte scuola ha sentito l’opinione di Gianluca Rapisarda, Direttore scientifico dell’I.Ri.Fo.R., per capire cosa dovranno attendersi dal nuovo anno scolastico gli alunni con disabilità e le loro famiglie, anche alla luce della “neonata” delega sul sostegno della Buona Scuola.

Dichiara il Direttore Gianluca Rapisarda: “Sebbene la normativa inclusiva italiana oggi sia unanimemente riconosciuta come una delle più avveniristiche ed all’avanguardia nel mondo, l’attuale nostro modello di inclusione presenta diverse criticità “strutturali” che, se come sembra saranno affrontate dal Miur anche stavolta con i soliti miopi interventi “tampone”, rimarranno tali anche per l’anno scolastico che inizia ufficialmente in data odierna.”

Precisa Gianluca Rapisarda: “Anche quest’anno, l’emergenza assoluta è rappresentata dal non più “eccezionale” e dallo spropositato numero di docenti in “deroga”, a cui il Ministero dell’istruzione ricorre ormai da tempo in modo continuativo, anche più volte nel corso di uno stesso anno scolastico, per coprire le tantissime cattedre di sostegno rimaste vacanti.”

Prosegue il Direttore scientifico dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda: “Al riguardo, i numeri prodotti relativamente all’a.s. 2016-17 sono preoccupanti ed emblematici: se oltre 2 milioni e mezzo di alunni (il 33% dell’intera popolazione scolastica) si sono trovati con almeno un insegnante nuovo in classe, è andata ancora peggio agli alunni con disabilità, perché almeno 100.000 di loro (il 43% dei 233.000 alunni con disabilità presenti nelle classi di ogni ordine di scuola) hanno cambiato il docente di sostegno.
In tal senso la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha stimato lo scorso anno che quasi il 40% dei posti siano coperti tuttora da docenti precari (47000 su un totale di 120000).”
Chiarisce il Direttore Gianluca Rapisarda: “Questa situazione preoccupante ha determinato di fatto l’impossibilità di assicurare agli alunni/studenti disabili quella continuità didattica che risulta essere un fattore determinante per favorirne il successo scolastico. Tale problema, a mio parere, non cambierà affatto neppure durante l’anno scolastico 2017-18, perché, in base ai dati recentemente forniti dal Miur, ad esempio in Sicilia, ben 4872 cattedre di sostegno sono già state assegnate in deroga e ne sono rimaste libere oltre un migliaio.

Le cose non vanno meglio neanche nelle altre Regioni italiane, se si pensa che, solo a Milano, vi sono ancora da affidare più di 1400 posti e, in Abruzzo, le “vacanze” sul sostegno sono 1741, mentre in Liguria sono 603.”

Sottolinea Gianluca Rapisarda: “Tale “valzer” di cattedre si abbatte ciclicamente come uno “tsunami” sul sostegno (ed anche qquest’anno, sfortunatamente, non farà eccezione), perché il Miur, ad aprile di ogni anno, quando cioè deve essere conteggiato l’organico di diritto (il numero dei docenti necessari per l’anno successivo), preferisce sottostimarlo e calcolarlo in difetto rispetto alle esigenze effettive, al solo fine di risparmiare, evitando dunque di aumentare le immissioni di insegnanti di ruolo.

Conseguenza di questa condotta non del tutto ineccepibile del Ministero è che, quando ogni anno ad agosto si fanno i conti “reali”, i nodi vengono al pettine e i vari Uffici Scolastici Regionali (USR) si trovano costretti ad integrare l’organico di diritto con quello “di fatto”, coprendo le migliaia di esuberi e di posti liberi, prima con le assegnazioni provvisorie (incarichi annuali attribuiti ad insegnanti titolari che chiedono il riavvicinamento) e poi, con la “deroga” a supplenti con contratto a tempo determinato che, , cosa ancor più grave, di sovente, non sono neanche specializzati.”

Evidenzia il Direttore Gianluca Rapisarda: “Ciò è dovuto al fatto che, di fronte alla penuria di insegnanti di sostegno di ruolo a causa dei concorsi al “contagocce” e delle loro relative tantissime non ammissioni di questi ultimi decenni, al quasi avvenuto svuotamento delle GAE (Graduatorie ad esaurimento) ed alla scarsa disponibilità di assegnazioni provvisorie, di recente, si sono susseguite decisioni ministeriali discutibili, che hanno finito con il mandare letteralmente in tilt il sistema scolastico territoriale.

In proposito, si ricordi la Nota Ministeriale Protocollo n. 24306 del 1° settembre 2016, che recitava testualmente: «In caso di esaurimento degli elenchi degli insegnanti di sostegno compresi nelle graduatorie ad esaurimento, i posti eventualmente residuati sono assegnati dai dirigenti scolastici delle scuole in cui esistono le disponibilità, utilizzando gli elenchi tratti dalle graduatorie di circolo e d’istituto, di prima, seconda e terza fascia». L’auspicio è che il Miur, ad anno scolastico ufficialmente ormai avviato, non riproponga nei prossimi giorni questa stessa “sciagurata” circolare perchè essa, nel corso del passato a.s., ha causato soltanto danni, facendo si che, in assenza di docenti di ruolo, con le GAE praticamente esaurite e con un numero irrisorio di posti destinati alle assegnazioni provvisorie, migliaia di cattedre di sostegno siano state perciò affidate ad insegnanti senza alcun tipo di specializzazione, costringendo in tal modo le famiglie di persone con disabilità a ricorrere sempre più spesso ai giudici per dare un’istruzione adeguata ai loro figli (8,2% per la scuola primaria e 5,1% per quella secondaria di primo grado, di cui al Sud rispettivamente il 12,4% e il 9,1%).”

Aggiunge il Direttore dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda: “Ad esasperare ulteriormente gli animi dei genitori dei ragazzi con disabilità ci ha pensato pure il Contratto collettivo Nazionale sulla mobilità annuale dello scorso 21 giugno, sulla base del quale, in Sicilia, ad esempio, quasi tutte le Province non hanno avuto per l’a.s. 2017-18 molti posti destinati alle assegnazioni provvisorie e quindi chi sta provando a rientrare sul sostegno in questi giorni su quelle Province, non ce l’ha fatta, o comunque, non ci riuscirà così facilmente. Ma il vero paradosso è che quei posti rimasti vacanti sul sostegno in Sicilia (ancora un migliaio, come sopra riferito) come in tante altre Regioni, e non solo del Mezzogiorno – potranno essere coperti nel corso di questo nuovo anno scolastico non da docenti titolari, ma da laureati neppure abilitati, con le semplici lettere di “messa a disposizione”. Insomma, l’esperienza di questi ultimi 40 anni sembra non aver insegnato al Miur che precarietà e scarso investimento sulla formazione degli operatori non giovano ai nostri ragazzi e che, soprattutto, il ricorso ormai quasi sistematico ad una quantità pletorica di insegnanti per il sostegno in deroga, non abilitati e specializzati non è garanzia di qualità dell’inclusione scolastica.

Si rammenti infine che le nuove modalità di formazione specifica universitaria dei docenti specializzati e del loro arruolamento, previste dai Decreti attuativi della Buona Scuola nn. 59 e 66 del 2017, entreranno a pieno regime non prima di due anni. Quest’ultimo non irrilevante aggravante, ovviamente, ci rende ancora più preoccupati e non ci fa ben sperare per il presente e l’immediato futuro “inclusivo” delle studentesse e degli studenti con disabilità del nostro Paese.”

Conclude Gianluca Rapisarda: “A questo punto, stanti così le cose e nonostante le recenti rassicurazioni del Ministro Valeria Fedeli, temo proprio che i drammatici numeri sopra riportati e l‘atavica assenza di una “policy” a lungo termine del Miur (con la previsione di un Piano di formazione obbligatoria e specifica sulla Didattica inclusiva di tutto il personale scolastico e di assunzione strutturale dei docenti specializzati, con il loro mancato transito nell’organico di diritto, con il loro non avvenuto vincolo almeno al segmento formativo dell’alunno con disabilità e con l’assenza di un sostegno “diffuso” all’allievo disabile anche da parte del contesto territoriale, come confermato dall’inspiegabile cancellazione dei Centri territoriali di Supporto nel “neonato Decreto attuativo della Buona Scuola sul sostegno) non potranno garantire agli alunni/studenti con disabilità, neppure durante l’anno scolastico 2017-18, un processo di inclusione davvero di qualità.”

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