Inclusione degli alunni con disabilità: socializzazione, formazione obbligatoria insegnanti, assunzioni

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#classe #insegnanti

In questi giorni si sono conclusi o stanno per concludersi gli esami della scuola secondaria di primo e secondo grado, protagonisti attivi anche gli studenti con disabilità che hanno dovuto affrontare questa prova. Ricordiamo che in entrambi gradi gli studenti, hanno dovuto sostenere una prova orale in base a quanto previsto dalle ordinanze ministeriali del 3 marzo 2021, nn. 52 e 53 concernenti gli esami di stato del primo e secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021.

Al di là degli obiettivi da conseguire, il vero successo formativo degli alunni, per i docenti, è assistere alla performance dell’alunno con disabilità e vederlo a proprio agio e prendere parte attiva nel colloquio, in quanto è proprio il suo sorriso, il suo sentirsi attore e regista della trasmissione del proprio sapere, a far comprendere che “l’obiettivo sia stato raggiunto”. Le nuove direttive sull’inclusione, e il nuovo Pei, hanno evidenziato quanto sia importante valorizzare l’allievo attraverso le sue competenze ed attitudini. Importante è creare il giusto ambiente di apprendimento sfruttando e rendendo protagoniste le potenzialità degli studenti tutti ma in particolare quelli con disabilità.

Volgendo uno sguardo agli ultimi anni scolastici, possiamo ben affermare che la pandemia generata dal Coronavirus ha tracciato dei gaps nel percorso di apprendimento e socializzazione degli alunni e alunne con disabilità.

La socializzazione e la comunicazione a scuola

I tempi del lockdown e le relative aperture dello scorso anno scolastico, indubbiamente hanno rallentato il processo di integrazione, socializzazione e comunicazione degli alunni e alunne con disabilità.

Ricordiamo che durante le chiusure delle scuole, è stata assicurata la presenza degli alunni con disabilità ma purtroppo questo ha anche generato un richiamo alle cosiddette “classi differenziate”. E’ stata la nota del Ministero dell’Istruzione del 5 novembre 2020 in merito alle disposizioni del nuovo DPCM a chiarire quale dovesse essere la posizione degli alunni con disabilità, infatti nella stessa si comunicava che:

“In materia di inclusione scolastica per tutti i contesti ove si svolga attività in DDI il DPCM, nel richiamare il principio fondamentale della garanzia della frequenza in presenza per gli alunni con disabilità, segna nettamente la necessità che tali attività in presenza realizzino un’inclusione scolastica “effettiva” e non solo formale, volta a “mantenere una relazione educativa che realizzi effettiva inclusione scolastica”. I dirigenti scolastici, unitamente ai docenti delle classi interessate e ai docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie, favoriranno la frequenza dell’alunno con disabilità, in coerenza col PEI, nell’ambito del coinvolgimento anche, ove possibile, di un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato, in modo che sia costantemente assicurata quella relazione interpersonale fondamentale per lo sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua, nell’interesse degli studenti e delle studentesse. Le medesime comunità educanti valuteranno, inoltre, se attivare misure per garantire la frequenza in presenza agli alunni con altri bisogni educativi speciali, qualora tali misure siano effettivamente determinanti per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento da parte degli alunni coinvolti; parimenti, si potranno prevedere misure analoghe anche con riferimento a situazioni di “digital divide” non altrimenti risolvibili”.

Queste erano le disposizioni anche se di fatto i gruppi di allievi della classe di riferimento, disposti a frequentare la scuola in piena evoluzione endemica erano pochi, per cui gli alunni e alunne con disabilità, hanno sofferto della perdita di contatto con i loro compagni, hanno perso quel clima di socializzazione e comunicazione che solitamente avviene in classe in presenza che è stato poi ripristinato, con il rientro definitivo per tutte le scuole sul territorio italiano lo scorso aprile. L’ apri e chiudi delle scuole, dettato dalla diffusione dei contagi, ha lasciato dei vuoti nel processo di crescita e apprendimento degli studenti tutti, la stessa DAD /DID se ha avuto il merito di garantire il diritto allo studio, ha comunque intralciato quello che è il vero processo di integrazione e interazione fra gli studenti, rallentando il processo di crescita e formazione degli allievi più fragili.

Quali sono le misure prese a tutela dell’inclusione scolastica e disabilità

La legge finanziaria 2021, ha dato ampio spazio all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, infatti è previsto un progressivo aumento dei docenti di sostegno:

  • 5 mila per l’anno scolastico 2021/2022,
  • 11 mila per quello 2022/2023,
  • 9mila per il 2023/2024.

Allo scopo di realizzare l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, per ciascuno degli anni scolastici 2021/2022, 2022/ 2023 e 2023/2024 saranno stanziati 10 milioni di euro per l’acquisto e la manutenzione di attrezzature tecniche e di sussidi didattici.

Previsto l’incremento del fondo (ex cosiddetta “Buona scuola”) per 10 milioni di euro per il 2021 da destinare alla formazione obbligatoria del personale docente impegnato nelle classi con alunni con disabilità. Tale formazione, “è finalizzata all’inclusione scolastica dell’alunno con disabilità e a garantire il principio di contitolarità nella presa in carico dell’alunno stesso”.

Misure per la disabilità sono inserite anche nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato lo scorso aprile dal Governo e che usufruirà anche dei fondi europei per sostenere la ripresa dopo la Pandemia.
Tutti gli investimenti e interventi per favorire l’inclusione sociale saranno controllati dall’ Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità affinché tutte le riforme siano effettivamente inclusive.

Ricordiamo che il Governo ha creato con la legge di bilancio 2020 un Fondo disabilità e non autosufficienza e ha allocato complessivamente €800 milioni per il triennio 2021-2023. La prima riforma che verrà finanziata con queste risorse è finalizzata alla realizzazione della “Legge quadro della disabilità” che si proporrà di realizzare pienamente i principi della convenzione ONU secondo un approccio coerente con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e con la recente “Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030” presentata a marzo 2021 dalla Commissione europea. In particolare, la riforma semplificherà l’accesso ai servizi, i meccanismi di accertamento della disabilità e potenzierà gli strumenti finalizzati alla definizione del progetto di intervento individualizzato

Il Piano prevede inoltre una serie di interventi e riforme che si esplicano in 6 missioni, fra queste la 4 missione, Istruzione e ricerca che ha l’obiettivo è rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico. Particolare attenzione è volta alle persone con disabilità, nell’ambito degli interventi per ridurre i divari territoriali nella scuola secondaria di secondo grado.

Aspettative per il nuovo anno scolastico

Mentre si attende il contingente autorizzato per le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente di sostegno, la preoccupazione è che possa acuirsi la mancanza di docenti specializzati, in quanto secondo una scheda Cisl, in riferimento alla mobilità del personale docente, sono 4.040 i docenti passati da posto di sostegno a posto comune. Inoltre le disponibilità residue dopo i movimenti, ammontano complessivamente a 112.691 posti, di cui 30.751 di sostegno.

L’indagine Istat “Inclusione scolastica sulla disabilità” A.S. 2019-2020, ha riportato che i disabili frequentanti le scuole italiane sono circa 300.000, In crescita anche il numero di insegnanti per il sostegno, con un rapporto alunno-insegnante migliore rispetto a quanto auspicato dalla legge, ma il 37% non ha una formazione specifica, quindi più di un docente su tre non è abilitato nel sostegno.
Appare evidente che il nuovo anno scolastico si aprirà con un déjà vu che si ripete ciclicamente, con cattedre vacanti di sostegno affidate ai docenti non specializzati e con il diritto alla continuità didattica degli alunni e alunne con disabilità che risulta essere leso sempre più.

Nel frattempo in riferimento al V ciclo TFA, secondo quanto stabilito dal D.M. 28 aprile 2020 il corso di specializzazione dovrà essere concluso entro il 16 luglio 2021, a tal proposito, è intervenuta la nota 18688 del 16 giugno 2021 – DM 178 “Procedure di scioglimento delle riserve e di inserimento dei titoli di specializzazione sul sostegno e di didattica differenziata degli aspiranti presenti nelle graduatorie ad esaurimento”, che ha autorizzato per l’anno scolastico 2021/22, le seguenti operazioni annuali di :
scioglimento della riserva, da parte degli aspiranti già inclusi con riserva perché in attesa di conseguire il titolo di abilitazione e che conseguono l’abilitazione entro il termine del 2 luglio 2021;
presentazione dei titoli di riserva, acquisiti entro la stessa data, per usufruire dei benefici di cui alla Legge 12 marzo 1999, n. 68 e successive modificazioni ed integrazioni;
l’iscrizione negli elenchi aggiuntivi del sostegno e dei metodi didattici differenziati degli aspiranti, già inclusi in graduatoria, che conseguono i rispettivi titoli di specializzazione entro il termine del 2 luglio 2021.

Per gli specializzandi sul Sostegno è stata prevista, rispetto agli anni precedenti, l’iscrizione con riserva, da sciogliersi nel periodo compreso tra il 6 luglio 2021 ed il 16 luglio 2021 con apposita funzione telematica.

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