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Inclusione degli alunni con D.S.A.: le fasi del progetto. Scarica esempio di protocollo

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Il protocollo che ciascuna scuola dovrebbe adottare contiene informazioni sulle pratiche per l’inclusione degli alunni con D.S.A.; definisce i ruoli ed i compiti di ciascuno; traccia le linee di tutte quelle attività volte a favorire un reale percorso di apprendimento e migliorare il processo di integrazione degli alunni con D.S.A. La normativa di riferimento è costituita dalla Legge 170/2010 e dal DM n. 5669 del 2011 con allegate le Linee Guida.

I disturbi specifici di apprendimento

I Disturbi Specifici di apprendimento, come sottolinea brillantemente il “Protocollo di accoglienza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” redatto e in uso nel prestigioso Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Randi” di Ravenna, diretto con competenza dal dirigente scolastico prof. Mirco Banzola, sono disturbi funzionali di origine neurobiologica che interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico (l’abilità di lettura, di scrittura, di fare calcoli) in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all’età anagrafica. Questi disturbi non possono essere risolti, ma solamente ridotti: posto nelle condizioni di attenuare e/o compensare il disturbo, infatti, il discente può raggiungere gli obiettivi di apprendimento previsti, sviluppando anche stili di apprendimento specifici, volti a compensare le proprie difficoltà. Tra questi si possono distinguere:

  • la dislessia:
  • la disortografia:
  • la disgrafia:
  • la discalculia.

Tali disturbi sono spesso accompagnati da:

  • disnomia;
  • disprassia.

Vi può inoltre essere comorbilità.

Ruoli e compiti delle figure coinvolte: cosa faranno i genitori

A seguire ruoli e compiti delle figure coinvolte a partire, proprio, dai genitori, come ben definisce il “Protocollo di accoglienza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” redatto e in uso nel prestigioso Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Randi” di Ravenna, che si allega come esempio di “eccellente scuola”.

In caso di iscrizione alla classe prima:

  • A febbraio, al momento dell’iscrizione online, i genitori dovrebbero segnalare nell’apposito spazio la presenza di disturbi dell’apprendimento.
  • Tra giugno e settembre, i genitori dovrebbero portare in segreteria la certificazione di DSA rilasciata dai referenti AUSL, nel caso in cui la certificazione sia redatta da specialisti privati occorre che la famiglia richieda la conformità delle AUSL mentre la scuola avvierà comunque le procedure per la stesura del PDP.
  • Entro fine settembre/primi di ottobre, il coordinatore effettuerà un colloquio con la famiglia e, se lo ritiene necessario, con lo psicologo di riferimento, al fine di raccogliere le informazioni necessarie per documentare al Consiglio di Classe la situazione e per predisporre il PDP.

Nel caso in cui le famiglie, i docenti o gli specialisti ritengano opportuno richiedere degli ausili (hardware e software), dovranno farne espressa richiesta scritta al coordinatore di classe che passerà i documenti al docente Funzione Strumentale per l’Inclusione e l’Integrazione per l’attivazione dei Progetti. Dopo il Consiglio di Classe di Novembre (consigliabile) il docente coordinatore contatterà la famiglia per la sottoscrizione del PDP. I genitori devono essere posti nelle condizioni di sapere che il PDP avrà una durata non superiore all’anno e che la sua adozione non garantisce il successo scolastico.

La segnalazione da consegnare in segreteria

La segnalazione da depositare in segreteria:

  • deve essere aggiornata e se non lo fosse la scuola ne richiederà un aggiornamento
  • deve essere rinnovata durante il passaggio ad un ordine scolastico successivo
  • la scuola, come previsto dalla legge, non potrà accogliere segnalazioni dopo il 31 marzo, in quanto verrebbe a mancare il tempo necessario per predisporre un adeguato PDP.

Nuova certificazione in corso d’anno scolastico

La scuola ai sensi dell’Art. 2 del DM 5669/2011, ha il compito di segnalare alle famiglie le eventuali evidenze, persistenti nonostante l’applicazione di attività di recupero didattico mirato, di un possibile Disturbo Specifico di Apprendimento, al fine di avviare il percorso per la diagnosi ai sensi della Legge 170/2010. La segnalazione alla famiglia spetta non al singolo docente, ma al Consiglio di Classe, che verbalizzerà e motiverà la decisione presa e incaricherà il coordinatore di classe della comunicazione.

Cosa occorre fare

  • Occorre consegnare in segreteria la certificazione di DSA rilasciata dai referenti AUSL; nel caso in cui sia redatta da specialisti privati occorre che la famiglia richieda la conformità alle AUSL mentre la scuola avvierà comunque le procedure per la stesura del PDP;
  • la scuola non potrà accogliere segnalazioni dopo il 31 marzo, in quanto verrebbe a mancare il tempo necessario per predisporre un adeguato PDP;
  • il coordinatore effettuerà un colloquio con la famiglia e, se lo ritiene necessario, con lo psicologo di riferimento, al fine di raccogliere le informazioni necessarie per documentare al Consiglio di Classe la situazione e per predisporre il PDP;
  • il docente coordinatore contatterà la famiglia per la sottoscrizione del PDP, avrà cura di ricordare ai genitori che il PDP avrà una durata non superiore all’anno e che la sua adozione non garantisce il successo scolastico.

Iscrizione all’ultimo anno ed Esame di Stato

È utile comunicare ai genitori, come sottolinea brillantemente il “Protocollo di accoglienza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” redatto e in uso nel prestigioso Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Randi” di Ravenna, che:

  • la scuola non può accogliere diagnosi oltre il 31 marzo, e che comunque una segnalazione tardiva non consentirebbe al Consiglio di Classe di mettere a punto gli strumenti compensativi e dispensativi necessari al superamento dell’esame;
  • per l’accesso all’università la diagnosi non deve essere più vecchia di tre anni;
  • la diagnosi deve essere aggiornata e il Consiglio di Classe, per il buon esito dell’esame finale, potrebbe richiederne un eventuale aggiornamento, che la famiglia deciderà se effettuare o meno.

Inoltre è necessario sapere che…

Il Consiglio di Classe inserisce nel documento del 15 Maggio il Piano Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell’art 5 del DM 5669/2011. L’OM relativa agli Esami di Stato, all’articolo Esami dei candidati con DSA e BES, dà indicazioni precise sulla documentazione da predisporre e sulle metodologie pratiche di lavoro.

Cosa faranno i docenti?

Cosa faranno i docenti (tempi e scansione da adattare a ciascuna scuola):

  • Entro fine settembre/primi di ottobre, il coordinatore effettuerà un colloquio con la famiglia e, se lo ritiene necessario, con lo psicologo di riferimento, al fine di raccogliere le informazioni necessarie per documentare al Consiglio di Classe la situazione.
  • Nel Consiglio di Classe di ottobre: i docenti, dopo un periodo di osservazione, prenderanno accordi per la predisposizione del PDP e li condivideranno con l’alunno e la famiglia coinvolti;
  • entro il Consiglio di Classe di Novembre, o se necessario in un Consiglio di Classe straordinario, i docenti effettueranno la stesura finale e la sottoscrizione del PDP da parte di docenti, genitori, studente e dirigente scolastico;
  • entro la fine del primo periodo (trimestre o quadrimestre) i PDP verranno depositati in segreteria nelle cartelline personali degli alunni.
  • Durante tutto l’anno scolastico il Consiglio di Classe lavorerà con lo studente per comprendere il livello di conoscenza e accettazione delle proprie difficoltà;
  • durante tutto l’anno scolastico il Consiglio di Classe/Team Docente terrà monitorato il PDP mediante verifiche in itinere.
  • A seguito dello scrutinio finale il Coordinatore avrà cura di verificare insieme al CdC/Team Docente l’adeguatezza del PDP, valutando la necessità di eventuali modifiche migliorative rispetto a strumenti, misure e metodologie adottate.

Le modalità dell’intervento didattico

Individualizzazione e personalizzazione della didattica

Nel rispetto degli obiettivi generali e specifici dell’apprendimento, la didattica individualizzata e personalizzata si sostanzia attraverso l’impiego di una varietà di metodologie e strategie didattiche tali da promuovere le potenzialità e il successo formativo di ogni alunno. Tra queste la Legge 170/2010 richiama l’attenzione sull’uso di strumenti compensativi, cioè strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria e sulle misure dispensative, vale a dire interventi che consentono all’alunno di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento.

Strumenti compensativi e misure dispensative

Fermo restando che ogni studente portatore di DSA ha caratteristiche personali diverse e che generalizzare è spesso poco producente, si possono delineare, come elenca il “Protocollo di accoglienza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” redatto e in uso nel prestigioso Istituto Comprensivo Statale “Vincenzo Randi” di Ravenna, diretto con competenza dal dirigente scolastico prof. Mirco Banzola, le seguenti strategie operative.

Disturbo di lettura (dislessia)

Per uno studente con dislessia, gli strumenti compensativi sono primariamente quelli che possono trasformare un compito di lettura (reso difficoltoso dal disturbo) in un compito di ascolto. A tal fine è necessario fare acquisire allo studente competenze adeguate nell’uso degli strumenti compensativi. Si può fare qui riferimento:

  • alla presenza di una persona che legga gli items dei test, le consegne dei compiti, le tracce dei temi o i questionari con risposta a scelta multipla;
  • alla sintesi vocale, con i relativi software, anche per la lettura di testi più ampi e per una maggiore autonomia;
  • all’utilizzo di libri o vocabolari digitali.

Per l’alunno dislessico

Per l’alunno dislessico è inoltre più appropriata la proposta di nuovi contenuti attraverso il canale orale piuttosto che attraverso lo scritto, consentendo anche la registrazione delle lezioni. Si raccomanda altresì l’impiego di mappe concettuali, di schemi, e di altri mediatori didattici che possono sia facilitare la comprensione sia supportare la memorizzazione e/o il recupero delle informazioni. A questo riguardo, potrebbe essere utile raccogliere e archiviare tali mediatori didattici, anche al fine di un loro più veloce e di facile utilizzo.

In merito alle misure dispensative, lo studente con dislessia è dispensato:

  • dalla lettura a voce alta in classe;
  • dalla lettura autonoma di brani la cui lunghezza non sia compatibile con il suo livello di abilità;
  • da tutte quelle attività ove la lettura è la prestazione valutata.

In fase di verifica e di valutazione lo studente con dislessia può usufruire di tempi aggiuntivi per l’espletamento delle prove o, in alternativa e comunque nell’ambito degli obiettivi disciplinari previsti per la classe, di verifiche con minori richieste. Nella valutazione delle prove orali e in ordine alle modalità di interrogazione si dovrà tenere conto delle capacità lessicali ed espressive proprie dello studente.

Disturbi di scrittura (disgrafia e disortografia)

In merito agli strumenti compensativi, gli studenti con disgrafia o disortografia possono avere necessità di compiere una doppia lettura del testo che hanno scritto: la prima per l’autocorrezione degli errori ortografici, la seconda per la correzione degli aspetti sintattici e di organizzazione complessiva del testo. Di conseguenza, tali studenti avranno bisogno di maggior tempo nella realizzazione dei compiti scritti. In via generale, comunque, la valutazione si soffermerà soprattutto sul contenuto disciplinare piuttosto che sulla forma ortografica e sintattica.

Gli studenti in questione potranno inoltre avvalersi:

  • di mappe o di schemi nell’attività di produzione per la costruzione del testo;
  • del computer (con correttore ortografico e sintesi vocale per la rilettura) per velocizzare i tempi di scrittura e ottenere testi più corretti;
  • del registratore per prendere appunti.

Per quanto concerne le misure dispensative, oltre a tempi più lunghi per le verifiche scritte o a una quantità minore di esercizi, gli alunni con disgrafia e disortografia sono dispensati dalla valutazione della correttezza della scrittura e, anche sulla base della gravità del disturbo, possono accompagnare o integrare la prova scritta con una prova orale attinente ai medesimi contenuti.

Area del calcolo (discalculia)

Riguardo alle difficoltà di apprendimento del calcolo e al loro superamento, non è raro imbattersi in studenti che sono distanti dal livello di conoscenze atteso e che presentano un’impotenza appresa, cioè un vero e proprio blocco ad apprendere sia in senso cognitivo che motivazionale. Sebbene la ricerca non abbia ancora raggiunto dei risultati consolidati sulle strategie di potenziamento dell’abilità di calcolo, si ritengono utili i seguenti principi guida:

  • gestire, anche in contesti collettivi, almeno parte degli interventi in modo individualizzato;
  • aiutare, in fase preliminare, l’alunno a superare l’impotenza guidandolo verso l’esperienza della propria competenza;
  • analizzare gli errori del singolo alunno per comprendere i processi cognitivi che sottendono all’errore stesso tramite dialogo con l’interessato;
  • pianificare in modo mirato il potenziamento dei processi cognitivi necessari.

L’analisi dell’errore

In particolare, si sottolinea come l’analisi dell’errore favorisca la gestione dell’insegnamento.
L’unica classificazione degli errori consolidata nella letteratura scientifica al riguardo si riferisce al calcolo algebrico:

  • errori di recupero di fatti algebrici;
  • errori di applicazione di formule;
  • errori di applicazione di procedure;
  • errori di scelta di strategie;
  • errori visuo-spaziali;
  • errori di comprensione semantica.

L’analisi dell’errore consente di capire quale confusione cognitiva l’allievo abbia consolidato in memoria e scegliere, dunque, la strategia didattica più efficace per l’eliminazione dell’errore e il consolidamento della competenza. Riguardo agli strumenti compensativi e alle misure dispensative, valgono i principi generali secondo cui la calcolatrice, la tabella pitagorica, il formulario personalizzato, etc. sono di supporto, ma non di potenziamento, in quanto riducono il carico, ma non aumentano le competenze.

Didattica delle lingue straniere

Poiché la trasparenza linguistica, ossia la corrispondenza fra come una lingua si scrive e come si legge, influisce sul livello di difficoltà di apprendimento della lingua da parte degli studenti con DSA, è opportuno che la scuola, in sede di orientamento o al momento di individuare quale lingua straniera privilegiare, informi la famiglia sull’opportunità di scegliere – ove possibile – una lingua che ha una trasparenza linguistica maggiore. Analogamente, i docenti di lingue straniere terranno conto, nelle prestazioni attese e nelle modalità di insegnamento, del principio sopra indicato, anche assegnando maggiore importanza allo sviluppo delle abilità orali rispetto a quello scritte.

Strumenti compensativi e misure dispensative per le lingue straniere

In merito agli strumenti compensativi, con riguardo alla lettura, gli alunni e gli studenti con DSA possono usufruire di audiolibri e di sintesi vocale con i programmi associati. La sintesi vocale può essere utilizzata sia in corso d’anno che in sede di esame di Stato.
Relativamente alla scrittura, è possibile l’impiego di strumenti compensativi come il computer con correttore automatico e con dizionario digitale. Anche tali strumenti compensativi possono essere impiegati in corso d’anno e in sede di esame di Stato.

Per quanto concerne le misure dispensative, gli studenti con DSA possono usufruire:

  • di tempi aggiuntivi;
  • di una adeguata riduzione del carico di lavoro.

Dispensare gli studenti dalle prestazioni scritte in lingua straniera

Nel caso in cui ricorrano tutte le condizioni elencate all’art. 6, comma 5 del D.M. 5669 del 12 luglio 2011, è possibile dispensare gli studenti dalle prestazioni scritte in lingua straniera in corso d’anno scolastico e in sede di esami di Stato:

  • certificazione di DSA attestante la gravità del disturbo e recante esplicita richiesta di dispensa dalle prove scritte;
  • richiesta di dispensa dalle prove scritte di lingua straniera presentata dalla famiglia o dall’allievo se maggiorenne;
  • approvazione da parte del Consiglio di Classe che confermi la dispensa in forma temporanea o permanente, tenendo conto delle valutazioni diagnostiche e sulla base delle risultanze degli interventi di natura pedagogico-didattica, con particolare attenzione ai percorsi di studio in cui l’insegnamento della lingua straniera risulti caratterizzante (come ad esempio nel liceo linguistico).

In sede di esami di Stato, modalità e contenuti delle prove orali – sostitutive delle prove scritte – sono stabiliti dalle Commissioni, sulla base della documentazione fornita dai consigli di classe.

L’esonero dallo studio della lingua straniera

L’esonero dallo studio della lingua straniera è invece regolato dall’art. 6, comma 6 del D.M. 5669 del 12 luglio 2011: “Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunno o lo studente possono – su richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del Consiglio di Classe – essere esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere e seguire un percorso didattico differenziato. In sede di esami di Stato, i candidati con DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal Consiglio di Classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell’attestazione di cui all’art.13 del D.P.R. n.323/1998.” Ai fini della corretta interpretazione delle disposizioni contenute nel DM n. 5669 del 2011, si ritiene opportuno chiarire che l’“esonero” riguarda l’insegnamento della lingua straniera nel suo complesso, mentre la “dispensa” concerne unicamente le prestazioni in forma scritta. In relazione alle forme di valutazione, per quanto riguarda la comprensione (orale o scritta), sarà valorizzata la capacità di cogliere il senso generale del messaggio; in fase di produzione sarà dato più rilievo all’efficacia comunicativa, ossia alla capacità di farsi comprendere in modo chiaro, anche se non del tutto corretto grammaticalmente. Sulla base della gravità del disturbo, nella scuola secondaria i testi letterari in lingua straniera assumono importanza minore per l’alunno con DSA: considerate le sue possibili difficoltà di memorizzazione, risulta conveniente insistere sul potenziamento del lessico ad alta frequenza piuttosto che focalizzarsi su parole più rare, o di registro colto, come quelle presenti nei testi letterari.

Verifica e valutazione

“L’adozione delle misure dispensative, al fine di non creare percorsi immotivatamente facilitati, che non mirano al successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, dovrà essere sempre valutata sulla base dell’effettiva incidenza del disturbo sulle prestazioni richieste, in modo tale, comunque, da non differenziare, in ordine agli obiettivi, il percorso di apprendimento dell’alunno o dello studente in questione.” (Linee guida DSA 12/07/2011). “È opportuno ribadire che, in ogni caso, tutte queste iniziative hanno lo scopo di offrire maggiori opportunità formative attraverso la flessibilità dei percorsi, non certo di abbassare i livelli di apprendimento.” (Nota MIUR n. 2563 del 22/11/2013)

A chi chiedere chiarimenti

Nel caso in cui emergessero particolari necessità, i genitori potranno contattare:

  • il coordinatore di classe
  • il docente Funzione Strumentale per l’inclusione degli alunni con DSA.

LE FASI DEL PROGETTO DI INCLUSIONE

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Eurosofia. Ultimi posti disponibili per partecipare all’incontro: “PNRR, Start-up per dirigenti scolastici – Attuazione delle linee di investimento”