Inclusione alunni autistici: D.D. “P. Novelli”, l’I.C. “Margherita di Navarra” e l’I.C. “Sciascia” a New York

di redazione
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inviato da DS Chiara Di Prima  – La D.D. “P. Novelli” di Monreale e l’I.C. “Margherita di Navarra” di Pioppo-Villaciambra e l’I.C. “Sciascia” della Diocesi di Monreale, rappresentati rispettivamente dai Dirigenti Scolastici Chiara Di Prima, Patrizia Roccamatisi e Diego Maggio, insieme a S.E. Mons. M. Pennisi, Arcivescovo di Monreale, in visita ufficiale a New York, presso il Provveditorato agli Studi e diverse Istituzioni Scolastiche, per definire modalità di collaborazione futura in relazione al Progetto di formazione docenti per il trattamento degli alunni con Autismo secondo il Protocollo terapeutico innovativo del RethinkAutism, già avviato lo scorso anno a Cinisi e Monreale a cura del Dott. Giuseppe Rotolo, Responsabile del Dipartimento Autismo della Diocesi, in parternariato con l’Uciim Sicilia.

Diversi gli appuntamenti in programma nel corso della settimana, tra cui la visita presso The Hungerforf School in Staten Island, la Susan George Catholic Center di New York e la Scuola diretta da Jack Spatola a Brooklyn.

In programma anche l’incontro con Janice Fitzgerald e Ellen McHuge di Parent to Parent, col Cardinale di NY S.E. Timothy Michael Doland e la concelebrazione di una Santa Messa presso St. Luke Whitestone e St. Mel’s alla presenza di una rappresentanza di siciliani all’estero.

La delegazione è composta anche dal Dirigente Scolastico Diego Maggio dell’IPSSAR “P. Piazza” di Palermo e reggente all’I.C. di Camporeale/Grisì, da Tiziana Termini, Segretaria Regionale Uciim Sicilia, da Benedetto Lo Piccolo, Consigliere Regionale Uciim Sicilia, Don Antonio Chimenti, Consulente Spirituale del Dipartimento autismo della Diocesi di Monreale, Vincenza Marceca e Giuseppina Di Maggio, supervisori dello stesso Dipartimento.

L’idea di collaborazione tra le tre scuole del territorio monrealese e la rete di scuole di New York nasce dal desiderio di rendere un servizio sempre migliore alla comunità scolastica in termini di inclusione e buone prassi che, solo in un’ottica di apertura verso le più innovative esperienze internazionali, possono essere garantite e implementate.

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