Incentivi per attirare i docenti migliori in scuole difficili e aree disagiate, potrebbero funzionare?

A parlarne è Mauro Piras, dalle pagine del Sole24Ore, a commento di una riflessione sui risultati degli studenti nelle indagini OCSE PISA 2018.

Nell’articolo Piras vuole proporre un punto di vista diverso da quello preponderante emerso nelle ultime settimane. Non un catastrofismo senza precedenti nei risultati dei nostri alunni adolescenti, ma delle problematiche che potrebbero essere modificate con interventi ad hoc.

Uno di questi, secondo Piras, si poggia sulla possibilità di favorire la permanenza dei docenti migliori nelle aree più disagiate del paese.

Una problematica che non è nuova. Di solito nelle aree più disagiate la mobilità degli insegnanti è più elevata.

“È ora di iniziare a pensare a incentivi economici mirati per sostenere le situazioni più critiche – conclude Piras –  e a una carriera dei docenti, in cui lavorare in contesti difficili ottenendo buoni risultati dia dei vantaggi.”

Piras non ha quantificato a quanto potrebbe corrispondere un’attrattiva per rimanere a lavorare in scuole difficili e contesti disagiati.

Né è stata presa in considerazione l’altra faccia della medaglia: il numero di insegnanti che continua a lavorare nelle scuole disagiate, con lo stesso stipendio dei colleghi.

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