In un paese che cambia, io docente sono favorevole al concetto dei turni. Lettera

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Inviato da Pierre Alexis Pastre – So di essere fuori dal coro, mai io sono disposto a lavorare il pomeriggio, la sera, il sabato e la domenica, nel limite ovviamente del mio orario settimanale contrattuale.

Molti altri lavoratori lavorano su turni, forse sarebbe adeguato prevedere una qualche compensazione aggiuntiva, ma personalmente non la ritengo nemmeno necessaria, visto che non si tratta di lavoro notturno.

Viviamo in un paese sovraffollato dove i problemi dovuti allo svolgere tutti quanti le stesse attivita’ in modo sincrono, dalle ferie di agosto agli orari di lavoro mattino – sera, costituiscono una criticita’ del sistema sociale che ha amplificato l’epidemia e rende la quotidianita’ della vita inefficiente, difficile e frustrante, si pensi ad esempio all’intenso traffico veicolare.

Ormai la densita’ di popolazione e’ tale che si presentano problemi analoghi a quelli degli allevamenti intensivi di animali da carne. Se non si desidera ricorrere a politiche maltusiane, sara’ il caso di organizzare una societa’ efficiente nella quale le infrastutture di lavoro e svago, dai trasporti agli impianti sciistici , agli alberghi, alle scuole, siano utilizzate a turno, in modo efficiente senza essere dimensionate per i picchi di utilizzo ma per una fruizione continua e organizzata.

Non si puo’ continuare a vivere nel 2020 con le consuetudini dei nostri nonni, e’ necessario cambiare. Ci saranno altre epidemie, altri problemi dovuti a un paese sovraffollato, a un territorio sovrautilizzato. Sono problemi che vanno affrontati e risolti con soluzioni nuove. Non esiste la possibilita’ di chiedere “fermate il mondo… voglio scendere!”.

La liberta’ in una societa’ non e’ in quantita’ infinita. Come stiamo imparando con l’epidemia, piu’ siamo numerosi e meno liberta’ c’e’ per ciascuno. Puo’ non fare piacere, puo’ essere un concetto dissonante con i valori dell’illuminismo che fondano le societa’ democratiche, ma e’ cosi’. Dobbiamo dividerci tutto in armonia, se vogliamo sopravvivere.

Cordiali saluti

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