In Svizzera riaprono le scuole, ma mancano gli insegnanti: “Buchi tappati da docenti privi di formazione o richiamati dalla pensione, ora basta”

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Con l’imminente riapertura delle scuole, la Svizzera affronta una carenza cronicamente persistente di insegnanti. La situazione ha raggiunto un punto tale che l’Associazione degli insegnanti ha avvertito dell’urgenza di affrontare il problema e ha lanciato una campagna nazionale in risposta.

La carenza di insegnanti ha portato a situazioni estreme, con classi gestite da personale non adeguatamente formato o da docenti in pensione richiamati a insegnare.

Dagmar Rösler, presidente dell’Associazione, alla tv elvetica, ha espresso preoccupazione per la compromissione della qualità dell’istruzione. Questa situazione potrebbe peggiorare dato che si prevede un aumento del 14% degli studenti delle scuole elementari nei prossimi anni e molti docenti attuali andranno in pensione.

Tuttavia, non è solo la carenza di insegnanti a preoccupare. La violenza, sia psichica che fisica, contro gli insegnanti è diventata un problema crescente, specialmente nelle regioni francofone e tedesche della Svizzera. David Rey, presidente del Sindacato degli insegnanti romandi, riferisce che due insegnanti su tre nella Svizzera tedesca hanno subito atti di violenza psichica o fisica negli ultimi cinque anni. I numeri sono altrettanto preoccupanti nel Giura, con il 56% degli insegnanti che hanno vissuto esperienze violente negli ultimi due anni.

Il cambio di rotta necessita un impegno congiunto: “Tutti devono essere coinvolti in questo processo. Autorità politiche, insegnanti, genitori, ma anche gli stessi studenti e studentesse”, afferma Rey.

Fortunatamente, non tutte le regioni svizzere affrontano questi problemi allo stesso modo. Nel Ticino, ad esempio, la situazione relativa agli insegnanti sembra stabilizzata e i casi di violenza sono minori e isolati. Nei Grigioni, né posti vacanti né episodi di violenza sono stati segnalati.

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