In Sicilia manca il personale Ata, Bruxelles risponde all’interrogazione: bisogna garantire il livello minimo, il Ministero agisca. Anief: il ruolo di assistenti e collaboratori è fondamentale, senza più organico aggiuntivo da un anno la situazione è peggiorata

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Sugli organici del personale scolastico vi sono degli obiettivi concordati e da garantire a livello europeo nell’ambito del quadro strategico dell’istruzione: uno di questi è la presenza adeguata anche di personale ATA, che però in Italia non è garantita.

A sollevare la questione della mancanza di lavoratori, in particolare nelle scuole della Sicilia, è stato l’eurodeputato Ignazio Corrao (Verts/ALE), con una interrogazione indirizzata alla Commissione europea: nella risposta scritta, arrivata ora, la Commissione UE ha ribadito l’importanza dell’intervento del Ministero, che ha competenza per le assunzioni e la retribuzione del personale docente e scolastico, oltre che per l’investimento di risorse, con l’obiettivo di garantire un livello minimo del servizio.

 

“Il problema è che questo livello minimo non è realizzato – fa notare Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e il disagio è diventato ancora maggiore dalla scorsa estate, quando si sono volatilizzati gli oltre 40 mila posti dell’organico aggiuntivo di cui la maggior parte proprio relativi proprio al personale Ata. Nella scuola abbiamo circa 250mila lavoratori – collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, guardarobieri e tanti altri – che permettono i assolvere a servizi di organizzazione, sorveglianza, assistenza, pulizia e molto ancora: non solo questi dipendenti sono pagati meno di tutti nella pubblica amministrazione, con un collaboratore scolastico ad inizio carriera fermo a 1.100 euro netti al mese, ma devono anche sobbarcarsi un lavoro sempre più gravoso per la ridotta presenza nelle scuole”.

 

“È indecoroso – continua il sindacalista Anief – che un plesso scolastico possa contare su appena 2-3 collaboratori e nemmeno un amministrativo, perché essendo sedi distaccate e con meno alunni necessitano comunque di continua vigilanza: invece, come accade in Sicilia ma anche altrove, siamo arrivati al punto di non avere nemmeno più il personale per aprire e chiudere le scuole. È una vergogna tutta italiana, che fanno bene i nostri rappresentanti politici a Bruxelles a denunciare alle più alte istituzioni della Commissione europea, che tanto sta facendo per risollevare anche la qualità della nostra didattica attraverso gli importanti finanziamenti del Pnrr e la stessa interlocuzione che – conclude Pacifico – il ministero dell’Istruzione e del Merito ha attivato dallo scorso mese di febbraio sempre con l’Unione europea”.

 

LA DENUNCIA E LA RISPOSTA

Il quesito dell’eurodeputato Ignazio Corrao (Verts/ALE)

21.3.2023

La Sicilia è fortemente a rischio analfabetismo e dispersione scolastica, ma, nonostante ciò, il sistema scolastico ha subito negli anni tagli del personale A.T.A. di diritto, che lo hanno reso inadeguato.

È urgente un aumento della consistenza numerica del personale ATA negli Istituti Scolastici Statali, per far fronte alle istanze ordinarie e straordinarie della popolazione scolastica.

L’insufficienza di personale comporta sovraccarico nei confronti del personale impiegato, considerando le attività pomeridiane, esternalizzazione dei servizi di pulizia e sicurezza, ma soprattutto abuso dei contratti a termine.

Per questo motivo, il Sindacato Generale di Base ha chiesto al Ministero dell’Istruzione, senza ottenere alcuna risposta, di garantire squadre di collaboratori scolastici sufficienti per assicurare i servizi di accoglienza, vigilanza, assistenza, pulizia, e di affidarli al personale ATA attualmente rimasto senza lavoro.

Il mancato intervento del Ministero preclude in Sicilia un servizio di pari livello qualitativo rispetto alle altre regioni italiane, anche per la realizzazione dei progetti finanziati dal PNRR e dai PON.

Ciò premesso, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

1.Come valuta la situazione siciliana alla luce degli obiettivi di convergenza regionale in tema di istruzione?
2.Come può intervenire presso le autorità italiane al fine di garantire la dotazione minima di risorse umane in tempi rapidi?
3.Come valuta il basso livello di retribuzione del personale docente e scolastico in Italia rispetto al livello in UE

La risposta dell’Unione Europea

23.6.2023

A norma dell’articolo 165 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’Unione contribuisce allo sviluppo di un’istruzione di qualità incentivando la cooperazione tra Stati membri e, se necessario, sostenendo e integrando la loro azione nel pieno rispetto della responsabilità degli Stati membri per quanto riguarda il contenuto dell’insegnamento e l’organizzazione del sistema di istruzione, nonché delle loro diversità culturali e linguistiche.

Ciò comprende anche l’assunzione e la retribuzione del personale docente e scolastico, nonché l’investimento di risorse.

La questione sollevata dall’onorevole deputato esula pertanto dalle competenze della Commissione.

Attraverso il programma Erasmus+ la Commissione sostiene gli Stati membri nello sviluppo della dimensione europea dell’istruzione; inoltre l’attuale Anno europeo delle competenze riserva alle competenze un ruolo centrale nel promuovere azioni volte ad aiutare le persone ad acquisire le giuste competenze per posti di lavoro di qualità e le organizzazioni ad affrontare le carenze di competenze nell’UE.

Anche i finanziamenti della politica di coesione (in particolare del Fondo sociale europeo+) e il dispositivo per la ripresa e la resilienza sostengono gli Stati membri, tra l’altro investendo nell’istruzione e nella formazione, e sono molti gli Stati membri a farvi ricorso.

Infine la Commissione segue l’evoluzione dei sistemi di istruzione e formazione in tutta l’UE e presenta la sua analisi nella relazione annuale di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione dell’UE.

Le relazioni per paese della relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione tengono conto degli sviluppi politici recenti e contemporanei a tutti i livelli di istruzione negli Stati membri, anche in Italia, fornendo informazioni approfondite sulle prestazioni dei paesi per quanto riguarda i traguardi a livello di UE concordati nell’ambito del quadro strategico dello spazio europeo dell’istruzione.

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